DOVE ANDARE? di Giuseppe Platone

13-06-2013 10:40 -

«Sì, voi partirete con gioia e sarete ricondotti in pace...» (Isaia 55,12)

Chi sono questi che partono? Dal racconto, in questa parte del libro di Isaia, capiamo che si tratta di coloro che, finito l´esilio, si apprestano a tornare. La catastrofe politica e militare del VI secolo a.C. ,sfociata nella deportazione di migliaia di persone, è ormai un ricordo. Non tutti faranno la valigia per tornare. Dopo tanti anni trascorsi in terra straniera, c´è anche chi ha ormai adottato il nuovo paese come il proprio. Ci si adatta a tutto. Lo sanno bene gli sradicati, i migranti, i forzati dell´emigrazione. I quali se ne sarebbero stati, più che volentieri, nelle proprie contrade ma sono stati costretti a partire e non si sono certo messi in cammino con gioia. La Bibbia racchiude molte storie di sradicamento. A cominciare dallo stesso Abramo, sequestrato dalla Parola di un Dio che lo mette in cammino. Sarà Dio stesso ad indicargli la meta.
E noi sappiamo dove andare? In queste settimane di bilanci ecclesiastici, locali o nazionali, a volte ci si limita a valutare solo ciò che è stato fatto. Il che è già gran cosa. Del resto come calvinisti, la nostra attesa del Regno è, in genere, molto attiva. Le relazioni annue della nostre chiese raccontano le molteplici nostre iniziative. Siamo pochi ma lavoriamo molto. E proprio per questo occorre ogni tanto fermarsi e alzare lo sguardo per vedere in quale direzione procedere. Sì lo sappiamo che la meta è nelle mani di Dio. A noi tocca però raggiungerla, camminare e camminare, senza perdere l´orientamento. Per capire dove andare abbiamo bisogno, sempre e di nuovo, di incontrarci per parlarne, discutere, analizzare, pregare e così, insieme, decidere la strada da imboccare. Si tratta di un lavoro collettivo e fraterno, vorrei dire assembleare. Non abbiamo a tutt´oggi altro modo che questo. Certo è faticoso adempierlo localmente e ancora di più faticoso è portarlo avanti tutti insieme, come tribù diverse del mondo evangelico. Non soltanto sapere dove ma anche come andare. Le nostre identità confessionali (quelle storiche e quelle di più recente formazione) non riescono (ancora) a procedere insieme. Tuttavia osservando il cammino che le tribù evangeliche, pur in ordine sparso, hanno sin qui percorso nel nostro Paese, ci rendiamo conto che la nostra Guida non ci ha mai abbandonato. Questa consapevolezza ci trasmette la gioia di proseguire il cammino (pur con il fardello delle nostre diversità) sapendo di avere, davanti a noi, una Guida affidabile che conosce bene la meta da raggiungere.

Fonte: Chiesavaldese.org