25 Settembre 2020
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«Ministeri, donne e chiese»: parola alle teologhe Noceti e Tomassone

02-12-2017 14:23 - Ecumenismo
Un dialogo ecumenico sulla questione femminile

Il prossimo venerdì, 15 dicembre, alle ore 17, nella sala «Maria Eletta Martini» di Lucca, in via San Andrea 33, il Meic di Lucca, il Centro culturale «P. M. Vermigli» (fondato dalla Chiesa Evangelica Valdese di Lucca) e l´Azione Cattolica diocesana invitano i credenti di tutte le Chiese e l´intera cittadinanza a partecipare all´incontro: «Ministeri, donne, chiese» organizzato con il sostegno del Comune nella persona dell´assessora Ilaria Vietina. Le relatrici di questo evento saranno la cattolica Serena Noceti, vicepresidente dell´Associazione Teologica italiana e docente di teologia sistematica presso l´Istituto Superiore di Scienze Religiose di Firenze, e la protestante Letizia Tomassone, pastora della chiesa valdese di Firenze e docente di Studi femministi e di genere presso la Facoltà I Valdese di Teologia di Roma. Durante questo evento sarà presentato il testo, a cura della stessa Noceti e pubblicato dalla Queriniana, «Diacone.

Quale ministero per quale chiesa?», opera che costituisce un ricco e documentato dossier sullo scottante tema del diaconato femminile, con saggi della curatrice e di Gilles Routhier, Andrea Grillo, Cettina Militello, Marinella Perroni, Cristina Simonelli, Angela Berlis Pius e Ramon Tragan. Il problema di un possibile ripristino del diaconato femminile è tornato di attualità in ambito cattolico per la decisione di papa Francesco di nominare sul tema, lo scorso 2 Agosto 2016, una commissione composta da sei teologi e da sei teologhe: questo libro vuole dare un contributo al dibattito, ponendo la domanda sulla possibilità di una re-istituzione di questa figura ministeriale nell´orizzonte della teologia del ministero ordinato proposta dai documenti del Vaticano II.

Il problema cattolico del diaconato femminile si inserisce in una questione più ampia ed ecumenica, quale quella dell´accesso delle donne ai ministeri ordinati che costituisce un tema controverso fra le Chiese cristiane, le quali hanno su questa questione posizioni contrapposte: da una parte Cattolicesimo e Ortodossia respingono fermamente l´ordinazione sacerdotale delle donne, ma hanno atteggiamenti più possibilisti o sfumati nei confronti del diaconato femminile, che alcune Chiese ortodosse hanno peraltro conservato o stanno ripristinando. Dall´altra, la stragrande maggioranza delle Chiese anglicane, luterane, battiste e riformate, a partire dagli ultimi decenni, hanno iniziato ad ordinare donne che hanno raggiunto in queste comunità ecclesiali ruoli di grande responsabilità.

Questo dissenso fra le Chiese di fronte al tema dell´ordinazione femminile costituisce un grave ostacolo al dialogo ecumenico, specialmente per quanto riguarda il reciproco riconoscimento dei ministeri: è fondamentale che tutte le Chiese si interroghino a fondo se il ruolo che attualmente esse attribuiscono alle donne nelle strutture ecclesiali sia teologicamente sostenibile, conforme alla volontà di Gesù e rispondente ai segni dei tempi.
di Niccolò Bonetti Segretario del Centro culturale «Pietro Martire Vermigli»



Fonte: ToscanaOggi - Lucca7
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 127


Venerdì 25 Settembre

Grande pace hanno quelli che amano la tua legge e non c'è nulla che possa farli cadere. (Salmo 119, 165)
La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza. (Colossesi 3, 16)

La pace donata da Dio non muove soltanto i nostri cuori. Ci richiede parole ed azioni, ci cambia e ci indica la direzione: la Sua pace è il sentiero su cui ci si può incamminare.
Johannes Kulni

I Corinzi 7,17-24; II Corinzi 9, 10,15


Siamo stati creati per la vita
Commento a: II Corinzi 5, 4
Noi che siamo in questa tenda gemiamo, oppressi; e perciò desideriamo non già di essere spogliati, ma di essere rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita


Lunedì e martedì i testi del Lezionario Un giorno una Parola ci hanno indotto a riflettere sulla sofferenza e sul dolore che la vita spesso ci impone, su quel senso di abbandono che ci induce talvolta a pensare che persino il Signore si sia allontanato da noi.
Oggi l’apostolo Paolo, però, ci costringe ad elevare il nostro sguardo, ad aprire i nostri cuori e le nostre menti. Spesso i nostri occhi sono fissi sulla fatica, sul dolore nostro come singoli e singole o sulle tragedie a cui assistiamo come umanità, ma qui Paolo ci aiuta ad alzare i nostri volti e ci spinge ad andare oltre. L’apostolo è consapevole che ora siamo oppressi e gemiamo, ma ci ricorda che il nostro desiderio più profondo non può che essere quello di essere rivestiti di una nuova Vita. Cioè afferma che quello che ci appartiene davvero, come uomini e donne creati a immagine di Dio, come fratelli e sorelle di Gesù, non è l’immobilismo stagnante che spesso ci costringe a fermarci al nostro presente, più o meno travagliato. La nostra vocazione più vera è guardare verso la direzione che Gesù ci ha indicato, Gesù che ha vinto la morte, Gesù in tutto e per tutto uomo e dunque modello per ognuno e ognuna di noi.
Noi che viviamo in un mondo di morte, che ci sentiamo destinati alla morte e attratti da quello che ci circonda, che è mortale e mortifero, in realtà siamo stati creati per la Vita e ad essa siamo destinati e destinate. E dunque pur nel dolore, nella fatica, nell’angoscia, la nostra preghiera può salire forte e chiara al Signore che ci ha creati: resta con noi e donaci dei cuori di carne, che sappiano sentire la Tua presenza, impedisci che la nostra speranza si offuschi e donaci una fede che sappia essere salda e forte, gioiosa e colma di amore. Amen.

Erica Sfredda



Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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