26 Novembre 2020
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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: I vostri temi sono di grande rilievo per il Paese

05-12-2015 10:53 - News
XVII ASSEMBLEA DELLA FEDERAZIONE DELLE CHIESE EVANGELICHE IN ITALIA Pomezia (RM), 4 - 8 dicembre 2015

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio di saluto e di augurio di buon lavoro alla XVII Assemblea della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) riunita a Pomezia dal 4 all´8 dicembre: "I temi che avete posto al centro della vostra discussione sono di grande rilievo per l´intero Paese, a partire dalla libertà religiosa che va accompagnata - particolarmente in questo momento storico - con il dialogo tra i credenti, e con quello tra credenti e non credenti, in nome di un umanesimo da condividere, di un pianeta da salvare insieme, di un tessuto di cooperazione e di pace da consegnare alle future generazioni".

Oggi pomeriggio la discussione sulla proposta di legge sulla libertà religiosa vedrà la partecipazione dei giuristi Sara Domianello e Roberto Zaccaria.

Roma, 5 dicembre 2015 (NEV-CS68) - "I temi che avete posto al centro della vostra discussione sono di grande rilievo per l´intero Paese, a partire dalla libertà religiosa, che la Costituzione solennemente sancisce e che tocca a tutti noi assicurare e favorire nella concretezza della vita sociale. La libertà religiosa è fondamento delle stesse libertà civili, e le sue limitazioni, ovunque si manifestino, rappresentano una grave aggressione alla dignità della persona". Lo ha scritto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio di saluto e di augurio di buon lavoro indirizzato all´Assemblea della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) e al presidente della FCEI, Massimo Aquilante, in occasione dell´apertura dei lavori di quella che è una vera e propria assise del protestantesimo storico in Italia.
Il messaggio del Presidente Mattarella così prosegue: "L´ordinamento democratico è chiamato a rimuovere gli ostacoli che si frappongono a un pieno sviluppo della libertà personale, e al tempo stesso a garantire la dimensione pubblica delle fedi religiose, nel rispetto dei diritti universali dell´uomo, tanto più preziosi in un mondo che si trova ad affrontare nuove minacce di guerra e di terrore.
Di certo, la libertà religiosa va accompagnata - particolarmente in questo momento storico - con il dialogo tra i credenti, e con quello tra credenti e non credenti, in nome di un umanesimo da condividere, di un pianeta da salvare insieme, di un tessuto di cooperazione e di pace da consegnare alle future generazioni. La tensione ecumenica di cui siete interpreti e il confronto interreligioso che voi promuovete, può essere d´ausilio, nel nostro paese e oltre i nostri confini.
Sono certo che queste giornate di riflessione aiuteranno non soltanto le vostre comunità, ma l´intero dibattito culturale e civile del paese, a compiere un passo in avanti. La FCEI è impegnata in meritevoli progetti di alto contenuto sociale, come quelli per l´integrazione dei migranti, per l´accoglienza dei profughi, per la dignità e la sostenibilità del lavoro, per la lotta agli sprechi alimentari, per il sostegno alle persone anziane e ai più deboli. Azioni che, mi auguro, utilmente proseguano, orientate verso il bene comune".

I lavori della XVII Assemblea della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) si sono aperti ieri sera a Pomezia (RM), presso l´Hotel Selene, e si protrarranno fino all´8 dicembre. Sono presenti per l´occasione 120 delegati di chiese battiste, luterane, metodiste, valdesi, dell´Esercito della Salvezza e di alcune chiese libere provenienti da tutta Italia. Oggi pomeriggio in discussione la proposta di legge sulla libertà religiosa elaborata da un pool di giuristi, tra cui Sara Domianello e Roberto Zaccaria, che la illustreranno all´Assemblea.

Ieri sera i delegati hanno eletto a presiedere i lavori assembleari Sergio Velluto, membro della chiesa valdese di Torino. Il culto di apertura dell´Assemblea si è svolto questa mattina con la predicazione del pastore metodista George Ennin.

