Trasformare la nostra vita – commento a Romani 12, 2

08-01-2016 12:43 -

Dissodatevi un campo nuovo, poiché è tempo di cercare il SIGNORE, finché egli non venga, e non spanda su di voi la pioggia della giustizia Osea 10, 12

Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà
Romani 12, 2

Siamo infine giunti al termine di questo nostro breve percorso di inizio anno. Abbiamo chiesto al Signore di esaminarci e di guidarci lungo quella via eterna che non ci è sempre facile discernere, ma che con la fede possiamo provare a intraprendere. Abbiamo domandato all’Unico che può davvero farlo di saziarci con la Sua Parola, una parola che ci permette di vedere con la giusta luce tutta la nostra esistenza. E abbiamo osservato che abbiamo bisogno di questa Luce perché tutto intorno a noi è tenebra e ci sembra che il buio avvolga ogni cosa rendendo impossibile la vita. Ma la Grazia di Dio, che si è manifestata, ci permette non solo di vedere, ma anche di tentare di iniziare una nuova esistenza che sia segnata dalla sequela di Cristo. Infatti, e giungiamo alla conclusione del nostro percorso, la speranza di cui siamo portatori è proprio quella annunciata oggi dall’apostolo Paolo: di essere trasformati mediante il rinnovamento della nostra mente affinché possiamo conoscere per esperienza, cioè realmente, concretamente, quotidianamente, quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.
Perché il Regno di Dio si instaurasse è stato necessario che Gesù non solo venisse sulla terra, ma passasse attraverso la morte e ci conducesse dalla morte alla vita: la giustizia di Dio si manifesta proprio in questo, cioè nel dono che Gesù fa di sé per condurci, insieme a Lui, alla vita eterna. Gesù, che ha condotto un’esistenza pienamente umana e partecipa completamente della vita di Dio, ha portato nel mondo, mortale, pieno di peccato e di odio, l’Amore e quindi la Vita. In questo mondo, che è il nostro, ma che è stato totalmente trasformato e rinnovato, siamo chiamati a vivere e a testimoniare la nostra fede, non conformandoci ad esso, ma mostrando quale dovrebbe essere nel progetto del Creatore. Dobbiamo quindi trasformare la nostra vita in Vita e operare non in vista di un piccolo o grande miglioramento della nostra esistenza, ma per sostenere l’avvento del Regno di Dio.
Iniziamo dunque questo 2016 con la certezza che la speranza su cui ci fondiamo non è un’utopia, né un concetto astratto da ascoltare la domenica, ma è una forza che ci permette di far convergere tutti i nostri sensi e le nostre energie su un obiettivo che è possibile, concreto e raggiungibile attraverso la preghiera, la vigilanza e l’azione. Non si tratta “solo” di dar da bere agli assetati e da mangiare agli affamati, di non rubare, né evadere il fisco, ma si tratta di lavorare attivamente alla trasformazione della nostra storia, sapendo che il Regno di Dio è la nostra forza e la nostra speranza. Amen!