25 Giugno 2021
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Bonino peggio di Riina? Risposta a don Francesco Pieri

29-05-2018 11:18 - News
Giancarla Codrignani risponde a don Francesco Pieri, che ha dichiarato (via facebook) che Riina ha sulla coscienza meno omicidi di Emma Bonino.

caro don Pieri,

dunque, lei non si rende conto di avere offeso le donne, come accade spesso a individui di genere maschile che ritengono meno rilevante l´uccisione di una donna di quella di un embrione.

Non vorrei tornare a prima della legge 194, che l´anno prossimo compirà quarant´anni. Lei non può per età ricordare, ma io quella legge l´ho sostenuta quando ho capito che era in gioco la dignità di un paese in cui la clandestinità copriva una piaga sociale che lacerava la vita delle donne fino alla morte per ferri da calza o veleni che medici compassionevoli certificavano senza denunciare. Sono le donne che ancora subiscono.

Non possiamo tornare a colpevolizzare la donna, soggetto titolare di diritti, se non si ripensano le ben note cause. Secondo lei, le donne restano incinte per partenogenesi? Se per caso ascolta confessioni, ha un´idea della qualità dei rapporti anche matrimoniali e benedetti all´altare? La legge registra come violenza quella del marito: lei che è docente, insegna che "se la donna dice "no" significa che "è no"? Ha idea che il numero maggiore degli aborti è delle coniugate, spesso recidive? Ha mai fatto riflessioni sull´educazione anche parrocchiale dei maschi o si ferma ancora all´impossibile "purezza" solo delle ragazze? Probabilmente sarà contrario all´educazione sessuale a scuola, ma può immaginare, se non l´ha saputo al confessionale, che se una bambina disinformata commette quella che un suo collega definisce una colpa, la famiglia spende mille euro e la porta all´amulatorio privato? Lo sa che cosa ha provato una donna che ha contribuito a questa legge quando è venuta a sapere l´angoscia della donna cattolica che ha taciuto in confessione per non essere privata dell´assoluzione e si è sempre comunicata temendo il sacrilegio?

Ma oggi io ho qualche problema in più. La Chiesa non parla della pillola abortiva che, ormai, è un dato di fatto. Pensiamo che vada bene per la logica maschile pensare che si può contare sul suo impiego un paio di volte l´anno? Sembra che anche i coniugi regolarmente obbedienti alla Chiesa non parlino del proprio rapporto, delle loro, reciproche esigenze e che la rinuncia a una gravidanza indesiderata implica oggettivamente che il desiderio della donna non è stato rispettato "prima"?

Non mi interessa se la mia predica la giudichi laica (laicista?) o cristiana (come vorrei), ma mediti. Sembra che anche per lei si ponga un problema di misericordia, da applicare non con assoluzioni facili, ma cercando di migliorare la qualità della vita di chi non sceglie il celibato, ma intende vivere la coppia e anche la paternità e la maternità da esseri umani responsabili.


Fonte: Confronti.net
UN GIORNO UNA PAROLA
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G I U G N O


Versetto del mese
Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini

(Atti degli apostoli 5,29)




Salmo della settimana: 12

Venerdì 25 Giugno

La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza (Salmo91,4)
Gesù dice: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Giovanni 8,31-32)

Il cristiano è mandato allo scoperto, dove «deve restare saldo» con l unico «scudo della fede» e «l elmo della salvezza» e «la spada dello Spirito, che è la parola di Dio, con ogni sorta di preghiere e di supplica» come armi di difesa e di offesa.
Hans Urs Von Balthasar


Matteo 10, 26-33; Atti degli apostoli 13, 13-25


















Preghiera

Signore siamo deboli, timorosi, piccoli.
Ma forse tu vuoi servirti ugualmente di noi.
Facci entrare nel tuo lavoro, non permetterci di aver vissuto per niente.
Conosci quello che siamo, sai che abbiamo, tutti, sete di te,
della vita, della salvezza che ci offri.
Concedici di essere forti in te. Amen


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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