Fonte: NEV - Notizie Evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

N O V E M B R E
Versetto del mese:
“Vengono piangenti e imploranti; li guido,
li conduco ai torrenti, per una via diritta
dove non inciamperanno”
(Geremia 31,9)




Salmo della settimana : 126


Mercoledì 25 Novembre

Bevono il vino in ampie coppe e si ungono con gli oli più pregiati, ma non si addolorano per la rovina del loro paese (Amos 6,6)
Ai ricchi in questo mondo ordina loro di non essere di animo orgoglioso, di non riporre la loro speranza nella incertezza delle ricchezze, ma in Dio, che ci fornisce abbondantemente di ogni cosa perché ne godiamo; di fare del bene, di arricchirsi di opere buone, di essere generosi nel donare, pronti a dare, così da mettersi da parte un tesoro ben fondato per l avvenire,, per ottenere la vera vita (I Timoteo 6, 17-19)

Vieni nel nostro ricco paese, tu che ami i poveri e i deboli, perché il tuo Spirito risvegli il nostro cuore dalla avarizia e dalla indifferenza. Ciò che alimenta la nostra abbondanza si trasformi, per la tua potenza creatrice, in risorse per chi è obbligato a soffrire la fame.
Hans von Lehndorff

I Corinzi 3, 9-15; II Pietro 3, 1-9



Seguire Gesù,
ascoltando la sua voce

commento a Marco 6, 34
"Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose"


Il versetto ci introduce al racconto della moltiplicazione dei pani. È evidente che Marco vuole sottolineare due cose. Da una parte le molte persone, gregge disgregato (mi si scusi il bisticcio!), pecore disorientate, senza meta né scopo. Non c è un pastore, non ci sono punti di riferimento. Dall altra Gesù, solo, che ne ha compassione. Il verbo che esprime questo stato d’animo significa alla lettera “sentirsi muovere le viscere”. Diremmo “sentire stringere il cuore”.
Quante volte la Bibbia – che risale a tempi in cui l’agricoltura e la pastorizia erano al centro della vita – paragona Dio ad un pastore premuroso e attento e Israele ad un gregge più o meno obbediente ai suoi richiami. Ci vengono in mente il Salmo 23 e le immagini del Vangelo di Giovanni dove Gesù dice: Io sono il buon pastore.
Gesù ci invita a seguirlo ascoltando la sua voce. E nel racconto che segue, non solo “insegna molte cose”, ma sa nutrire materialmente. Questo nutrimento passa attraverso i suoi discepoli, che pur esitanti, riescono a trovare del cibo, a portarlo a Gesù che, con le sue parole, le sue richieste, i suoi inviti, coinvolge la folla e fa sì che tutti siano saziati.
Molti si son posti e si pongono tuttora come capi, guide, arringatori di folle, risolutori dei problemi dell’umanità. Si sentono pastori, ma – dice Gesù – sono estranei, mercenari, ladri, briganti. Non sono interessati alle persone, non gli si stringe il cuore, amano solo il potere.
Quanti milioni di pecore senza pastore, oggi! I clandestini che si accalcano sulle nostre spiagge per sfuggire alla fame, i profughi che per non morire sotto le bombe finiscono intruppati in campi senza speranza, le migliaia di disoccupati che cercano di sopravvivere con le loro famiglie, gli afroamericani che reclamano i loro diritti.
Sta a noi, la chiesa del Signore, testimoniare la misericordia di Gesù ed essere coloro che “danno da mangiare”, materialmente e spiritualmente ai milioni di persone che sono greggi senza pastore.

Emmanuele Paschetto






Preghiera


Ai tuoi piedi, Signore,
esponiamo il carico pesante
delle nostre perplessità, dei nostri affanni.
Attendiamo da Te sostegno, conforto e guida.
Soccorri coloro che sono nel bisogno,
consola quanti sono
variamente afflitti ed affretta
l avvento del Tuo Regno
di amore e di pace
su tutta la terra.
Amen
pst. M.Affuso


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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