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Settimana di preghiera per l´unità: le iniziative in tutta Italia

18-01-2017 14:01 - Ecumenismo
Inizia oggi, mercoledì 18 gennaio, la Settimana di preghiera per l´unità dei cristiani (SPUC), appuntamento annuale promosso in tutto il mondo congiuntamente dal Consiglio ecumenico delle chiese e dal Pontificio Consiglio per la promozione dell´unità dei cristiani. Il tema di quest´anno è "L´amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione" (2 Corinzi 5:14-20), scelto dalla Comunità di lavoro delle chiese cristiane in Germania. Com´è consuetudine anch in Italia la SPUC verrà celebrata in numerose città coinvolgendo cristiani di diverse tradizioni: previsti scambi di pulpito tra chiese protestanti, ortodosse e cattoliche, ma anche veglie, conferenze, tavole rotonde, passeggiate ecumeniche e incontri di giovani.

Il tema della riconciliazione è in particolare legato ai 500 anni della Riforma protestante che cadono quest´anno. E proprio alla rilettura ecumenica della Riforma sono dedicati la maggior parte delle tavole rotonde e conferenze organizzate per la Settimana. Tra i tanti appuntamenti giunti in redazione, da segnalare il convegno organizzato a San Marino e Rimini dall´Istituto superiore di scienze religiose "Alberto Marvelli" sul tema "Ripensare oggi la teologia di Lutero e della Riforma. Il dialogo ecumenico luterano-cattolico: aspetti storici, teologici e culturali". A Padova, giovedì 19, il tema delle riconciliazione verrà invece collegato a perdono e giustizia in un incontro presso la chiesa metodista a cui parteciperà l´associazione "Affetto oltre le sbarre"; mentre a Torino si parlerà, il 20 gennaio presso la Casa valdese, dell´impegno delle chiese a favore dei migranti.

Da segnalare due passeggiate ecumeniche: quella di Pinerolo (TO), domenica 22, partirà dal tempio valdese, proseguirà per la chiesa ortodossa di Santo Stefano il Grande e si concluderà in Duomo. Il giorno prima a Venezia, nell´ambito degli eventi legati al "Tour europeo della Riforma" è previsto un percorso nella Venezia protestante. Prima della città lagunare, il Tour europeo della Riforma fa tappa a Roma il 18 gennaio.

Incontri ecumenici giovanili sono previsti a Torino, che offre anche attività per bambini e ragazzi, ad Ancona, Bologna, Firenze, Milano, Venezia. Da segnalare a Pisa, a Venezia e a Verona degli incontri di preghiera con le liturgie di Taizé.

Due incontri particolari sono previsti a Tolentino, nelle zone del terremoto, e a Lampedusa, dove per la prima volta viene celebrata la SPUC con una celebrazione ecumenica promossa dalla parrocchia di San Gerlando e dal progetto Mediterranean Hope della Federazione delle chiese evangeliche in Italia.


Fonte: NEV - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

A P R I L E
Versetto del mese:
“Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile”
I Corinzi 15, 42



Salmo della Settimana: 88

Mercoledì 8 Aprile


Rendimi la gioia della mia salvezza e uno spirito volenteroso mi sostenga (Salmo 51,12)
La vostra tristezza sarà cambiata in gioia (Giovanni 16,20)

Voglio cantare notte e giorno la tua amabilità e, per quanto potrò, donarti me stesso come offerta gioiosa. La mia vita possa trascorrere nel Tuo nome in perenne gratitudine. E il bene che Tu mi hai fatto voglio imprimerlo, più profondamente possibile, nella mia mente.
Paul Gerhardt

Luca 22, 1-6; Marco 15, 1-15



Esseri riconosciuti come figli e figlie di Dio
commento a Giovanni 16, 20
“La vostra tristezza sarà cambiata in gioia”

Il versetto successivo a quello citato dice: “La donna, quando partorisce, prova dolore, perché è venuta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’angoscia per la gioia che sia venuta al mondo una creatura umana”. E Paolo, nella lettera ai Romani, aggiunge: «la creazione geme ed è in travaglio (8, 22) e aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio (8, 19)».
Il creato di Dio è ancora in gestazione, e così l’umanità. Quando avverrà il parto, e quando si vedrà la nuova creazione non ci è dato di sapere. Ci è detto che devono essere manifestati i figli di Dio. Dunque occorre che i figli di Dio vengano innanzitutto alla luce. Cioè siano riconosciuti come tali da coloro e da ciò che li circonda.
Ma dove sono i figli di Dio? «Carissimi – scrive Giovanni nella sua prima epistola (3, 2) –, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato quel che saremo. Sappiamo che quando Egli sarà manifestato saremo simili a Lui». Ma che significa questo, nel pensiero delle prime generazioni cristiane? Forse c’è un processo a catena? Prima il Figlio di Dio viene svelato? E come avverrà ciò? E poi toccherà a coloro che il Padre, nel suo amore, (I Giovanni 3, 1) ha riconosciuto come suoi figli?
Ma il mondo – dice sempre Giovanni – non riconosce né costoro né il Figlio unigenito.
Siamo ad una impasse. Qual è la sequenza di eventi che deve svilupparsi perché avvengano parto e nascita della nuova creazione?
Tutto è nella mente e nelle mani del Creatore.
Ma noi abbiamo le nostre responsabilità.
La storia della Chiesa è inequivocabile. Invece di vivere la nostra figliolanza, l’abbiamo svenduta come Esau fece con la sua primogenitura.
Nel racconto delle tentazioni a Gesù nel deserto Satana gli dice: Se sei Figlio di Dio segui le vie consuete della demagogia, dell’inganno, della violenza.
Noi abbiamo ceduto. Solo se torneremo sui nostri passi potremo “affrettare la venuta del giorno di Dio” (II Pietro 3, 17), il giorno della gioia.
Emmanuele Paschetto


Preghiera


Padre, fonte amoroso della vita e della speranza,
ti preghiamo per ogni fratello che geme e piange,
per quanti non riusciamo a confortare;
dona a tutta la gente che soffre, al tuo popolo di miseri e di poveri,
forza nella tribolazione e fiducia nei giorni dell’angoscia.
Concedi a loro e a tutti noi, rinvigoriti dalla tua parola di speranza,
di giungere all’alba della gioia e della resurrezione.

Ravasi



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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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