Una crisi drammatica e grottesca

29-05-2018 11:25 -

Dopo più di ottanta giorni di melina, la domenica della Trinità la crisi italiana accelera bruscamente, assumendo toni, come spesso ci accade, insieme drammatici e grotteschi.

Come era largamente annunciato, il tentativo di formare un governo «giallo-verde», alla guida del quale era stato designato un brillante professore del tutto privo di esperienza, naufraga sul nome del ministro in pectore dell´economia, Paolo Savona. Il leader della Lega, confermandosi abilissimo in quella campagna elettorale permanente che ormai è diventata la politica italiana, non aspettava altro per far saltare un´operazione fin da subito assai precaria. Coglie così più risultati con una sola mossa e soprattutto mette in difficoltà il suo alleato di qualche giorno, il Movimento Cinque Stelle, che reagisce scompostamente minacciando azioni di piazza e la messa in stato di accusa del presidente della Repubblica, responsabile, sicuro e fin troppo paziente gestore di una vicenda piena di contraddizioni.

Di qui i punti strutturali della crisi. Prima la campagna elettorale e poi lo svolgimento della crisi hanno fatto emergere un drammatico problema di qualità dell´offerta politica.

Problema che è evidentissimo da almeno tre punti di vista, ovvero su tre piani: la qualità del personale politico, la qualità dei programmi e la qualità delle relazioni interistituzionali. Su questa china si arriva al secondo e connesso grande tema, ovvero la qualità del nostro sistema democratico e, di conseguenza, l´idea di Italia. Purtroppo i due punti di crisi sono tra loro strettamente connessi e si alimentano a vicenda.

Per questo bisogna attivare iniziative positive: ne aveva parlato, con toni accorati e molto lucidi, il cardinale Bassetti all´assemblea della Conferenza episcopale italiana, concludendo con il riferimento, cento anni fa, ma soprattutto per l´oggi e il domani, all´appello sturziano ai liberi e forti.

In Italia ci sono mondi vitali e tante energie vere. Il problema è che moneta cattiva scaccia quella buona, ovvero un discorso politico violento, pur in fine dei conti inconcludente, seduce comunque. Anche perché vellica le nostre pulsioni e ci deresponsabilizza.

Ecco, allora, la necessità, pur in tempi molto stretti, di ragionare in prospettiva, chiamando le cose come stanno, rispettando le istituzioni, che sono un bene di tutti e denunciando tutte le propagande. Si tratta insomma di scongiurare, lavorando sull´offerta, la deriva drammatica e grottesca della crisi italiana, che sembra ora fatalmente diretta verso nuove elezioni.

Non ha senso polarizzare il sistema e, dunque, l´offerta politica tra europeisti e non europeisti, tra populisti e benpensanti, così come tra vecchio e nuovo. Partiamo dalla realtà e dai nostri tanti problemi. Elezioni ravvicinate sono spesso segno di crisi di sistema. Che ci si arrivi almeno con una offerta politica nuova. Nuova e finalmente adeguata.

di Francesco Bonini


Fonte: Toscana Oggi