10 Maggio 2021
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Mangiare insieme educa a crescere nella condivisione

16-11-2017 12:17 - Bibbia e attualità
Pane e olio alla mensa scolastica per i figli di genitori morosi?

Montevarchi, quasi 25.000 abitanti a metà strada tra Arezzo e Firenze, è balzata agli onori delle cronache per la decisione dell´attuale giunta municipale di dare pane e olio ai bambini delle famiglie morose, cioè non in regola con i pagamenti delle tasse previste per la mensa scolastica. Le colpe dei padri, è proprio il caso di dirlo, ricadono sui figli.

I servizi si pagano, perché i servizi costano, e, nella logica dei numeri, che spesso è il sol dell´avvenire in molti ambienti, talvolta anche nei Sinodi, la spietatezza dei numeri produce risultati come questo. Ma la discussione sui numeri distrae dal vero problema che, a Montevarchi come a Trapani, a Riesi come a Torre Pellice, a Padova come ad Agrigento è: quanto vale un diritto, quanto costa la civiltà?

Sulle proprietà organolettiche e ottime dell´olio e del pane fresco non c´è discussione. E probabilmente la salubrità del menù dei «morosi» sarà superiore ad altre più industriali preparazioni. Ma qui il problema è, ovviamente, pedagogico. Tanto più nelle scuole «pubbliche» le domande sul valore sociale dell´azione intrapresa assumono un significato molto rilevante.

A Riesi, nelle Scuole del Servizio cristiano, ad esempio, la mensa ha un valore democratico e non solo pedagogico. La condivisione del pasto è estremamente importante sia nella relazione dei bambini, delle bambine tra loro sia nella relazione dei bambini e delle bambine con l´Istituzione scolastica che, per loro, rappresenta la primissima forma di organizzazione strutturata e ordinata esterna alla famiglia. E sarebbe molto interessante conoscere il pensiero della scuola, o delle scuole che si sono ritrovate a dover applicare decisioni dell´Amministrazione comunale che intervengono nel processo educativo e pedagogico delle scuole, mortificandolo.

Le diverse «riforme», fino alla buona scuola, non hanno sradicato l´idea della mercificazione delle conoscenze, la parcellizzazione degli apprendimenti. Autovalutazione, prove standardizzate, presidi manager hanno consolidato l´idea che la scuola debba diventare, e in parte è già diventata, una organizzazione burocratica che eroga servizi (educativi, formativi, etc...), quindi forma il cittadino-consumatore mortificando le esperienze pedagogiche, didattiche. Purtuttavia, le scuole si adeguano. E, fino a oggi, non sappiamo di prese di posizione dei docenti di Montevarchi, come di Grosseto solo per limitarci ai casi più recenti. L´idea che i diritti fondamentali vengano subordinati a valutazioni economiche è dominante. E non ci sfiora il pensiero che creare ghetti fin dalla tenera età genererà discriminazioni ben più violente in tutte le fasi della crescita e dell´esperienza umana dei bambini e delle bambine.

Mangiare insieme, gli stessi cibi, a differenza di altre attività che usano, invece, una didattica differenziata, racchiude un messaggio importante: la condivisione. Io e te allo stesso tavolo, non importa che tu sia più o meno ricco di me, non importa che tu sia figlio, figlia di disoccupato o di professionista o di un migrante, durante la mensa mangiamo insieme, condividiamo lo stesso cibo, siamo uguali pur restando diversi e la nostra diversità si nutre dello stesso «pane».

Molte sono le altre tasse su cui l´Amministrazione avrebbe potuto operare il recupero del mancato pagamento delle morosità, andando a colpire i genitori inadempienti. Colpire i bambini, le bambine per costringere i genitori a pagare, è odioso e vigliacco. Eppure questa logica è molto diffusa. Diffusissima. E, prima di condannarla sugli altri, dovremmo ben riflettere se anche noi, quando ne abbiamo la possibilità, preferiamo la facilità della ritorsione, talvolta subdola, all´intelligenza della comprensione, della ragionevolezza, del confronto, della trasparenza.


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 1

Domenica 9 Maggio
Benedetto sia Dio, che non ha respinto la mia preghiera e non mi ha negato la sua grazia (Salmo 66,20)


Il Dio eterno è il tuo rifugio (Deuteronomio 33,27)
La sua misericordia si estende di generazione in generazione su quelli che lo temono (Luca 1,50)


Ancora prima del sorgere del giorno e della fine della notte, ancora prima che si formassero i monti, per dividere il mare dalla terraferma, sei tu, Signore, il nostro Dio, il rifugio per generazioni. Noi per te viviamo, per te moriamo. Da te veniamo e a te ritorniamo
Eugen Eckert



Luca 11, 1-13; I Timoteo 2, 1-6a; Esodo 32, 7-14

Sperare in Dio fino alla fine

Un commento a:
"Tu sei il Dio della mia salvezza; io spero in Te ogni giorno" (Salmo 25, 5)

Man mano che si va avanti nella vita e i giorni si accumulano uno sull altro diventando mesi, anni, decenni, aumentano i momenti in cui vengono in mente, come in un filmato, le immagini della propria vita, le occasioni felici e le difficoltà affrontate, e soprattutto le persone conosciute, specialmente quelle amate, il cui numero si assottiglia sempre più, lasciando un senso di grande nostalgia.
E nel contempo cresce la coscienza che il tempo che resta per giungere allo scorrere dei titoli di coda del nostro film si riduce rapidamente.
Spesso si paragona la vita ad una maratona. E quando ci si rende conto che la corsa – come scrive l apostolo Paolo a Timoteo – sta per finire, è bello potersi rendere conto che, anche nei momenti più faticosi del percorso, la forza per continuare ti è venuta dalla fede. Anche nell ultimo miglio, dunque, che precede l entrata nello stadio, “corriamo con perseveranza la gara fissando lo sguardo su Gesù” il nostro trainer. Quando giungeremo nello stadio una gran schiera di testimoni ci accoglierà dagli spalti, incitandoci a tagliare il traguardo per ricevere la corona di giustizia.
“Tu sei il Dio della mia salvezza”, afferma il salmista ripassando la sua vita e riconoscendo che ogni giorno la sua corsa è stata sorretta della speranza nel Signore.
In questi lunghi mesi di pandemia abbiamo imparato quante persone siano state tenute in vita dall ossigeno. L ossigeno di Dio è il suo amore. L’amore che ha creato e regge la vita dell’universo e di ogni creatura e che mai avrà termine, perché né morte né vita, nulla potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore (Romani 8, 38-39).
Questo intreccio di fede, speranza e amore è ciò che avvolge la nostra vita qui ed oltre.
Corriamo dunque la nostra maratona senza perderci d’animo, incitando tutti coloro che corrono con noi a riconoscere che è Dio che ci ha posto un giorno su questa strada, è Dio che ci aiuta nella nostra corsa ed è sempre Lui che ci accoglie sul traguardo.
Emmanuele Paschetto





Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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