Giorgio Spini. «Ponte» di cultura, storia e fede

18-09-2018 08:27 -

Sabato 22 settembre Firenze intitolerà un ponte allo storico e accademico Giorgio Spini. Ne abbiamo parlato con il figlio Valdo, già deputato e ministro della Repubblica

Sabato 22 settembre il Comune di Firenze intitolerà un ponte a Giorgio Spini, illustre storico e accademico fiorentino. Il ponte sul Mugnone, che da viale Strozzi all´altezza di via Spadolini termina in piazza della Costituzione all´altezza di via XX settembre, prenderà il nome di Giorgio Spini alle 12 con una celebrazione cittadina.

La decisione dell´intitolazione è giunta dal Palazzo Vecchio che ha dato il via libera alla proposta presentata dall´assessore alla Toponomastica dopo la mozione approvata in Consiglio comunale.

Riforma.it ha rivolto alcune domande al professor Valdo Spini, già deputato e ministro della Repubblica, figlio di Giorgio.

Non una via, non una piazza, bensì un ponte. Una scelta dal sapore evocativo, non le pare?

«Certamente, Il Ponte fu la rivista fondata a Firenze nell´aprile del 1945 da Piero Calamandrei e per la quale Giorgio Spini collaborò negli anni Cinquanta e dove decise di perorare tante battaglie; come quella per sostenere le chiese pentecostali colpite dalla famosa circolare Buffarini-Guidi che, richiamata in vigore da Scelba, impediva ai pentecostali l´attività di culto. Il termine "ponte" oggi assume un sapore ancor più evocativo in un´epoca di chiusure, di nazionalismi, di "sovranismi", di intolleranze e di razzismi. Con la parola "ponte" si indica anche la volontà di comunicare, in piena coerenza con il messaggio cristiano dell´amore fraterno e dell´agape a cui Giorgio Spini è sempre stato legato per tutta la sua vita. Un ponte, quello dedicato a Giorgio Spini, che si trova a pochi passi dalla casa dove egli visse a Firenze in via Ippolito Nievo e non lontano dal Liceo classico Dante che frequentò. Un luogo dunque carico di suggestioni».

Giorgio Spini, predicatore laico evangelico e membro della Tavola Valdese (organo esecutivo delle Chiese metodiste e valdesi) si adoperò molto in favore della libertà religiosa. Un´eredità che lei ha fatto propria e poi promosso nelle stanze legislative grazie alla sua attività politica. É così?

«La prima interrogazione parlamentare che feci nel 1979, fu proprio a favore dell´iter per l´Intesa tra lo Stato italiano - a norma dell´Articolo 8 della Costituzione - e la chiesa valdese. Intesa che fu la prima e che aprì "la strada" alle successive. Oggi la nostra Costituzione in taluni ambiti è ritenuta impopolare; dunque è necessario rivendicarne con forza i valori, dirò di più, in passato vi furono nel mondo evangelico e protestante, nell´area valdese in particolare, alcuni dubbi su quell´Intesa. Credo che oggi si possa affermare che – con "l´aria che tira" – quell´atto sia un punto fermo di grandissima importanza».

Giorgio Spini si è spento a Firenze nel gennaio 2006. Una vita vissuta all´insegna dell´antifascismo e della fede metodista. Dopo l´impegno nel Partito d´Azione e la guerra di liberazione intraprese la carriera universitaria e divenne uno storico di fama mondiale.

«Il Rapporto di Giorgio Spini con Firenze è sempre stato intenso. È la città nella quale ha trascorso gli ultimi anni della sua vita e dove ha profuso il suo impegno di consigliere comunale. Mio padre è stato uno storico e un ricercatore molto apprezzato. I suoi tre volumi di storia moderna – nei quali ebbe il coraggio di partire da Lutero –, pubblicati per Einaudi credo abbiano "fatto epoca"; altrettanto i suoi testi per le scuole. Mio padre non era solo un intellettuale, ha partecipato alla guerra di Liberazione ed è stato il primo ufficiale italiano, seppur sotto l´uniforme inglese, a entrare nella Firenze liberata. Si è sempre battuto per cause nobili e per la difesa dei diritti civili. É stato un militante del Partito d´Azione. Le intitolazioni hanno un carattere simbolico importante e spero che nei prossimi anni quando qualcuno vedrà o attraverserà il ponte, possa chiedersi chi fosse mio padre, Giorgio Spini. Certamente è stato un credente, un grande storico, un combattente per la Liberazione e un militante per l´Italia civile».

Come si svolgerà l´intitolazione di sabato?

«Con un breve incontro pubblico nel quale prenderà la parola Andrea Vannucci, assessore competente alla toponomastica del Comune di Firenze che molto ha fatto per l´intitolazione e che voglio qui ringraziare; poi ci sarà l´intervento di un rappresentante dell´Università di Firenze e quello di Marco Ricca per il Centro evangelico di cultura, già medico e amico di mio padre. Possibile anche la presenza del sindaco di Firenze».

Dove indirizzerebbe un giovane, o una giovane per avvicinarsi alla figura di Giorgio Spini?

«Molte pubblicazioni sono disponibili grazie alle piattaforme online; due libri credo siano adatti: Giorgio Spini, la strada della liberazione (Claudiana editrice, ndr), una biografia ragionata e "montata" su scritti autobiografici. L´altro libro, recentemente ripubblicato, è dedicato alla politicità di Michelangelo: Michelangelo politico (Unicopli, ndr), con l´introduzione di Tommaso Montanari. Nella figura di Michelangelo, nella quale rivedo un po´ la poliedricità di mio padre, s´intrecciano diverse qualità. Michelangelo era un artista, un politico repubblicano e un uomo di fede, vicino al Cenacolo di Vittoria Colonna e dunque anche alla Riforma protestante».


Fonte: Riforma.it