Castellani: «Ricordare Maselli è un atto di responsabilità»

12-03-2017 10:53 -

Oltre cento persone all´incontro «L´eredità di Domenico Maselli: il sogno ecumenico»

Fare memoria dell´amico e pastore valdese Domenico Maselli, ad un anno dalla sua scomparsa, non è tanto un ricordo del passato, ma è un atto di responsabilità che condividiamo come cristiani nel cammino dell´unità. Cammino che continua e si apre al futuro». Si esprime così mons. Italo Castellani all´inzio dell´incontro «L´eredità di Domenico Maselli: il sogno F« ecumenico», che si è svolto lo scorso sabato 4 marzo nella basilica di San Paolino a Lucca alla presenza di oltre cento persone. L´evento, promosso in memoria del pastore valdese di Lucca, è stato organizzato dal Centro Culturale «P. M. Vermigli» di Lucca, in collaborazione con la Chiesa Evangelica Valdese di Lucca. Tra i saluti iniziali, oltre a quello dell´Arcivescovo, hanno preso la parola il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini, e Piero Stefani del Sae (Segretariato delle Attività Ecumeniche). Dopodichè, come da programma, sono intervenuti: il pastore Luca Negro, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia; il professor Riccardo Burigana dell´Istituto di studi ecumenici di Venezia; Emanuele Bordello, monaco camaldolese; e il pastore Paolo Ricca, teologo valdese. A breve sarà possibile vedere e ascoltare tutti gli interventi su www.luccavaldese.it; qui diamo conto dell´intervento del Pastore Luca Negro che ha offerto davvero molti spunti interessanti. Intanto ha espresso gratitudine a Dio per il pontificato di papa Francesco «che ha rotto il ghiaccio dell´inverno ecumenico»; poi ha constatato che «il secolarismo tocca tutte le comunità cristiane, tanto da poter dire che ormai il centro del cristianesimo è nel sud del mondo». Ha auspicato la creazione «di un Consiglio Nazionale delle Chiese Cristiane in Italia come già avviene in altri paesi» e poi ha specificato che «l´ecumenismo dovrebbe essere non solo spirituale ma integrale, anche come testimonianza comune. La sfida dell´accoglienza dei migranti nelle nostre comunità cristiane e di pari passo la sfida dei corridoi umanitari ci indicano che dobbiamo costruire ponti e non muri». Infine una riflessione rivolta ai protestanti: «c´è un eccessivo intellettualismo nel protestantesimo storico, dobbiamo recuperare una fede "stereofonica" che attivi cioè sia la nostra razionalità che le emozioni». Intanto, come specificato dagli organizzatori di questo incontro, prosegue il sogno di un Centro ecumenico a Lucca, come lo desiderava Maselli, e forse a fine 2017 potrebbe vedere la luce. Ce lo auguriamo.
Lorenzo Maffei



Fonte: ToscanaOggi - Lucca7