LA GRANDE BUFALA DEI SACCHETTI DELLA FRUTTA

09-01-2018 14:10 -

L´Italia dei social e dei supermercati è in rivolta per una "fake news". Ma la verità è ben diversa

Da qualche giorno regna in Italia un clima simile a quello introdotto dalla tassa del macinato di Quintino Sella. La rivolta non si attenua: continuano moti insurrezionali nei supermarket, le rivolte anti-sistema e soprattutto le "call action" a tutto spiano sui social ("fate girare!").

Naturalmente stiamo parlando dell´odiosa tassa sui sacchetti di plastica biodegradabile usati nei supermercati per frutta e verdura, dal primo gennaio direttamente pagati dai clienti uno o due centesimi per un emendamento inserito nel decreto Mezzogiorno. La decisione è diventata un caso politico, in questa campagna elettorale in cui le bufale internettiane rischiano di fare la parte del leone.

Il provvedimento, si legge in molti post e perfino su qualche quotidiano, è stato fatto per avvantaggiare un´amica di Renzi, titolare di una ditta che ha il monopolio sui sacchetti di plastica biodegradabili. Da quando la notizia circola soprattutto in Rete con effetto virale, nei supermercati si è visto di tutto: cespi di lattuga a vista, zucchine etichettate a uno a uno, mandarini e arance che rotolano impietosamente dai carrelli come palline da tennis, mazzi di sedano portati in giro sotto le ascelle come le baguette francesi. E intanto schizzano a mille le vendite di frutta e verdura confezionata (che peraltro costa ovviamente molto di più rispetto a quella sfusa, ben oltre i due centesimi dei sacchetti).

Peccato che tutto giri intorno a una gigantesca fake news.

Non si tratta infatti di un balzello della banda Gentiloni, Renzi & Co. ma di una decisione presa per recepire una direttiva Europa del 2015 (la 270) che tende a disincentivare, per evitare l´inquinamento ambientale, l´uso della plastica, anche quella in materiale leggero usato per frutta e verdura nei supermarket, e ad evitare una procedura d´infrazione molto salata già avviata lo scorso anno da Bruxelles. Ci riempiamo la bocca con l´economia circolare, con i mari da salvare, con i cormorani che ingurgitano petrolio e poi al momento di fare qualcosa di concreto gridiamo al magna magna a sproposito perché ci rubano da 1,5 a 3 euro l´anno (questo il costo comp´lessivo calcolato dalla "gabella"). Ma il bello è che i pacchetti venivano già pagati indirettamente poiché i supermercati scaricavano i costi operativi spalmandoli sul costo finale dei prodotti sugli scaffali. Ora semplicemente il prezzo verrà esplicitato sull´etichetta, per favorireuna maggiore consapevolezza da parte del cliente.

E l´amica monopolista di Renzi? Probabilmente si allude alla ricercatrice di chimica e imprenditrice Catia Bastioli, salita sul palco in una delle Leopolde del Pd (ma a quel punto dovremmo definire "amici" in combutta con Renzi anche l´astrofisica Samantha Cristoforetti, Brunello Cucinelli, Gigi Buffon e Lorenzo Cherubini e tutti quelli invitati a parlare in pubblico). Peccato che l´azienda di sacchetti di plastica biodegradabile di cui è amministratrice delegata la Bastioli, la Novomont, sia sì una dei maggiori player ma non certo in regime di monopolio dato che sul mercato operano 150 aziende per un totale di 4 mila dipendenti e 350 milioni di fatturato. Tra l´altro l´"amica di Renzi" ha depositato 900 brevetti internazionali (tra cui il Mater-Bi, il materiale vegetale che sta rivoluzionando la produzione) e ha ricevuto una sfilza di riconoscimenti per le sue scoperte e le sue imprese ( è tra l´altro cavaliere della Repubblica). E´ infatti considerata una delle protagoniste della cosiddetta economia circolare (l´economia che ricicla le risorse) in Italia. Dovrebbe essere un vanto il fatto che le sue imprese facciano da battistrada allo sviluppo sostenibile e producano lavoro e innovazione. E invece ci stracciamo le vesti, gridiamo al magna magna, votiamo per l´antipolitica e via dicendo. Noi le persone che innovano, studiano e creano posti di lavoro le trattiamo così: a pesci in faccia (senza busta di plastica protettiva). E mancano ancora due mesi alle elezioni del 4 marzo.


Fonte: famigliacristiana.it