16 Ottobre 2019

News
percorso: Home > News > News

Onu, «821 milioni di persone denutrite. E 672 milioni di obesi». Il ruolo dei cambiamenti climatici

13-09-2018 08:51 - News
Il paradosso è che a fronte di 821 milioni di persone denutrite nel mondo ci sono 672 milioni di obesi. . È il dato più eclatante che emerge dal nuovo rapporto Onu su «Lo stato della sicurezza alimentare e nutrizione nel mondo 2018» presentato oggi a Roma nella sede della Fao.

Sono 821 milioni le persone che soffrono la fame nel mondo (dati riferiti al 2017), ossia una su 9, un trend in crescita da tre anni, rispetto al minimo storico raggiunto nel 2014 con 783,7 milioni. Ora si è tornati alla stessa situazione di un decennio fa. Di contro, aumentano anche le persone obese: 672 milioni, 1 adulto su 8. È il dato più eclatante che emerge dal nuovo rapporto su «Lo stato della sicurezza alimentare e nutrizione nel mondo 2018» presentato oggi a Roma nella sede della Fao e realizzato in maniera congiunta dalle cinque grandi agenzie Onu che si occupano di questi temi: oltre alla Fao (l´Organizzazione delle Nazioni Unite per il cibo e l´agricoltura), il World food programme/Pam (Programma alimentare mondiale), l´Unicef che si occupa di infanzia, l´Ifad (Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo), l´Oms/Who (Organizzazione mondiale della sanità).

Le cause principali dell´aumento dell´insicurezza alimentare sono le variazioni climatiche e gli eventi estremi che incidono sulla produzione agricola e l´accesso al cibo, i conflitti, la violenza e le crisi economiche. A causa della scarsa e cattiva alimentazione 151 milioni di bambini sotto i 5 anni - il 22% - subisco un ritardo nella crescita. 51 milioni di bambini sotto i 5 anni sono più esposti alle malattie e ad un maggiore rischio mortalità. Invece di essere più vicini all´obiettivo che si sono dati gli Stati di eliminare la fame nel mondo entro il 2030 (il cosiddetto «Sustainable development goal of zero hunger»), la situazione peggiora, soprattutto in America Latina e in Africa. «Un accesso limitato ad alimenti salutari - precisa il rapporto - contribuisce alla denutrizione ma anche al sovrappeso e all´obesità. Aumenta il rischio di insufficienza di peso alla nascita, di ritardo nella crescita e di anemia nelle donne incinte».

La mancanza di cibo sano provoca sovrappeso anche nelle ragazze in età scolare e nelle donne, «in particolare nei Paesi a medio e alto reddito». «Il costo degli alimenti nutritivi, più cari degli altri, lo stress provocato dall´insicurezza alimentare e l´adattamento psicologico alle restrizioni alimentari - si legge - spiegano perché le famiglie che vivono nell´insicurezza sul piano alimentare possono essere più esposte al rischio sovrappeso e obesità».

«Oltre ai conflitti, la variabilità del clima e gli eventi climatici estremi - sottolineano le agenzie Onu - sono tra i fattori principali della recente recrudescenza della fame nel mondo, e una delle cause delle gravi crisi alimentari». Incidono infatti sulla produzione, disponibilità e possibilità di accesso al cibo in maniera continuativa. Tutto ciò che riguarda il settore nutrizionale paga infatti un tributo pesante ai cambiamenti climatici: «Diminuzione della qualità dei nutritivi e della diversità degli alimenti prodotti e consumati; effetti sull´acqua e sull´igiene; rischio sanitario e di contrarre malattie; ripercussione sulle cure alle madri e ai bambini e sull´allattamento al seno».

La fame si fa sentire di più in questi Paesi dove i sistemi agricoli sono più esposti all´aumento delle piogge, al rialzo delle temperature e duri periodi di siccità e dove la sopravvivenza della popolazione dipende soprattutto dall´agricoltura, come nei Paesi dell´Africa sub-sahariana. Tutti questi segnali negativi portano le cinque agenzie Onu a lanciare un appello corale: «Dobbiamo agire rapidamente e su una più vasta scala per aumentare la resilienza e la capacità di adattamento dei sistemi alimentari per contrastare la variabilità del clima e gli eventi estremi climatici». Per cercare di recuperare il tempo perduto in vista dell´obiettivo «Fame zero» del 2030, le organizzazioni chiedono di «sviluppare partenariati e finanziamenti pluriennali di grande ampiezza in favore di programmi di riduzione e gestione dei rischi derivanti dalle catastrofi e di adattamento ai cambiamenti climatici, all´interno di una visione a corto, medio e lungo termine».


Fonte: toscanaoggi.it

UN GIORNO UNA PAROLA

O T T O B R E
Versetto del mese:
Dia ciascuno come ha deliberato in cuor suo;
non di mala voglia, né per forza,
perché Dio ama un donatore allegro.
(II Corinzi 9,7)

Salmo della settimana: 25

Martedì 15 Ottobre

Dio dice: «Voglio fare di te la luce delle nazioni, lo strumento della mia salvezza fino alle estremità della terra» (Isaia 49,6)
Dio ha sovranamente innalzato Cristo Gesù e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome (Filippesi 2,9)

Stendiamo le braccia verso di te, da cui sorge la vita. Ci affidiamo a te, da cui sgorga la misericordia. Tu sei come sei: belli sono i tuoi nomi. Alleluia. Amen.
Friedrich Karl Barth

Giacomo 1, 1-13; Matteo 22, 23-33



Preghiera


Guardo il vaso che sono,
le mie forme non seguono le linee della tua
volontà,
e il decoro non corrisponde ai colori della tua
gioia.
Guardo il vaso che sono, fragile creta,
non del tutto rappresa dal calore del tuo
amore.
Guardo il vaso che sono, e mi prende
lo sconforto.
Perché, Signore, dovresti aver cura di me?
Perché insistere con tanta premura verso
un’opera tanto ribelle?

Poi smetto di guardare al vaso e osservo le tue
Mani
Le stesse con le quali mi modellasti
Nel giorno della creazione.
Mani agili e possenti, delicate ed esperte.
Allora torna in me la speranza:Nelle tue mani rimetto la mia vita. Tu puoi
Cambiarla. Tu puoi nuovamente modellarmi.
Tu puoi ridare senso ai miei giorni che
Trascorrono spesso stanchi e vuoti.
Non lasciare che io cada. Mi sento già a pezzi.
Raccogli ogni cosa di me.
Donami l’integrità che non ho ancora
Assaporato.
Custodiscimi, per amore del tuo Figlio,
primogenito di ogni creatura, tra le
opere delle tue mani.
Da Diaspora anno XLIX n. 2-3 marzo-aprile 2016





Eventi

[<<] [Agosto 2019] [>>]
LMMGVSD
   1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031 

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Foto gallery


Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it