Che cosa resta di inconciliabile fra la teologia cattolica e quella riformata?

17-07-2015 17:47 -

Una riflessione sulla recente visita papale in vista del 2017

di Marco Rostan

Dopo i numerosi commenti sulla visita di papa Francesco nel tempio valdese di Torino, sarebbe forse utile proiettare la nostra riflessione (ove possibile insieme ai fratelli e alle sorelle cattoliche) verso il 2017, quando ricorderemo i 500 anni della Riforma di Lutero e inevitabilmente faremo una riflessione sulla teologia e sul modo di concepire la chiesa e i ministeri. Nel saluto del moderatore al " fratello Francesco", è stato detto che la sua visita abbatteva un muro eretto 800 anni fa quando i valdesi furono dichiarati eretici. Se, come sostengono molti, l´incontro di Torino ha "rilanciato l´ecumenismo" sarebbe assolutamente necessario riflettere non solo sui muri che separavano (fondamentalmente il libere praedicare praticato dai valdesi senza l´autorizzazione del vescovo) ma ancora di più sul profondo fossato, vera e propria divisione e contrapposizione, scavato all´interno della stessa chiesa cristiana a causa della Riforma protestante e della conseguente Controriforma cattolica approvata dal Concilio di Trento.

I valdesi nel medioevo erano perseguitati più o meno duramente soltanto perché si rifiutavano di andare a messa, oggi ci sono frequenti scambi di pulpito, il vescovo predica nel tempio e il pastore durante la messa: ma si pensa forse che così il fossato è stato colmato? No, un papa è entrato in un tempio valdese, un muro è stato abbattuto (ma in molti casi cattolici e valdesi lo avevano già almeno in parte demolito). Il fossato, la profonda divisione avvenuta nel ´500, non può invece essere per ora colmato perché questo avverrebbe nella confusione teologica e soprattutto ecclesiologica (il modo di concepire la chiesa). Lutero non è stato un sovversivo, non ha scritto un programma, un manifesto della Riforma contro la chiesa cattolica (pur denunciandone l´infedeltà e la corruzione). Lutero ha voluto approfondire il significato della parola evangelica, del testo biblico. La divisione è avvenuta perché la chiesa cristiana non ha potuto né voluto accettare di essere profondamente riformata. La Riforma crea perciò un´altra chiesa cristiana e a sua volta la chiesa cattolica ribadisce i suoi dogmi nel Concilio di Trento. Nonostante i molti "aggiornamenti" la dottrina tridentina nella chiesa di Roma è rimasta la stessa.

Facciamo l´esempio della messa e dell´eucarestia. Popolarmente si dice andare "a prender messa": cioè per il cattolico l´essenziale è esserci quando il sacerdote eleva l´ostia ripetendo il sacrificio; qualcosa di misterioso (misterium fidei) trasforma l´ostia consacrata in corpo e sangue del Cristo sulla croce. Per operare questa trasformazione dell´ostia ci vuole ovviamente un sacerdote, che svolge la funzione di intermediario tra la divinità e l´umanità: e questa mediazione è esercitata dal clero nel suo insieme ( dal semplice prete ai vescovi al "vicario di Cristo" venuto a Torino). Per Lutero il papa era l´Anticristo per significare che nessuno può essere vicario di Cristo, perché «vi è un solo Dio e anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo» (1 Tim.3/5). Per noi riformati (per altro sulla Cena si discusse e si litigò a lungo fra Lutero, Zwingli e Calvino) la Santa Cena è fatta "in memoria", può essere celebrata da laici e il suo significato è bene espresso nell´inno 212 «Questo pane ci rammenta di Gesù l´immenso amor il suo corpo rappresenta dato per i peccator. Questo vin per noi figura del suo sangue...».

Nell´incontro di Torino e nei commenti successivi, si è parlato di unità nella diversità, di diversità riconciliate, di ospitalità eucaristica. A me pare che in vista del 2017 molta parte della predicazione nelle nostre chiese dovrebbe essere dedicata a spiegare, riflettere, capire se e che cosa resta di inconciliabile tra la teologia cattolica e quella riformata. Ad esempio proprio il papa, con tutta la sua simpatia, disponibilità, coraggio, rappresenta comunque l´istituzione papale, vale a dire il più grande ostacolo ecumenico, anche se in un domani improbabile si realizzasse una forma di papato conciliare.

Siamo sempre più incerti e spesso ignoranti. O troppo rigidi e schematici o troppo accomodanti verso una religione vaga e spirituale che rassicuri e non richieda un impegno personale... una religione " fai da te" per cui non c´è bisogno né di culti né di messe.

Ho l´impressione che sul piano dell´etica non ci siano grandi ostacoli a lavorare assieme cattolici e valdesi, e di fatto ciò avviene con molte iniziative di carattere solidale. Ancora distante resta invece la visione della vita umana, specie nei momenti della nascita e della morte, della famiglia, di molti diritti.

A chi oggi propone di affrontare i grossi nodi teologici si risponde con sufficienza e del resto la gente, anche i molti che non credono, dicono a noi, non importa di quale religione: a che cosa servono le chiese se non a fare del bene, sostenere chi soffre? Dunque fate questo e lasciate perdere le chiacchiere inutili su divisioni, unità nella diversità. Il vero problema, caso mai, è l´Islam, altro che una Riforma di cinquecento anni fa.


Fonte: Riforma.it - 17 luglio 2015