Il Magnificat. La Maria di Martin Lutero

16-05-2017 08:57 -

Nel tardo medioevo veniva messa sotto i riflettori della religione una duplice e contrastante figura di donna: da un lato la tentatrice che induce al peccato e dall´altro la madonna, donna modello, posta sopra un piedistallo, che entra nella quotidianità solo per essere adorata. In questo contesto, una donna normale, libera, che si autodetermina (come diciamo noi oggi), capace di esprimere un pensiero critico era una figura assolutamente impensabile. In un mondo dove religione e politica erano espressioni di una cultura maschile e maschilista, era impensabile che una donna potesse esprimersi con categorie religiose per criticare e denunciare la superbia e il potere dei potenti. Martin Lutero abbandona questi modelli femminili e rivaluta la figura evangelica di Maria, una donna vera, capace di avere un suo pensiero critico, una donna che non esita a mettere in discussione l´arroganza dei potenti e a innalzare gli umili. Nel suo commento al Magnificat – il canto di Maria così come viene riportato dall´evangelista Luca – Martin Lutero dipinge una donna che «parla per propria esperienza»; dunque, una donna incarnata nelle pieghe della storia e capace di elaborare criticamente il proprio vissuto. Dice Lutero: «Così anche la dolce madre di Cristo ci insegna, con l´esempio della sua esperienza e con le sue parole, come si deve conoscere, amare e lodare Dio». Maria, donna insegnante, donna capace di leggere le pagine della sua esperienza e di comunicare la sua verità. E Lutero non esita a entrare nel cuore del pensiero storico di Maria che afferma: «Dio ha operato potentemente col suo braccio; ha disperso quelli che erano superbi nei pensieri del loro cuore, ha detronizzato i potenti e ha innalzato gli umili, ha colmato di bene gli affamati e ha rimandato a mani vuote i ricchi» (Lc 53-1:51). Nel suo commento a queste straordinarie parole del Magnificat, Lutero mette in luce la forza prorompente e anticonformista della fede e del pensiero di Maria. Dice Lutero: «Maria colpisce con maestria gli ipocriti falsi e non li considera nelle loro apparenze... ella colpisce in modo speciale i nemici della verità divina... Costoro sono gli uomini più velenosi, più pericolosi sulla terra, la superbia del loro cuore è abissale, diabolica... costoro esistono soltanto per essere dispersi da Dio, perché nessuno perseguita il diritto e la verità più di loro... Dio non tollera a lungo che i potenti si servano del loro potere per fare il male e contro Dio». La Maria di cui ci parla Lutero è una donna che non esita a denunciare e a dare un nome al male che, tramite uomini superbi, ricchi e potenti, si insinua nelle vicende umane per schiacciare i poveri e gli umili. La Maria di Lutero è una donna che, illuminata dallo Spirito Santo, vede quanto gli umili siano umiliati. E, dice Lutero: «Lo Spirito Santo consola gli umili con la bocca di questa madre, affinché non si lascino trarre in errore né spaventare». Lutero ci presenta una donna umile, consapevole dei propri limiti, ma che comprende di essere anche libera di esprimersi sulle dinamiche politiche e religiose del mondo in cui vive. La Maria di Lutero è la Maria del Vangelo, una donna che ha la forza di andare controcorrente e di proporre l´immagine di un Dio che sposa il destino degli umili.



Fonte: Riforma.it