Degni di lodare Dio - commento a Salmo 148, 3; 5

21-02-2015 12:46 -

Lodatelo, sole e luna; lodatelo voi tutte, stelle lucenti! Tutte queste cose lodino il nome del Signore, perch´egli comandò, e furono create
(Salmo 148, 3;5)

Grandi e meravigliose sono le tue opere, o Signore, Dio onnipotente
(Apocalisse 15, 3)

Ma alla fine, che cos´è la vita se non una lode al Signore? A cos´altro siamo destinati?

Il compito della parola di Dio è di invitare tutta la creazione a unirsi per elevare la lode al Signore.

Tutto - ma proprio tutto - deve lodare il Signore! Terra e corpi celesti; cose animate ed inanimate; animali del cielo, della terra e del mare; uomini e donne; creature umane e ed eserciti celesti. Tutto è chiamato a lodare il suo nome.

Creare non è semplicemente portare all´esistenza, ma anche far vivere, conservare, rinnovare. Creare significa rimanere accanto e godere della cosa creata. Dio desidera la lode del suo creato, non per l´autocompiacimento, ma per la gioia.

Anche l´umanità è chiamata a lodare il Signore, ma in questo, non ha un ruolo particolare. Questo invito mette tutta la creazione sullo stesso piano. Ognuno loda il Signore in modo diverso, ma tutti lo fanno insieme agli altri e allo stesso livello degli altri, perché il Signore è l´Unico lodato e tutti gli altri sono i lodatori.

Come si loda il Signore? Ognuno essendo, rimanendo ed agendo per lo scopo per cui furono creati: il vento con il suo impeto, i fiumi battendo le mani, i mari esultando, i monti saltando, le foreste gridando.

Ma una posizione distinta esiste: quella del popolo di Dio. Perché a loro ha dato il potere e la dignità di lodarlo. I credenti sono insigniti della lode. Per loro la lode non è una azione, ma il posto a loro assegnato nella creazione. Per loro, la lode diventa un canto melodioso e nuovo, e - nella lode - il nome del Creatore viene pronunciato come Signore.

Padre e Signore, suscita in noi la lode e poi accoglila per la tua gioia. Che tu sia benedetto per la dignità che ci hai assegnato di lodarti insieme a tutto il tuo creato e per il nome che ci hai rivelato per farlo: Abbà.