25 Settembre 2020
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Domenico Maselli e il sogno ecumenico

19-02-2017 14:52 - Ecumenismo
A un anno dalla scomparsa: giornata di studio sabato 4 marzo nella Basilica di S. Paolino a Lucca

Una giornata di studio ricorderà il professor Domenico Maselli, il suo contributo al protestantesimo italiano e al dialogo ecumenico. Un appuntamento, questo, che si colloca a un anno esatto dalla scomparsa del Pastore valdese, attivo a Lucca fin dal 1980. L´evento, aperto a tutti, intitolato «L´eredità di Domenico Maselli: il sogno ecumenico», è organizzato dal Centro Culturale «P. M. Vermigli» di Lucca, in collaborazione con la Chiesa Evangelica Valdese di Lucca. L´importante giornata di studio si terrà in centro storico, nella Basilica di S. Paolino, il prossimo sabato 4 marzo.

PROGRAMMA
Tutto si concentra nel pomeriggio di sabato 4 marzo, dalle 16 alle 18, quando prenderanno la parola il Pastore Luca Negro, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, che interverrà sul tema: «Presente e futuro del Protestantesimo italiano»; poi toccherà al Professor Riccardo Burigana su «La Chiesa Cattolica nel cinquecentenario della Riforma»; interverrà anche Emanuele Bordello, monaco camaldolese su: «Interpellati dalla fede dell´altro»; chiuderà il Professor Paolo Ricca, teologo valdese su: «L´eredità di Domenico Maselli: il sogno ecumenico».

ADESIONI ALL´EVENTO
A questo pomeriggio di studi hanno già dichiarato la loro U presenza: l´Arcivescovo Italo Castellani (Lucca), il Vescovo Roberto Filippini (PesciaMontecatini), Alessandro Tambellini (sindaco di Lucca), Luca Menesini (presidente della Provincia di Lucca), professor Eugenio Biagini (University of Cambridge), professor Piero Stefani (Segretariato Attività Ecumeniche), professoressa Serena Noceti (Istituto Superiore di Scienze Religiose «Galantini» - Firenze), professor Mario Affuso (Chiesa Apostolica Italiana), professor Marco Ricca (Centro culturale protestante «Vermigli» - Firenze), professor Stefano Gagliano (Associazione Piero Guicciardini - Firenze), Chiesa Pentecostale (Altopascio). Per la collaborazione e il sostegno all´iniziativa, gli organizzatori ringraziano: il professor Adriano Fabris (Università di Pisa), mons. Prof. Franco Buzzi (prefetto Biblioteca Ambrosiana - Milano), il professor Carmine Napolitano (Facoltà pentecostale di Scienze Religiose).

BREVE BIOGRAFIA
Domenico Maselli (foto) nacque nel 1933 in Piemonte, ad Alessandria, dopo aver mosso i primi passi nella fede presso le Chiese Evangeliche dei Fratelli ha aderito alla Chiesa Valdese. Fino all´emeritazione del 2014 ha portato avanti il suo impegno spirituale sia come guida della comunità valdese di Lucca, sia in ambito nazionale, ricoprendo tra l´altro dal 2006 al 2009 la carica di presidente della Federazione delle Chiese evangeliche italiane. Ha insegnato Storia del Cristianesimo all´Università di Firenze fino al 2006. Negli anni ´90 è stato protagonista della vita politica lucchese, eletto nel ´94 e nel´96 alla Camera dei Deputati. È morto il 4 marzo 2016 e le esequie si sono tenute il 7 marzo successivo nella Basilica di S. Frediano.
Lor.M



Fonte: ToscanaOggi - Lucca7
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 127


Venerdì 25 Settembre

Grande pace hanno quelli che amano la tua legge e non c'è nulla che possa farli cadere. (Salmo 119, 165)
La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza. (Colossesi 3, 16)

La pace donata da Dio non muove soltanto i nostri cuori. Ci richiede parole ed azioni, ci cambia e ci indica la direzione: la Sua pace è il sentiero su cui ci si può incamminare.
Johannes Kulni

I Corinzi 7,17-24; II Corinzi 9, 10,15


Siamo stati creati per la vita
Commento a: II Corinzi 5, 4
Noi che siamo in questa tenda gemiamo, oppressi; e perciò desideriamo non già di essere spogliati, ma di essere rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita


Lunedì e martedì i testi del Lezionario Un giorno una Parola ci hanno indotto a riflettere sulla sofferenza e sul dolore che la vita spesso ci impone, su quel senso di abbandono che ci induce talvolta a pensare che persino il Signore si sia allontanato da noi.
Oggi l’apostolo Paolo, però, ci costringe ad elevare il nostro sguardo, ad aprire i nostri cuori e le nostre menti. Spesso i nostri occhi sono fissi sulla fatica, sul dolore nostro come singoli e singole o sulle tragedie a cui assistiamo come umanità, ma qui Paolo ci aiuta ad alzare i nostri volti e ci spinge ad andare oltre. L’apostolo è consapevole che ora siamo oppressi e gemiamo, ma ci ricorda che il nostro desiderio più profondo non può che essere quello di essere rivestiti di una nuova Vita. Cioè afferma che quello che ci appartiene davvero, come uomini e donne creati a immagine di Dio, come fratelli e sorelle di Gesù, non è l’immobilismo stagnante che spesso ci costringe a fermarci al nostro presente, più o meno travagliato. La nostra vocazione più vera è guardare verso la direzione che Gesù ci ha indicato, Gesù che ha vinto la morte, Gesù in tutto e per tutto uomo e dunque modello per ognuno e ognuna di noi.
Noi che viviamo in un mondo di morte, che ci sentiamo destinati alla morte e attratti da quello che ci circonda, che è mortale e mortifero, in realtà siamo stati creati per la Vita e ad essa siamo destinati e destinate. E dunque pur nel dolore, nella fatica, nell’angoscia, la nostra preghiera può salire forte e chiara al Signore che ci ha creati: resta con noi e donaci dei cuori di carne, che sappiano sentire la Tua presenza, impedisci che la nostra speranza si offuschi e donaci una fede che sappia essere salda e forte, gioiosa e colma di amore. Amen.

Erica Sfredda



Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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