26 Febbraio 2021
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Il saluto del nuovo pastore Stefano Giannatempo alla comunità valdese di Lucca

06-09-2017 13:25 - News
Care sorelle e cari fratelli,

è con grande gioia che mi rivolgo a voi per la prima volta attraverso queste parole!
A seguito della consacrazione al ministero pastorale lo scorso 20 agosto, la Tavola Valdese mi ha assegnato come pastore nella vostra chiesa: vi precede una lunga e forte storia di testimonianza, grazie al vostro essere comunità e all´impegno donato per molti anni dal compianto past. Domenico Maselli.

Arrivo tra voi come giovane pastore: nato e cresciuto a Torino 34 anni fa in una famiglia cattolica, grazie ad un lungo discernimento - nel quale l´ecumenismo ha giocato un ruolo fondamentale - ho sentito di poter meglio vivere la mia fede nella Chiesa Valdese. Dopo gli studi in Lettere ho quindi studiato Teologia a Roma e per un anno negli Stati Uniti, e ho svolto il periodo di prova nelle chiese di Livorno-Pisa e Aosta-Ginevra.
Desidero farmi vostro compagno di viaggio con i miei doni e con i miei limiti, mettendomi al servizio di ciascuno e di ciascuna, nella comune passione per la Parola di Dio, in modo che ascoltandola insieme e spezzando insieme il pane possiamo riconoscere la presenza del Risorto che cammina con noi: "Non sentivamo forse ardere il cuore mentre egli ci parlava per la via e ci spiegava le Scritture?" (Luca 24,32).

Ringrazio il Consiglio di Chiesa per l´accoglienza e la disponibilità in questa fase di passaggio, e aspetto di incontrarci domenica 17 settembre per un primo culto e domenica 1° ottobre per l´insediamento.

Vi saluto con amicizia e fraternità in Cristo Gesù, nostra speranza!
past. Stefano Giannatempo

UN GIORNO UNA PAROLA
2021

F E B B R A I O
Versetto del mese:
Rallegratevi perché i vostri nomi
Sono scritti nei cieli
(Luca 10, 20)
Salmo della settimana:63


Venerdì 26 Febbraio


Ecco, egli forma i monti, crea il vento, e fa conoscere all uomo il suo pensiero. Il suo nome è il Signore, Dio degli eserciti (Amos 4,13)
Gesù pregava: «Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola. Ora hanno conosciuto che tutte le cose che mi hai date, vengono da te» (Giovanni 17, 6-7)


Ciascuno di noi, nella sua propria situazione, conoscendo i talenti ricevuti e valutandoli con intelligente umiltà, può, alla luce della Parola di Dio, maturare la propria decisione nel segreto e nell intimo della propria coscienza cristiana.
Vittorio Subilia



Ebrei 2, 11-18; Luca 11, 5-13

Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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