20 Ottobre 2020
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Domenica della legalità

10-04-2018 09:59 - News
Valdesi e metodisti celebrano la consueta giornata nella consapevolezza che la fede cristiana deve saper denunciare il sopruso e l´ingiustizia

L´8 aprile le chiese metodiste e valdesi osservano la Domenica della legalità. L´iniziativa, nata nel 2010 ad opera dei metodisti e valdesi del sud Italia, dal 2013 è diventata un evento nazionale grazie a una decisione sinodale che l´ha estesa a tutte le comunità del Paese.

Il materiale liturgico di quest´anno è stato curato dalla Commissione esecutiva del III distretto (Italia centrale). Esso parte da una storia, "Il furto", scritta dal magistrato Luciana Breggia nel suo libro "Il giudice alla rovescia" in modo da far partecipare al culto, in modo attivo, anche i bambini e vedere un altro aspetto del rapporto legge-giustizia-legalità.

"I conflitti che attraversano la vita quotidiana delle persone - si legge nel materiale prodotto per la giornata - sono spesso il frutto dell´incapacità di dialogare, dell´atteggiamento ostile a priori dettato dalla paura, dalla necessità di scaricare le tensioni su un nemico immaginario. Anche la capacità di vedere oltre la realtà apparente fa parte dell´universo giustizia, perché scombussola i codici usuali e fa intravedere possibilità di nuove relazioni. Vi è bisogno di giudici, ma non sempre. Occorre anche evitare la delega automatica per ogni conflitto ai professionisti, giudici e avvocati. Sicuramente anche questi ruoli sono in via di trasformazione, ma in ogni caso occorre investire nei professionisti della prevenzione: educatori e insegnanti in primo luogo, che possano promuovere il
processo di auto-responsabilizzazione delle persone, generare la capacità di essere davvero adulti".

Il materiale offre poi delle proposte concrete per il coinvolgimento dei bambini, piccoli e grandi, nella preparazione del culto. Infine esso si conclude con una breve nota esegetica su Luca 10: 25-37: "la parabola del buon samaritano sceglie come figura positiva un marginale, un disprezzato, esempio negativo nella società dell´epoca. Il samaritano sorprende. Un modo di fare giustizia diverso da quello abituale. Si va controcorrente rispetto a quanto ci si aspettava".


Fonte: Chiesavaldese.org
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

O T T O B R E
Versetto del mese:
“Cercate il bene della città dove io vi ho fatti deportare,
e pregate il Signore per essa;
poiché dal bene di questa dipende l vostro bene”
(Geremia 29,7)


Salmo della settimana : 119,121-128

Martedì 20 Ottobre

Nel giorno della prosperità godi del bene, e nel giorno dell’avversità rifletti. Dio ha fatto l’uno come l’altro, affinché l’uomo non scopra nulla di ciò che sarà dopo di lui (Ecclesiaste 7,14)
Sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno (Romani 8,28)

Forse l’essere umano non è assolutamente finito, si forma e si crea nell’esperienza della vita, nella lotta dello Spirito, nelle prove del suo destino. L’essere umano non è altro che il disegno di Dio.
Nikolaj Berdjajev

Luca 5, 12-16; Geremia 18, 1-12


Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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