20 Ottobre 2020
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Ricordati e rallegrati del tuo Creatore

14-04-2017 11:09 - Il Vangelo ci parla
Ricordati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i cattivi giorni e giungano gli dei quali dirai: «io non ci ho più nessun piacere»
Ecclesiaste 12, 3

Uno dei malfattori crocifissi con lui disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno!»
Luca 23, 42

Ricordati: di che cosa? Il libro di Qohelet ci ricorda la nostra vanità, la nostra caducità, la nostra morte. E così ci fa riscoprire la preziosità, ci fa apprezzare il valore di ogni attimo della vita. Non ci dice soltanto di ricordare, ma anche di rallegrarci (cf. Ec 12, 1): rallegrati e ricordati dunque.

Questo è il linguaggio degli innamorati, queste sono le due parole dell´amore, alle quali si aggiunge una terza parola, anch´essa dettata da un cuore che ama: prima.

Prima che sia troppo tardi. Rallegrarsi e ricordarsi non possono aspettare. Non c´è tempo da perdere. Rallegrati prima, e: prima rallegrati. Ricordati prima, e: prima ricordati.

Rallegrarsi e ricordarsi hanno il primato. Il primato sulla nostra vita. Rallegrarsi e ricordarsi sono il primo comandamento della nostra vita. Rallegrati e ricordati del tuo Creatore.

Qohelet ce lo canta con una delle poesie più belle della Bibbia (Ec 12, 1-10), malgrado sia il canto della nostra vanità e della nostra morte. Alla luce, nella dolcezza del ricordo del Creatore, la dura realtà che comunque un giorno quel che abbiamo fatto sarà disfatto, che mi ammalerò e morirò - tutto questo appare letteralmente in un´altra luce.

Pensate soltanto all´ultima immagine della poesia, quella della fonte, del pozzo: la sorgente della vita che si confonde con la mia tomba. Come la terra, simbolo della vita, infine, sarà il luogo della morte.

Oggi siamo a Golgota sotto la croce di Cristo: ricordati e rallegrati del tuo Creatore. Proprio oggi.


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

O T T O B R E
Versetto del mese:
“Cercate il bene della città dove io vi ho fatti deportare,
e pregate il Signore per essa;
poiché dal bene di questa dipende l vostro bene”
(Geremia 29,7)


Salmo della settimana : 119,121-128

Martedì 20 Ottobre

Nel giorno della prosperità godi del bene, e nel giorno dell’avversità rifletti. Dio ha fatto l’uno come l’altro, affinché l’uomo non scopra nulla di ciò che sarà dopo di lui (Ecclesiaste 7,14)
Sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno (Romani 8,28)

Forse l’essere umano non è assolutamente finito, si forma e si crea nell’esperienza della vita, nella lotta dello Spirito, nelle prove del suo destino. L’essere umano non è altro che il disegno di Dio.
Nikolaj Berdjajev

Luca 5, 12-16; Geremia 18, 1-12


Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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