25 Settembre 2020
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Pisa - Le celebrazioni dei 500 anni della Riforma nella chiesa valdese

29-11-2017 09:19 - Ecumenismo
Teologia, storia, musica e filosofia sono i
territori in cui la chiesa valdese di Pisa ha deciso di avventurarsi per celebrare i
500 anni della Riforma. E stata una celebrazione
impegnativa, premiata pero da una numerosa e intensa partecipazione di pubblico.
Tutto e cominciato con un momento di riflessione
teologica, l´8 novembre 2016, con una conferenza di Sergio Rostagno, professore emerito di teologia sistematica alla Facoltà valdese di Teologia, sulle tesi luterane del 1520, meno note di quelle del 1517 e centrate, tra le altre cose, sul tema della libertà umana, con conclusioni decisamente non scontate sulla teologia
del giovane Lutero, prima della codificazione
del suo pensiero nell´ortodossia luterana.
Il 17 febbraio 2017, volutamente in coincidenza con
l´anniversario delle Lettere Patenti di Carlo Alberto, si e tenuta la seconda conferenza, dedicata alla dimensione storica della Riforma, con la presenza di Adriano Prosperi, storico dell´eta moderna alla Scuola Normale di Pisa. L´incontro ha riguardato la riflessione degli storici su Lutero, prendendo in
considerazione le diverse immagini del riformatore
affermatesi a ogni centenario, a partire del primo nel 1617, fino a quello del 1917 nell´anno più drammatico della prima guerra mondiale.
Il 26 maggio e stata la volta di un momento
musicale. Si e tenuto cosi il concerto del Trio dell´Archiorgano, con musiche di Bach e di Rheinberger. L´occasione, oltre al piacere dell´ascolto, ha consentito di apprezzare la complessità e l´originalità di scrittura musicale del protestantesimo europeo nel rinnovamento dei linguaggi musicali.
L´ultimo incontro e stato organizzato il 6 novembre
2017, con l´intervento di Adriano Fabris, professore ordinario di Filosofia morale all´Università di Pisa, dove insegna anche Filosofia delle religioni ed Etica della comunicazione.
Tema dell´incontro e stato ≪Lutero e la filosofia
del ´900≫. Il riformatore tedesco e stato posto all´origine della vocazione ermeneutica del pensiero filosofico contemporaneo, grazie al suo invito a un rapporto diretto con il testo biblico e alla sua scoperta della chiesa come comunità interpretante, costituita da persone che, in virtù dell´incontro con la Scrittura, costruiscono relazioni autentiche con l´altro incontrato di volta in volta sulle strade della vita.
Le conferenze non sono state l´unica iniziativa
della chiesa valdese di Pisa, oltre a esse il consiglio di chiesa ha proposto alle scuole della provincia di Pisa e del comune di Viareggio un progetto didattico teso a presentare i fatti storici della Riforma protestante, ripercorrendo le tappe che hanno portato alla situazione odierna delle chiese riformate in Italia. Il progetto ha visto l´adesione di varie scuole e continua a essere operativo anche per l´anno scolastico in corso.
Comunque, la conclusione spirituale di un
anno di riflessione sull´evento fondante del protestantesimo l´abbiamo avuta il 31 ottobre 2017, per la festa della Riforma, con un culto organizzato e presieduto dal consiglio di chiesa e aperto ecumenicamente alle chiese del territorio.
Dopo l´intenso sermone del pastore Daniele
Bouchard su Galati 5, 1-6, centrato sul tema della libertà cristiana, i rappresentanti delle varie chiese hanno portato il loro saluto fraterno. Ne è venuta un´esperienza forte di unita nelle differenze: valdesi, luterani, apostolici, ortodossi si sono abbracciati, dimostrando che ci si può incontrare tra diversi, in reale comunione.
di Enrico Del Bianco


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 127


Venerdì 25 Settembre

Grande pace hanno quelli che amano la tua legge e non c'è nulla che possa farli cadere. (Salmo 119, 165)
La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza. (Colossesi 3, 16)

La pace donata da Dio non muove soltanto i nostri cuori. Ci richiede parole ed azioni, ci cambia e ci indica la direzione: la Sua pace è il sentiero su cui ci si può incamminare.
Johannes Kulni

I Corinzi 7,17-24; II Corinzi 9, 10,15


Siamo stati creati per la vita
Commento a: II Corinzi 5, 4
Noi che siamo in questa tenda gemiamo, oppressi; e perciò desideriamo non già di essere spogliati, ma di essere rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita


Lunedì e martedì i testi del Lezionario Un giorno una Parola ci hanno indotto a riflettere sulla sofferenza e sul dolore che la vita spesso ci impone, su quel senso di abbandono che ci induce talvolta a pensare che persino il Signore si sia allontanato da noi.
Oggi l’apostolo Paolo, però, ci costringe ad elevare il nostro sguardo, ad aprire i nostri cuori e le nostre menti. Spesso i nostri occhi sono fissi sulla fatica, sul dolore nostro come singoli e singole o sulle tragedie a cui assistiamo come umanità, ma qui Paolo ci aiuta ad alzare i nostri volti e ci spinge ad andare oltre. L’apostolo è consapevole che ora siamo oppressi e gemiamo, ma ci ricorda che il nostro desiderio più profondo non può che essere quello di essere rivestiti di una nuova Vita. Cioè afferma che quello che ci appartiene davvero, come uomini e donne creati a immagine di Dio, come fratelli e sorelle di Gesù, non è l’immobilismo stagnante che spesso ci costringe a fermarci al nostro presente, più o meno travagliato. La nostra vocazione più vera è guardare verso la direzione che Gesù ci ha indicato, Gesù che ha vinto la morte, Gesù in tutto e per tutto uomo e dunque modello per ognuno e ognuna di noi.
Noi che viviamo in un mondo di morte, che ci sentiamo destinati alla morte e attratti da quello che ci circonda, che è mortale e mortifero, in realtà siamo stati creati per la Vita e ad essa siamo destinati e destinate. E dunque pur nel dolore, nella fatica, nell’angoscia, la nostra preghiera può salire forte e chiara al Signore che ci ha creati: resta con noi e donaci dei cuori di carne, che sappiano sentire la Tua presenza, impedisci che la nostra speranza si offuschi e donaci una fede che sappia essere salda e forte, gioiosa e colma di amore. Amen.

Erica Sfredda



Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
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MONTE dei PASCHI di SIENA
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