La valenza politica di una confessione di fede - di Sergio Manna

13-04-2013 10:51 -

Giovanni 20/26-28

«Otto giorni dopo, i suoi discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro, e disse: "Pace a voi!" Poi disse a Tommaso: "Porgi qua il dito e guarda le mie mani; porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente". Tommaso gli rispose: "Signor mio e Dio mio!"»

Quella di Tommaso è, senza dubbio, la confessione di fede in Gesù più importante del Nuovo Testamento. Quando finalmente quest´incredulo discepolo giunge alla fede, oltre a confessare che Cristo è veramente risorto (cosa troppo facile perché se lo ritrova davanti), arriva però a confessarne anche la divinità (cosa niente affatto scontata, perché non immediatamente visibile). Le sue parole «Signor mio e Dio mio!» sono tra le ultime che un discepolo pronunci nel quarto Vangelo e dunque sono particolarmente importanti. In buona sostanza, esse contengono quella che si vorrebbe fosse la confessione di ogni discepolo e di ogni discepola del Signore, in ogni epoca.

C´è, però, ancora di più nella confessione di fede di Tommaso. C´è una valenza politica che non andrebbe dimenticata. Dire che Cristo è «Signor mio e Dio mio!» è per certo, innanzitutto, una confessione di fede; ma pronunciare quella confessione di fede all´epoca in cui l´imperatore Domiziano pretende di essere chiamato "Dominus et Deus noster" (Signore nostro e Dio nostro), non ha un peso meno politico di quello che assumerà la Dichiarazione teologica di Barmen (1934), della quale l´anno prossimo ricorrerà l´ottantesimo anniversario, di fronte alle pretese di un altro "imperatore" (Adolf Hitler). Vale forse la pena di tener presente anche questo aspetto in un´epoca nella quale coloro che nella predicazione e nella riflessione teologica si preoccupano di mettere in luce le implicazioni politiche della fede in Gesù Cristo e nel suo Vangelo, vengono accusati, non di rado, di fare politica dal pulpito.

Fonte: Riforma