Essere testimoni della Parola oggi

05-06-2017 08:35 -

Orizzonti di libertà: il testo della dichiarazione congiunta delle chiese protestanti italiane in occasione del 500° anniversario della Riforma protestante, letta durante il culto solenne di Pentecoste al Teatro Dal Verme di Milano

1 - La ricorrenza del quinto centenario della Riforma protestante, che nel 2017 si ricorda in ogni parte del mondo, è l´occasione per tutte le chiese di proclamare Gesù Cristo quale Evangelo del perdono gratuito di Dio.
2 - L´Evangelo è l´annuncio della libera grazia di Dio che dona alle donne e agli uomini, nonostante le proprie mancanze, il coraggio di intraprendere con gioia e fiducia il cammino della fede, della speranza e dell´amore.
3 - La Riforma afferma che la Parola di Dio viene prima di qualunque parola umana e che essa è accessibile a tutti mediante la predicazione, l´ascolto, la lettura, l´insegnamento e l´alfabetizzazione biblica.
4 - Noi, cristiani evangelici, figlie e figli della Riforma protestante e di coloro che nello stesso spirito l´hanno preceduta e seguita, riconosciamo la necessità di convertire costantemente la nostra vita personale e le nostre chiese per mezzo del messaggio biblico, reso vivo dalla potenza dello Spirito Santo, che chiama alla libertà, alla responsabilità e alla testimonianza.
5 - Noi guardiamo con gratitudine alla testimonianza evangelica nel nostro Paese di quelle donne e quegli uomini che nel passato hanno dato la propria vita per essere discepoli coerenti e testimoni fedeli dell´Evangelo.
6 - Noi ci impegniamo, con l´aiuto di Dio e in una rinnovata comunione ecumenica, a predicare l´Evangelo, a denunciare ogni tipo di ingiustizia, a consolare chi soffre e accogliere chi è emarginato o discriminato.
7 - Noi, chiese evangeliche di diverse tradizioni, rendiamo grazie a Dio per averci condotto oggi a superare le tragiche divisioni del passato per testimoniare e condividere con gioia la fede comune in Gesù Cristo, nella consapevolezza che "col corpo e con l´anima, in vita e in morte, non sono mio, ma appartengo al mio fedele Salvatore, Gesù Cristo"


Fonte: Chiesavaldese.org