21 Gennaio 2020

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Nasce il sito riformaprotestante2017.org

08-04-2016 13:49 - Documenti
Due commissioni per un documento teologico e un happening a Milano a Pentecoste 2017

Si intensificano in tutta Italia le iniziative che le chiese evangeliche del nostro paese propongono in vista del Cinquecentenario della Riforma protestante (1517-2017), le cui celebrazioni prenderanno ufficialmente il prossimo 31 ottobre. Per raccogliere e offrire una panoramica degli appuntamenti è stato lanciato il sito web riformaprotestante2017.org che offre anche informazioni su pubblicazioni e materiali collegati al Cinquecentenario. Il sito è stato realizzato dalla Commissione battista, metodista valdese e luterana che ha anche la responsabilità di organizzare alcuni eventi a livello nazionale, tra cui un happening a Milano nel week-end di Pentecoste 2017 il cui culto conclusivo verrà tramesso in eurovisione. Le stesse chiese hanno anche istituito una seconda commissione teologica che sta preparando un documento che verrà presentato in un evento pubblico il 3 dicembre.

Tra le prossime iniziative, segnaliamo il ciclo “Lungo i sentirei della Riforma con Lutero” organizzato a Seravezza (LU) dalla chiesa metodista di Carrara e dal Gruppo di ricerca ecumenica della Versilia “Non di solo pane” che il prossimo 16 aprile ha in programma un incontro con Paolo Ricca, docente emerito della Facoltà valdese di teologia, su “Martin Lutero: la storia, il viaggio a Roma, Leone X, le indulgenze, la giustificazione per fede”. A Pinerolo (To) è invece ripreso il ciclo di seminari annuali sul pensiero della Riforma sul tema “Vocazione e lavoro”. Il primo intervento, sabato 9 sarà di Giovanna Gay su “Il lavoro nel pensiero di Jung”. Tra le iniziative di carattere accademico, a Roma il Centro Melantone propone giovedì 14 aprile le conferenze di Daniele Garrone, docente alla Facoltà valdese di teologia, su “La Riforma e gli ebrei” e del professor Martin Walraff, Università di Basilea, su “La Riforma e i turchi”. Più in là, dal 4 al 6 maggio, la Facoltà di teologia del Pontificio ateneo Sant’Anselmo ospiterà il convegno cattolico-luterano internazionale “Segni di perdono. Cammini di conversione. Prassi di penitenza. Una Riforma che interpella tutti”.
Infine la Chiesa evangelica luterana in Italia (Celi) organizza dal 4 al 10 luglio prossimi il “Viaggio della Riforma 2016” in Baviera e Württenberg.

Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA


G E N N A I O
Versetto del mese:
““Fedele è Dio”
(I Corinzi 1, 9)


Salmo della Settimana: 133

Lunedì 20 Gennaio

Beato l’uomo a cui il Signore non imputa l’iniquità e nel cui spirito non c’è inganno! (Salmo 32, 2)
Le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove. E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo (II Corinzi 5, 17-18)

Quando ci interroghiamo su ciò che viene, noi non guardiamo dal presente nel futuro, bensì dal futuro nel presente. Ciò che viene getta la sua ombra avanti a sé e agisce già sul presente attraverso la speranza che suscita e la paura che risveglia.
Jürgen Moltmann

Deuteronomio 4, 5-13; I Corinzi 1, 1-9


Affidarsi a Dio con piena fiducia
20 gennaio 2020
Commento a II Corinzi 5, 17-18

Le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove. E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo
II Corinzi 5, 17-18
In questo inizio di anno è facile che il pensiero corra a quello che si è già vissuto e a quello che ci attende: il passaggio da un anno all’altro ci induce a pensare, spesso a sperare, che qualcosa stia per cambiare. Che il passato possa diventare un ricordo e che davanti a noi si apra un futuro roseo e sereno. I rumorosi “botti”, così come l’allegria, a volte un po’ forzata, servono in fondo a questo: a scacciare via la paura e l’ansia per il futuro. Ad annegare nel chiasso e nella confusione le nostre paure per quello che ci aspetta al di là della mezzanotte.
I due passi di oggi, proposti dal Lezionario Un giorno una parola, però, ci inducono a pensare ad una umanità diversa: uomini e donne che non si affidano a riti scaramantici per essere rassicurati sul loro destino, esseri umani che non hanno bisogno di chiasso, di confusione per stordirsi e annegare la loro vita quotidiana.
Ma quanto è difficile fare propria questa forza, quanto è complesso abbandonarsi totalmente al Signore: quante cadute, quanta fatica! Quanto orrore e dolore ci circonda, come fare ad avere un animo pacificato?
Eppure non dobbiamo temere, anche noi possiamo essere dei credenti riconciliati con Dio, nel cui spirito regni la pace e non ci sia inganno, perché possiamo affidarci al Signore con piena fiducia. Non si tratta di diventare dei supereroi, ma di accogliere dentro di noi la consapevolezza che nonostante le cadute, e le ricadute, nonostante il continuo rinascere degli stessi pensieri che tanto spesso ci allontanano da Dio, ogni mattina possiamo dire con gioia e piena fiducia “Le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove”, perché anche noi come l’apostolo Paolo, possiamo vivere con la certezza che Dio ha tanto amato il mondo da donarci Gesù che è diventato uomo per riconciliarci a Lui.
E dunque anche stamattina, in questo esatto momento, possiamo affidarci a Dio, possiamo accogliere con gioia l’uomo nuovo, la donna nuova che è dentro di noi e che il Signore ha voluto che germogliasse e fiorisse in questo stesso momento, in questo istante. Amen!
di Erica Sfredda



Preghiera


Signore, tu che ricostruisci ciò che noi distruggiamo,
Ti preghiamo:
ricostruisci la nostra vita.
Ricostruisci le nostre forze
quando le sciupiamo in cose inutili, quando
siamo logori e perdiamo coraggio.
Ricostruisci la nostra fiducia
Quando esitiamo davanti alle tue promesse,
quando ci facciamo vincere dalla confusione e
dall’amarezza, quando dubitiamo di noi stessi
e della nostra capacità di servirti,quando le
difficoltà diventano più grandi
della nostra poca fede.
Ricostruisci le nostre iniziative comuni,
quando l’egoismo le indebolisce,
quando troviamo più confortevole
evitare la fatica di agire
insieme con gli altri,
quando tentenniamo di fronte
agli obiettivi che insieme avevamo
riconosciuto come tua vocazione,
quando cediamo al rancore
e al risentimento,
quando non riusciamo più
a comprenderci pur essendo
membri della stessa chiesa.
Signore ricostruisci la nostra vita: ridonaci forza,
fiducia e iniziativa con l’energia che proviene
dall’unico fondamento,
che è Cristo Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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