LA CHIESA DOMESTICA IN EUROPA di Giuseppe Platone

05-05-2013 16:39 -

«Dopo che Lidia fu battezzata, con la sua famiglia, ci pregò dicendo: "Se avete giudicato ch´io sia fedele al Signore, entrate in casa mia, e alloggiatevi". E ci costrinse ad accettare» (Atti 16,15)

Mi piace pensare che Luca che scrive della vicenda di Lidia (di cui qui cito solo la conclusione) fosse presente al suo battesimo. Come un giornalista che scrive il suo reportage Luca ha seguito sino a Filippi, nella loro avventura evangelizzatrice, Paolo e Sila. E in questa prima tappa in Europa Lidia, imprenditrice, si converte al cristianesimo. Paolo e Sila, così racconta Luca, si sentiranno in qualche modo costretti ad accettare l´invito di Lidia a pernottare a casa sua. Il racconto prosegue descrivendo varie peripezie compreso l´arresto dei due missionari che finiranno in carcere.
Ma una volta usciti di prigione saranno, di nuovo ospitati a casa di Lidia (vs. 40). Tra i tanti modelli di chiesa che incontriamo nei libri del Nuovo testamento c´è anche questo: la casa privata. Che diventa una chiesa domestica. La soglia minima da cui partire per essere chiesa è là dove due o tre s´incontrano nel nome di Cristo. Il valdismo medioevale, disperso in tanti angoli d´Europa, era tenuto insieme da predicatori itineranti - i cosiddetti «Barba» - che incontravano i credenti nel segreto delle case. Predicatori notturni, per non essere scoperti e denunciati. Per secoli si è andati avanti così. Dalla casa di Lidia alle migliaia di migliaia di altre case che, nonostante i rischi che si correvano, hanno aperto le loro porte all´Evangelo. Da Lidia in poi non si è più smesso. Oggi, senza correre rischi, nelle nostre chiese continuano le riunioni domestiche. C´è la grande riunione pubblica domenicale del culto e ci sono quelle domestiche. E in quest´ultime, grazie ai piccoli numeri, si può coltivare conoscenza e approfondimento dei testi biblici, sviluppando una certa spiritualità.

Nella pluralità dei modelli ecclesiastici quello della chiesa domestica è il primo ad entrare in Europa. Grazie a Paolo e a Sila ma grazie anche a una donna che ha creduto e quindi ha aperto casa sua. Forse Lidia non s´era resa conto d´avere offerto un esempio straordinario e indimenticabile. Succede anche a noi quando riusciamo a condividere il tetto che abbiamo sulla testa esercitando, concretamente, ospitalità e accoglienza. L´Evangelo apre i cuori e le case. E gli incontri in casa non te li dimentichi più perché sei riuscito a far spazio agli altri nella tua vita. Non tanto sentimentalmente (questo è facile) quanto concretamente (questo è più difficile). Provare per credere.

Fonte: chiesavaldese.org