19 Ottobre 2020
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Cattolici,ortodossi e protestanti: sette occasioni per conoscersi

13-01-2018 08:18 - Ecumenismo
La Settimana di
preghiera per l´unità dei cristiani si celebra dal 18 al 25 gennaio:
qui tutte le iniziative
che si terranno a Lucca dove, a breve, aprirà anche un Centro ecumenico

"Certamente tra i tanti problemi della chiesa quello dell´unità sembra un sovrappiù e di fatto rimane in un orizzonte lontano, ma non bisogna dimenticare che la ricerca dell´unità è costitutiva dell´atto di fede e obbedienza al Signore che l´ha richiesta nella preghiera al Padre "affinché il mondo creda"».
È con queste parole che don Mauro Lucchesi, delegato arcivescovile per l´ecumenismo, ricorda l´importanza della «Settimana di Preghiera per l´Unità dei Cristiani» che quest´anno va dal 18 al 25 gennaio.
Una settimana nella quale, anche nella nostra diocesi, le intenzioni di preghiera si accompagnano a fatti e proposte specifiche volte al riconoscersi reciprocamente tra cattolici, ortodossi e protestanti. Perchè se «la preghiera celebrata insieme è già espressione di comunione davanti al Signore», sottolinea don Mauro, «la ricerca dell´unità passa attraverso la conoscenza reciproca e l´incontro permette di riconoscere i doni che ciascuna confessione ha sviluppato, doni che fanno parte di un patrimonio comune e che la divisione ha disperso impoverendo tutte le chiese. Un esempio della capacità di scoprire i beni comuni nelle altre confessioni lo dà continuamente papa Francesco che in questo anno del cinquecentesimo anniversario della Riforma iniziata da Lutero, ha riconosciuto nelle accentuazioni del monaco tedesco beni messi in ombra nella nostra chiesa». Superare chiusure e grettezze, dunque, aprirsi alla conoscenza delle varie confessioni cristiane, è un segno che si fonda nel pregare C« insieme ma si dovrebbe esprimere anche nella conoscenza reciproca partecipando alle occasioni di incontro che durante tutto l´anno non mancano. Tra l´altro a breve, è notizia bella, verrà aperto a Lucca un vero e proprio Centro Ecumenico.
Un altro segno di condivisione che offrirà, ne siamo certi, numerose occasioni interessanti, di dialogo, di pace. «Secoli fa confessare l´appartenenza ad una chiesa piuttosto che ad un´altra» scrive il pastore valdese di Lucca Stefano Giannatempo (leggi intervento integrale sul fascicolo regionale a pag 12, ndr) «era questione di vita o di morte: oggi può essere occasione di dibattito, confronto, accordo e disaccordo, ma soprattutto di testimonianza in un mondo che ha bisogno di segnali di pace e dialogo più che di minacce e divisioni. Una strategia su cui riflettere, come singoli e come chiese, è quella di non pensare di avere la verità in tasca, ma di sentirci tutti e tutte, uniti e diversi, custoditi nell´unica tasca di Colui che riconosciamo come Via, Verità e Vita».
Calendario iniziative:
Durante la Settimana di Preghiera di quest´anno a Lucca vengono offerte ben sette occasioni da non perdere. Ecco il calendario delle iniziative:
 Mercoledì 17 gennaio, festa di S. Antonio il Grande, patrono della parrocchia ortodossa romena, ore 10 Divina Liturgia nella Chiesa Ortodossa in v. S. Anastasio (Lucca centro).
 Giovedì 18 gennaio, nella chiesa di S. Anna, ore 21, Incontro Ecumenico Diocesano di Preghiera.
 Sabato 20 gennaio, ore 15.30, Scuola Biblica, presso il Tempio Valdese in via Gallitassi (Lucca centro).  Domenica 21 gennaio, in Cattedrale alle ore 10.30 l´arcivescovo presiede l´Eucaristia con la predicazione del pastore valdese di Lucca Stefano Giannatempo.
 Lunedì 22 gennaio, nella chiesa ortodossa romena in via S. Anastasio, ore 10, Divina Liturgia nella festa di S. Anastasio.
 Martedì 23 gennaio, nella cappella del Seminario, ore 18, vespri con predicazione ecumenica.
 Giovedì 25 gennaio, nella Chiesa ortodossa romena in via S. Anastasio, ore 18, Inno Akatistos alla madre di Dio.
di Lorenzo Maffei



Fonte: ToscanaOggi - Lucca7
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

O T T O B R E
Versetto del mese:
“Cercate il bene della città dove io vi ho fatti deportare,
e pregate il Signore per essa;
poiché dal bene di questa dipende l vostro bene”
(Geremia 29,7)


Salmo della settimana : 119,121-128

Lunedì 19 Ottobre

Il Signore libera i prigionieri (Salmo 146, 7)
Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi (Giovanni 8, 36)

La nostra libertà è la più straordinaria invenzione dell’amore di Dio
Marcel Lègaut

Esodo 15, 22-27; Geremia 17, 5-13



Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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