Meditazione - Camminare con Dio (Michea 6: 6-8) Greetje van der Veer

09-05-2013 10:18 -

Il profeta Michea ci chiama a
camminare insieme. Ci chiama
a camminare insieme come
chiese, come uomini e donne. Egli
ci propone un pellegrinaggio verso
la giustizia, verso il bene: «che
altro richiede da te il Signore, se
non che tu pratichi la giustizia,
che tu ami la misericordia e cammini
umilmente con il tuo Dio?»

(Michea 6: 8).
Certo, da credenti siamo pronti
a immetterci su questa strada, eppure
non è così facile. All´inizio
forse sì, nei primi passi, ma poi la
storia ci insegna che difficilmente
mettiamo da parte le nostre passioni
che quasi inevitabilmente ci
fanno cambiare strada. Ecco perché
Michea ci chiama a essere
pronti e disposti a camminare
umilmente con Dio. La parola
umilmente forse ci svia, ma può
essere tradotta benissimo, il testo
ebraico lo permette, con consapevolmente
o forse, meglio ancora,
con essere pronti.
Il nostro sguardo, da sempre,
ma soprattutto in questi tempi, è a
breve termine: vediamo i sassolini
davanti ai nostri piedi, ma non
l´orizzonte che ci sta di fronte. Così
i sassolini ci fanno cambiare
strada, chi va da una parte, chi va
da un´altra, perdendo di vista la
meta che può essere solo comune.
Michea in pochissime parole
mette davanti a noi la strada da
percorrere, in modo molto chiaro:
che altro esige da noi il Signore
se non praticare la giustizia,
amare il bene ed essere disposti a
camminare con il Signore? Così
siamo chiamati a camminare,
cioè a vivere.
Le sue parole contengono una
forte critica alla religione ´umana´,
alla giustizia ´umana´, al nostro
modo di fare politica.
Può suonare strano ai nostri
orecchi, ma per Michea l´opposto
della giustizia è la religione, cioè
la fede vissuta nei soli rituali, nei
sacrifici automatici, nell´autocompiacimento,
senza avere come
orizzonte l´aspettativa di Dio verso
di noi. Senza farci interrogare
dal Regno di Dio, espressione che
non vuol dire altro che Dio regna.
Ecco, Michea in questo testo si
oppone a una religione che non si
fa interrogare dal Regno di Dio,
cioè dalla presenza di Dio nelle
nostre vite, e così dimentichiamo
di praticare la giustizia, di amare
il bene e di essere disposti a far
entrare Dio nella nostra esistenza.
Camminare. Ci sono delle persone
che vogliono lasciare tutto
così com´è, sono passive; ciò che
andava bene ieri, andrà bene anche
per oggi. Non si coglie che ci
sono sempre nuove situazioni
che ci sfidano, come le persone
che non contano, gli immigrati
senza documenti, ma anche i disoccupati
a cui è tolto il futuro in
nome di qualche dio che si chiama
mercato. Camminare con Dio
vuol dire impegnarci con le altre
e gli altri, a prescindere da qualsiasi
simpatia.
Camminare con Dio. Da solo
sei più veloce, dice un proverbio
africano, ma insieme vai più lontano.
Camminare con Dio significa
che Dio è vicino a te. Gesù
cammina assieme a Dio. Gesù e
Dio sono uno. Il cammino di vita
di Gesù non si ferma al Venerdì
Santo. Egli era uno con Dio anche
nella morte. Ed eccolo, la mattina
di Pasqua, passeggiare di nuovo
nel giardino. Forse da soli siamo
più veloci, ma insieme a Dio arriviamo
più lontano, decisamente.

Fonte: Notiziario Donne Evangeliche