ALBERT SCHWEITZER († 4 settembre 1965)

04-09-2015 11:45 -

Teologo-filosofo, storico, musicologo, premio Nobel per la pace, missionario e «medico della giungla»





Alla domanda se sono pessimista oppure ottimista, rispondo che la mia conoscenza è pessimista, mentre la mia volontà e la mia speranza sono ottimiste.



Sono pessimista in quanto vivo in tutta la sua pesantezza il nonsenso degli avvenimenti che succedono nel mondo. Soltanto in rarissimi momenti sono stato veramente contento della mia esistenza. Non potevo far altro che condividere tutto il dolore che vedevo intorno a me, non solo il dolore degli esseri umani, ma anche quello del creato. Non ho mai tentato di sottrarmi a questa com-passione. Mi sembrava ovvio che tutti dovessimo portare insieme il peso del dolore che c'è nel mondo. Già quando studiavo al ginnasio era chiaro per me che nessuna spiegazione del male presente nel mondo avrebbe potuto soddisfarmi, e che tutte le spiegazioni sfociano in sofisticherie ed in fondo non hanno altro scopo che distogliere l'essere umano da una viva condivisione della povertà presente nel mondo. [...]



Sono pessimista anche nel mio giudizio sulla situazione in cui si trova oggi l'umanità. Non posso dire a me stesso che la situazione non è così negativa come sembra, ma sono consapevole che, se continuiamo per la strada che abbiamo imboccato, ci troveremo in un nuovo tipo di Medioevo. Mi sta davanti agli occhi, in tutta la sua gravità, la miseria spirituale e materiale alla quale la nostra umanità va incontro rinunciando al pensiero e agli ideali ad esso legati.



Ma ciò nonostante rimango ottimista. Ho conservato la fede nella verità, come fede semplice dell'infanzia, che non si può perdere. Ho fiducia che lo spirito che proviene dalla verità sia più forte del potere degli eventi. Secondo la mia visione delle cose, non esiste altro destino per l'umanità se non quello che essa stessa si prepara mediante la propria disposizione mentale. Perciò io non credo che l'umanità debba percorrere sino in fondo il viale del tramonto. [Lambaréné, 7 marzo 1931]



(in RISPETTO PER LA VITA - Gli scritti più importanti nell'arco di un cinquantennio raccolti da Hans Walter Bähr; traduzione di Giuliana Gandolfo [Claudiana 1994])