Marco Trasciatti, un vero paladino della democrazia

12-03-2014 15:29 -

IL RICORDO

Il 20 febbraio ci ha lasciati Marco Trasciatti all´età di 53 anni, nel pieno della sua maturità. Obiettore di coscienza al servizio militare, interruppe i suoi studi universitari per dedicarsi completamente a due ideali: la formazione di giovani obiettori e, dopo l´abolizione del servizio militare obbligatorio, quella di volontari per il servizio civile ed alla collaborazione con l´Anffas nell´aiuto ai piccoli assistiti ed alle loro famiglie. Nonostante il suo carattere molto schivo, riusciva a creare una immediata empatia. La sua collaborazione con l´Anffas, iniziata nel 1986, è continuata ininterrottamente fino ad ora, sia pure con ruoli diversi. Aveva accompagnato la sua attività pratica con la partecipazione ad una serie di corsi universitari e seminari, fino a poter svolgere lui stesso una notevole attività come autore di saggi molto apprezzati e come membro di commissioni di studio per la legge sul volontariato civile. Lo incontrai negli ultimi anni ´80 in un piccolo comitato che organizzava dibattiti sulla pace e che era formato da lui, da un professore dell´Università di Pisa e da un ex ambasciatore olandese che aveva una casa a Lucca. Da questi tre amici partì l´idea di una mia candidatura al Parlamento e Marco Trasciatti divenne, poi, uno dei miei collaboratori principali non solo durante le due campagne elettorali, ma anche nel mantenere il mio contatto con il territorio durante i sette anni della mia permanenza in Parlamento, senza, per questo, rinunciare alla sua attività con l´Anffas e la lega degli obiettori di coscienza. Grazie a lui e ad Alessio Lucarotti, fu possibile seguire le varie istanze individuali e collettive dei cittadini per ottenere di evitare ingiustizie o, almeno, ottenere risposte troppo spesso bloccate dalla farraginosità burocratica. Finita la mia parentesi parlamentare, Marcò iniziò, nel 2000, una collaborazione a progetto per il Centro del Volontariato di Lucca. Tutta questa attività sociale gli costò varie rinunce tra cui il mancato completamento degli studi universitari. Ora rimane a me ed ai tanti che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, il ricordo del tempo trascorso insieme e la riconoscenza per il suo esempio di uomo intelligente, retto ed onesto, veramente democratico e capace di un amore profondo e disinteressato anche per i meno fortunati. Domenico Maselli


Fonte: Il Tirreno