08 Luglio 2020
News

Non per il culto, ma per interventi sociali, culturali, educativi

05-04-2016 08:52 - appunti del moderatore
L’Otto per mille alle Chiese metodiste e valdesi all’insegna della trasparenza

«Dove serve, con trasparenza», questo il titolo della campagna pubblicitaria a favore dell’Otto per mille alle Chiese metodiste e valdesi che appare in questi giorni sui principali organi di stampa e trasmessa su alcune emittenti radiofoniche e televisive. Nel formato cartaceo, l’immagine dominante è quella di un variegato gruppo di persone opacizzato da un filtro che impedisce di distinguere i volti: l’immagine è trasparente solo al centro, e mostra i volti sorridenti di donne e uomini, anziani e giovani, tutti membri delle chiese metodiste e valdesi.

«È il nostro modo di ribadire che la nostra gestione dell’Otto per mille è da sempre trasparente e priva di opacità – spiega il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese – e che su questo criterio noi, metodisti e valdesi, “ci mettiamo la nostra faccia”. Ma è anche un modo per ringraziare direttamente, mostrando le nostre facce, gli oltre seicentomila italiani che hanno firmato per noi».

Lo spot televisivo ha una struttura diversa: sullo sfondo di immagini relative all’utilizzo dei fondi Otto per mille da parte delle Chiese metodiste e valdesi e del suono di un registratore di cassa, a partire dagli oltre 41 milioni di euro ricevuti lo scorso anno scorrono le cifre destinate ai vari progetti finanziati. Sino allo zero e cioè a quanto la Tavola valdese, l’organo che gestisce i fondi ricevuti dallo Stato, destina al culto. Perciò lo slogan finale esplicita: «L’Otto per mille alla Chiesa valdese non va alla chiesa valdese. Dove serve con trasparenza».

«Infatti, non un euro del nostro Otto per mille va alle spese per il culto, l’evangelizzazione, il sostegno ai pastori, la ristrutturazione o la costruzione di chiese – spiega Bernardini –. Da sempre il nostro impegno di fronte agli italiani è che il 100% delle risorse che riceviamo dallo Stato è utilizzato per sostenere iniziative sociali, culturali, educative, umanitarie. Quest’anno – prosegue il moderatore– siamo particolarmente impegnati nel sostegno a un programma pilota in Europa per l’apertura di canali umanitari che consentono a profughi e richiedenti asilo di raggiungere senza rischi l’Italia, nel rispetto delle leggi e in piena sicurezza. È un programma che ha avuto eccezionali riconoscimenti in Italia e nel mondo e che siamo lieti coinvolga anche un’organizzazione cattolica come la Comunità di Sant’Egidio».

Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 24-48

Martedì 7 Luglio

Io, nel mio smarrimento, dicevo: «Sono respinto dalla tua presenza»; a tu hai udito la voce delle mie suppliche, quand’ho gridato a te (Salmo 31,22)
Il figlio di Timeo, Bartimeo, cieco mendicante, sedeva presso la strada. Udito che chi passava era Gesù il Nazareno, si mise a gridare e a dire: «Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!». E molti lo sgridavano perché tacesse. Gesù, fermatosi, disse: «Chiamatelo!» (Marco 10, 46-48.49)

Tu, solo e unico Dio, potente nella tua bontà, santo e ammirevole in tutte le tue iniziative! Noi veniamo ancora una volta a te, non avendo altro da chiederti che il permesso di vivere della tua grande misericordia. Ti ringraziamo perché ti degni di invitarci e ci esorti a darvi importanza. Tu non ci dimentichi: fa che non ti dimentichiamo! Tu non ti stanchi: impediscici di assopirci! Tu scegli e vuoi per ciascuno di noi ciò che è giusto e salutare: preservaci dalla nostra stessa volontà
E dalla nostra scelta! Noi deponiamo di fronte a te le preoccupazioni, i problemi, le angosce degli altri esseri umani. Ricordati di tutti quelli che qui o altrove, sono in difficoltà! Consola e conforta tutti i malati nel corpo e nell’anima, tutti i bisognosi e in particolare coloro che sono privi di amici e di soccorso umano! Vieni in aiuto ai rifugiati, agli esiliati e a quanti soffrono ingiustamente nel mondo! Concedi a tutti quelli che sperano in te di agire finché è tempo ed esaudisci quelli che hanno un cuore retto! Raddrizza il nostro cuore per poterci esaudire! Tu eri Dio da ogni eternità, lo sei e lo sarai. Noi siamo felici di poter costruire su di te e di riporre in te la nostra fiducia. Amen.
Karl Barth

II Corinzi 2, 5-11; I Re 16, 29-17,6




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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