21 Gennaio 2020

News
percorso: Home > News > News

Il «reddito d´inclusione» diventa legge dello Stato.

10-03-2017 09:26 - News
Ecco cosa prevede

Arriviamo per ultimi in Europa, ma va pur sottolineato che per la prima volta si interviene contro la povertà assoluta con una misura strutturalmente inserita nel bilancio dello Stato e unica su tutto il territorio nazionale. Insieme al Rei è prevista una serie di servizi alla persona, di cui pure la legge dispone il riordino, nell´ambito di un piano personalizzato per ciascun nucleo familiare, rivolto a incentivare l´inclusione sociale.

Il «reddito d´inclusione» (Rei) è diventato finalmente legge dello Stato con l´approvazione in via definitiva da parte del Senato, dopo il sì della Camera alla fine del luglio dello scorso anno. Arriviamo per ultimi in Europa, ma va pur sottolineato che per la prima volta si interviene contro la povertà assoluta con una misura strutturalmente inserita nel bilancio dello Stato e unica su tutto il territorio nazionale. Insieme al Rei è prevista una serie di servizi alla persona, di cui pure la legge dispone il riordino, nell´ambito di un piano personalizzato per ciascun nucleo familiare, rivolto a incentivare l´inclusione sociale. Con l´impegno a seguire corsi di formazione per favorire la ricerca di un lavoro, per esempio, o a mandare i figli a scuola e a vaccinarli.
Requisiti. Il provvedimento viene presentato come universale, ma in concreto non lo è perché – stante la limitatezza delle risorse – arriva a coprire poco più di un terzo dei potenziali destinatari. Quindi i beneficiari saranno individuati prioritariamente tra i nuclei familiari con figli minori o con disabilità grave o con donne in stato di gravidanza o con disoccupati con più di 55 anni. Per gli stranieri sarà richiesto il requisito di un minimo di durata della residenza sul territorio nazionale (dovrebbe trattarsi di cinque anni di presenza regolare).
L´erogazione sarà subordinata alla «prova dei mezzi», quindi si terrà conto dell´Isee (Indicatore della situazione economica equivalente), dell´effettivo reddito disponibile e degli indicatori della capacità di spesa. Saranno i Comuni, con il monitoraggio nazionale del ministero del Lavoro e il contributo dell´Inps, a gestire operativamente il Rei.
Beneficiari. Peraltro, quella approvata è una legge-delega e quindi per conoscere tutti i dettagli bisognerà attendere i decreti attuativi del governo. Un passaggio spesso lento e faticoso. Il ministro competente, il titolare del Lavoro Giuliano Poletti, ha tuttavia assicurato che ci sarà un solo decreto e in tempi rapidissimi. Del resto i tecnici del ministero hanno già avuto modo di lavorare sul testo potendo contare sulla sperimentazione compiuta con il Sia (Sostegno per l´inclusione attiva) che da settembre ha coinvolto circa 200mila famiglie, soprattutto al Sud. Come il Sia, anche il Rei si materializzerà in una carta (non è stato ancora deciso se ricaricabile o prepagata).
L´importo dovrebbe passare dai 400 euro mensili del Sia a 480 e soprattutto si allargherà la platea dei beneficiari: la stima per il 2017 è di circa 400 mila nuclei familiari, pari a un milione e 700mila persone. Non sono poche, ma quelle in condizione di povertà assoluta sono quasi il triplo: 4 e 600mila.
Il problema, si diceva, sono le risorse. Le somme stanziate complessivamente, anche a tener conto dei finanziamenti europei aggiuntivi, si aggirano sui due miliardi di euro. Il confronto con i venti miliardi per il salvataggio delle banche è inevitabile.
Punto di partenza. Dal ministero fanno notare che il Rei sarà un´uscita stabile nel bilancio dello Stato, non un investimento temporaneo destinato a rientrare. Però la sproporzione è così forte che non si può non chiedere alle istituzioni uno sforzo di gran lunga maggiore. Cristiano Gori, coordinatore scientifico dell´Alleanza contro la povertà, giudica con realismo il Rei «un buon punto di partenza». Ma dà appuntamento ad aprile, quando il governo dovrà varare il Def (Documento di economia e finanza), per valutare quali saranno le risorse destinate in futuro a finanziare la lotta alla povertà. È stato calcolato che occorrerebbero almeno 7 miliardi di euro per aggredire in modo sostanziale il problema. Un impegno finanziario arduo, per i nostri conti pubblici, ma non impossibile. Questione di priorità. È pur vero che il Rei non è l´unica misura di sostegno sociale nel nostro ordinamento, ma allora diventa ancora più urgente mettere a punto quel Piano nazionale contro la povertà che diventerà il banco di prova di quel che davvero si intende fare su un fronte decisivo per la qualità umana e civile di un Paese.




