03 Aprile 2020
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Fui straniero e mi accoglieste

27-04-2016 20:06 - Ecumenismo
Si è svolta a Scicli la 29° giornata del protestantesimo siciliano. Il 15 maggio il «culto di piazza» sarà trasmesso su «Protestantesimo»

«Fui straniero e mi accoglieste» è il titolo della ventinovesima edizione della Giornata del Protestantesimo Siciliano, un appuntamento che intorno al 25 d´ogni aprile riunisce in un sol comune tutti gli evangelici dell´Isola più grande d´Italia. L´anno passato era toccato a Riesi; nel 2011, in onore dei 150 anni dell´Unità, si era scelta Marsala, il porto dello sbarco dei garibaldini.

Lo scorso 24 aprile, valdesi, battisti, metodisti, ma anche luterani, avventisti e membri dell´esercito della salvezza si sono invece ritrovati a Scicli, in provincia di Ragusa. Di fronte al perdurare della tragedia migratoria, il luogo e la tematica di questa giornata di preghiera hanno assunto una doppia valenza simbolica: perché è la Sicilia, con Lampedusa, a essere la prima Italia d´approdo per i migranti del nord Africa e perché è proprio nella piccola Scicli che da un anno e mezzo è funzionante la «Casa delle Culture», uno dei centri d´accoglienza aperti dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei) nell´ambito del progetto Mediterranean Hope.

Il culto congiunto – ospitato nell´assolata piazza Italia, magnifico crogiuolo di architetture stratificate – è stato ripreso per intero dalle telecamere della Rai; il 15 maggio, domenica di Pentecoste, sarà trasmesso in eurovisione all´interno del programma Protestantesimo.

Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

A P R I L E
Versetto del mese:
“Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile”
I Corinzi 15, 42



Salmo della Settimana: 122

Giovedì 2 Aprile

O Dio, tu mi hai istruito sin dalla mia infanzia, e io, fino ad oggi ho annunciato le tue meraviglie (Salmo 71,17)
Simeone prese in braccio Gesù. E benedisse Dio dicendo: «Ora, o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola; perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza». (Luca 2, 28-30)

E ora ringraziate tutti il Signore, con il cuore, con la bocca e con le mani, per quanto generosamente ci dona in qualsiasi necessità. E’ Lui che dal grembo materno e dall’infanzia fino ad oggi, ha fatto infinite cose buone.
Martin Rinckart


Geremia 15, 15-21; Marco 14, 26-31


Preghiera


Padre, fonte amoroso della vita e della speranza,
ti preghiamo per ogni fratello che geme e piange,
per quanti non riusciamo a confortare;
dona a tutta la gente che soffre, al tuo popolo di miseri e di poveri,
forza nella tribolazione e fiducia nei giorni dell’angoscia.
Concedi a loro e a tutti noi, rinvigoriti dalla tua parola di speranza,
di giungere all’alba della gioia e della resurrezione.
Ravasi



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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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