UNA PAROLA CHE LIBERA E GUARISCE (MARCO 7,31-37)

14-08-2016 11:52 -

Gesù partì di nuovo dalla regione di Tiro e, passando per Sidone, tornò verso il mar di Galilea attraversando il territorio della Decapoli.
Condussero da lui un sordo che parlava a stento; e lo pregarono che gli imponesse le mani. Egli lo condusse fuori dalla folla, in disparte, gli mise le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; poi, alzando gli occhi al cielo, sospirò e gli disse: «Effatà!» che vuol dire: «Apriti!» E gli si aprirono gli orecchi; e subito gli si sciolse la lingua e parlava bene. Gesù ordinò loro di non parlarne a nessuno; ma più lo vietava loro e più lo divulgavano; ed erano pieni di stupore e dicevano: «Egli ha fatto ogni cosa bene; i sordi li fa udire, e i muti li fa parlare». (Marco 7, 31-37)


La maniera in cui interviene Gesù ci sembra molto particolare - sarebbe così semplice guarire qualcuno? Liberarlo dal suo isolamento?
Chi si è avvicinato a Gesù per chiedere un intervento a favore del compagno sordomuto ha avuto fiducia in Lui. Cosa avrà mai fatto Gesù? È incredibile - ma aldilà di tutte le supposizioni rimane un fatto: Gesù interviene e dà la possibilità di comunicare con gli altri e di essere come loro. Ora il giovane è una persona responsabile e partecipe.
Chi ha tramandato questo racconto ha fatto un´esperienza analoga. L´incontro con Gesù lo aveva cambiato. Gli ha cambiato mente e cuore. Così ha testimoniato dell´intervento liberatore e salvifico di Gesù Cristo.
Qualche volta vorremmo avere noi questo dono di operare dei miracoli.
Gesù ha fatto in modo che nessuno fosse tagliato fuori dalla società per malattia, per posizione sociale o per provenienza. E se ascoltiamo oggi questo racconto, non è un invito preciso rivolto a noi? Non esistono delle persone intorno a noi che sono limitate nelle loro azioni e nelle loro possibilità di comunicare con gli altri? Non è allora un invito a noi di aiutarle e prestare la nostra assistenza?
La comunità primitiva cercava di vivere questa realtà al servizio del più debole e del più bisognoso. Una società dove non esistevano più degli esclusi, proprio come nel Regno di Dio annunciato da Gesù.
Anche oggi uomini e donne sono al servizio del prossimo: in ospedali, in istituti ed anche in casa propria rendendo dei servizi di aiuto ai loro vicini come impegno per la fede.
Il miracolo di Gesù continua a fare effetto.
Gesù interviene nel nostro racconto semplicemente con le mani e la saliva, ma con l´aiuto dall´Alto, pregando "effathà"! apriti!
È la preghiera più breve.
Gesù con la sua Parola apre delle vie impraticabili e partecipa cose mai sentite.
Da questo racconto riceviamo il meraviglioso messaggio: che Gesù Cristo salva dall´isolamento e dà la vita; libera e guarisce per poter vivere.
Quante orecchie si dovranno ancora aprire! Quante lingue si dovranno ancora sciogliere!
Spero che si compia anche il miracolo che l´umanità potrà vivere in pace - discutendo, scambiandosi le esperienze, aiutandosi a vicenda. Una speranza nel miracolo messa sempre nuovamente a dura prova.
Questo è il grande miracolo che attendiamo quando preghiamo: venga il tuo Regno!

Fonte: Voce Evangelica