Pasqua, dalla morte alla vita

15-04-2017 09:35 -

di Eugenio Bernardini

«Voi, non temete; perché io so che cercate Gesù, che è stato crocifisso. Egli non è qui, perché è risuscitato come aveva detto.» (Matteo 28,5-6)

Della risurrezione di Gesù i testi non narrano veramente l´evento della risurrezione ma il suo annuncio. In altri casi non è così: la risurrezione di Lazzaro è raccontata per esteso e anche con qualche dettaglio (il grido "Lazzaro, vieni fuori", le fasce che avvolgono le mani e i piedi e un asciugatoio il viso, Giov. 11); così la risurrezione della figlia di Iairo ("Gesù la prese per mano e disse Talità cum! Che tradotto vuol dire: su, bambina, alzati", Mc 5,41); e lo stesso accade per la risurrezione del figlio della vedova di Nain ("Ragazzo, te lo dico io, alzati! Il morto si alzò e si mise a sedere e cominciò a parlare", Lc. 7,14s). Della risurrezione di Gesù, invece, non ci viene fornito alcun dettaglio, se non la tomba vuota, l´annuncio dell´angelo alle donne e poi, certamente, le apparizioni del Risorto. Come mai? Forse che la tradizione ecclesiastica vuole preservare i credenti dalla tentazione di rappresentare o disquisire in modo morboso sui dettagli di questo evento?

Resta il fatto che la fede nella risurrezione di Cristo non nasce perché ce ne viene raccontato l´evento ma perché noi crediamo all´annuncio del messaggero di Dio dopo che è accaduto l´evento, che sarà confermato poi dalle apparizioni del Risorto! Ecco perché, nelle narrazioni evangeliche, il racconto di Pasqua è concentrato sull´annuncio dell´angelo alle donne. Donne che, secondo Matteo, si erano recate in quel luogo "per vedere la tomba di Gesù", cioè per rendere un estremo omaggio a chi le aveva lasciate in modo così drammatico e doloroso. L´atmosfera che si respira è ancora tutta intrisa di quel cupo dolore e sconcerto che aveva dominato il venerdì della crocifissione. Le donne vanno al sepolcro come tutti noi andiamo al cimitero: col pensiero rivolto al passato, a episodi accaduti, a occasioni non colte, a parole ascoltate o dette. Nulla fa presagire un cambiamento radicale. Poi, improvvisamente, la terra trema, come aveva tremato alla morte di Gesù (Mt. 27,51), la grossa pietra – che sembrava chiudere definitivamente in modo più che simbolico il discorso Gesù – rotola via e qualcosa scende giù dal cielo e si posa sulla pietra: è un essere splendente come un lampo, e con una veste bianchissima. Il suo annuncio farà risorgere la fede e speranza, e quindi farà risorgere la comunità di Gesù: prima tutto era morto, ora tutto ritorna in vita! Nessuno di noi è abbastanza santo o troppo peccatore per essere escluso da questo annuncio che dona vita, salvezza e libertà.


Fonte: Chiesavaldese.org