Fonte: ToscanaOggi

UN GIORNO UNA PAROLA


G E N N A I O
Versetto del mese:
““Fedele è Dio”
(I Corinzi 1, 9)


Salmo della Settimana: 133

Lunedì 20 Gennaio

Beato l’uomo a cui il Signore non imputa l’iniquità e nel cui spirito non c’è inganno! (Salmo 32, 2)
Le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove. E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo (II Corinzi 5, 17-18)

Quando ci interroghiamo su ciò che viene, noi non guardiamo dal presente nel futuro, bensì dal futuro nel presente. Ciò che viene getta la sua ombra avanti a sé e agisce già sul presente attraverso la speranza che suscita e la paura che risveglia.
Jürgen Moltmann

Deuteronomio 4, 5-13; I Corinzi 1, 1-9


Affidarsi a Dio con piena fiducia
20 gennaio 2020
Commento a II Corinzi 5, 17-18

Le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove. E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo
II Corinzi 5, 17-18
In questo inizio di anno è facile che il pensiero corra a quello che si è già vissuto e a quello che ci attende: il passaggio da un anno all’altro ci induce a pensare, spesso a sperare, che qualcosa stia per cambiare. Che il passato possa diventare un ricordo e che davanti a noi si apra un futuro roseo e sereno. I rumorosi “botti”, così come l’allegria, a volte un po’ forzata, servono in fondo a questo: a scacciare via la paura e l’ansia per il futuro. Ad annegare nel chiasso e nella confusione le nostre paure per quello che ci aspetta al di là della mezzanotte.
I due passi di oggi, proposti dal Lezionario Un giorno una parola, però, ci inducono a pensare ad una umanità diversa: uomini e donne che non si affidano a riti scaramantici per essere rassicurati sul loro destino, esseri umani che non hanno bisogno di chiasso, di confusione per stordirsi e annegare la loro vita quotidiana.
Ma quanto è difficile fare propria questa forza, quanto è complesso abbandonarsi totalmente al Signore: quante cadute, quanta fatica! Quanto orrore e dolore ci circonda, come fare ad avere un animo pacificato?
Eppure non dobbiamo temere, anche noi possiamo essere dei credenti riconciliati con Dio, nel cui spirito regni la pace e non ci sia inganno, perché possiamo affidarci al Signore con piena fiducia. Non si tratta di diventare dei supereroi, ma di accogliere dentro di noi la consapevolezza che nonostante le cadute, e le ricadute, nonostante il continuo rinascere degli stessi pensieri che tanto spesso ci allontanano da Dio, ogni mattina possiamo dire con gioia e piena fiducia “Le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove”, perché anche noi come l’apostolo Paolo, possiamo vivere con la certezza che Dio ha tanto amato il mondo da donarci Gesù che è diventato uomo per riconciliarci a Lui.
E dunque anche stamattina, in questo esatto momento, possiamo affidarci a Dio, possiamo accogliere con gioia l’uomo nuovo, la donna nuova che è dentro di noi e che il Signore ha voluto che germogliasse e fiorisse in questo stesso momento, in questo istante. Amen!
di Erica Sfredda



Preghiera


Signore, tu che ricostruisci ciò che noi distruggiamo,
Ti preghiamo:
ricostruisci la nostra vita.
Ricostruisci le nostre forze
quando le sciupiamo in cose inutili, quando
siamo logori e perdiamo coraggio.
Ricostruisci la nostra fiducia
Quando esitiamo davanti alle tue promesse,
quando ci facciamo vincere dalla confusione e
dall’amarezza, quando dubitiamo di noi stessi
e della nostra capacità di servirti,quando le
difficoltà diventano più grandi
della nostra poca fede.
Ricostruisci le nostre iniziative comuni,
quando l’egoismo le indebolisce,
quando troviamo più confortevole
evitare la fatica di agire
insieme con gli altri,
quando tentenniamo di fronte
agli obiettivi che insieme avevamo
riconosciuto come tua vocazione,
quando cediamo al rancore
e al risentimento,
quando non riusciamo più
a comprenderci pur essendo
membri della stessa chiesa.
Signore ricostruisci la nostra vita: ridonaci forza,
fiducia e iniziativa con l’energia che proviene
dall’unico fondamento,
che è Cristo Gesù. Amen




Eventi

[<<] [Luglio 2019] [>>]
LMMGVSD
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031    

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Foto gallery


Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it