Il mutato profilo religioso dell´Italia

30-11-2016 13:45 -

di Paolo Naso
Gli evangelici in Italia sono in aumento. Un dato solo in parte determinato dai flussi migratori. Lo affermano due ricerche rese pubbliche nelle scorse settimane: la prima è il dossier statistico a cura di Idos e Confronti, rispettivamente un istituto e una rivista specializzata nel dialogo ecumenico e interreligioso; la seconda è invece a cura del Cesnur, un istituto di ricerca di rango internazionale, diretto da Massimo Introvigne. Partiamo dalla stima degli evangelici di fede evangelica. Sono 455mila, secondo il Cesnur, costituendo così, tra i nostri connazionali, la seconda comunità di fede per numero di aderenti, naturalmente dopo quella cattolica. Seguono i testimoni di Geova, i musulmani, gli ortodossi e, via via, molte altre aggregazioni religiose. Il dato ovviamente cambia se consideriamo gli immigrati, poco più di 5 milioni di persone che vivono regolarmente in Italia senza però avere la cittadinanza. Diversamente dall´opinione comune, la maggioranza sono cristiani, soprattutto di fede ortodossa, oltre 1 milione mezzo. Considerando anche i cattolici e gli evangelici, gli immigrati cristiani sono più di 2 milioni e mezzo, a fronte di 1 milione e 600mila musulmani. Ma torniamo alla presenza evangelica che, tra italiani e immigrati, supera di poco le 700mila unità, quasi dieci volte il numero degli evangelici soltanto settant´anni fa. L´immigrazione sta certamente cambiano il profilo religioso dell´Italia, ma non nella direzione che viene spesso indicata, magari per lanciare grida allarmate contro la decristianizzazione del Paese e dell´Europa. La novità vera è che, un tempo naturalmente e massicciamente cattolici, oggi gli italiani scoprono una realtà più complessa: oltre agli effetti della secolarizzazione che ha allontanato dalle chiese molte persone, oggi iniziano a fare i conti con un nuovo pluralismo religioso che i loro padri non avevano neanche immaginato e che i loro nonni non potevano neanche concepire. Insomma, in questi anni è cambiato radicalmente il contesto nel quale i cristiani in Italia – ortodossi, protestanti, ma anche cattolici – sono chiamati ad esprimere la loro fede. Se n´è parlato nei giorni scorsi a Trento, in un convegno ecumenico promosso dalla Conferenza episcopale italiana e dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia. Essere insieme chiesa di Cristo – cattolici, protestanti, ortodossi – in un paese che, da una parte, sa sempre meno della sua tradizione religiosa; dall´altra si arricchisce di nuove presenze confessionali. È una grande sfida per l´ecumenismo del XXI secolo.



Fonte: Riforma