La discussione sul sermone

19-06-2017 17:35 -

Sono i giorni delle prove per gli aspiranti pastori, con un dibattito sulla predicazione che potrebbe venir esteso anche in altri momenti nel corso dell´anno

Si chiama " sermone di prova" ed è l´ultimo passo, insieme all´esame di fede , previsto dalle discipline vigenti nell´ordinamento valdese, prima della consacrazione dei nuovi pastori e pastore. Si tratta di un culto pubblico alla presenza di una delegazione del corpo pastorale. Non tutti sanno, però, che dopo il sermone vi è un momento per fare domande, commenti, osservazioni sia tecniche che di contenuto, aperto a tutti presenti: infine la delegazione pastorale esprime e comunica al candidato o candidata l´esito positivo o negativo della prova.

Vale la pena, almeno una volta, partecipare a questi culti, sia per conoscere chi si appresta alla consacrazione, sia per verificare come sarebbe possibile, nelle nostre chiese, alcune volte durante l´anno ecclesiastico, prevedere un approfondimento comunitario sulla riflessione che il predicatore ha presentato. Non si tratta di chiedere un generico, e perciò disordinato dibattito, come il più delle volte succede, dopo qualche " tavola rotonda" ; ma di affrontare questioni rilevanti dal punto di vista teologico, del nostro confessarci credenti in Gesù Cristo, oppure anche di osservazioni pratiche, spesso però decisive, sul modo in cui il sermone è stato pronunciato, con parole difficili o comprensibili, guardando in faccia le persone piuttosto che il foglio scritto, scandendo le parole in maniera chiara.

Il sermone di prova avviene in genere nell´ambito di una conferenza distrettuale, come è successo la settimana scorsa, nel tempio dei Coppieri e del Ciabas, con quattro sermoni di persone attualmente operanti nel 2° distretto. La liturgia è stata un po´abbreviata perché si sono uditi due sermoni e due discussioni. Forse una difficoltà per i candidati è costituita dal fatto che l´uditorio non è quello di una media parrocchia delle Valli. Nemmeno solo un consesso di persone competenti in teologia e pastori, per le quali molte riflessioni potrebbero essere scontate o fin troppo conosciute.

Avendo preso parte al culto dei Coppieri ricavo l´ impressione che, invece, proprio la partecipazione non solo specialistica ma di tutti, sia una risorsa positiva. Ad esempio, stimolata da uno dei sermoni, si è aperta una discussione, che meriterebbe di essere approfondita, sul tema della libertà: libertà data dalla presenza dello Spirito o liberazione che si conquista con la lotta?

Se i candidati pastori pastore devono esser approvati nel loro sermone di prova, tutti noi membri di chiesa possiamo provare a riflettere insieme sul sermone domenicale del pastore o della pastora. Molto meglio che mugugnare all´uscita del culto.
di Marco Rostan


Fonte: Riforma.it