25 Giugno 2021
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Bisognosi di conforto

31-07-2015 14:29 - Bibbia e attualità
Io ti lodo, Signore! Infatti, dopo esserti adirato con me, la tua ira si è calmata, e tu mi hai consolato
(Isaia 12, 10)


Gesù dice: «Colui che viene a me, non lo caccerò fuori»
(Giovanni 6, 37)


Viviamo in un periodo pieno di incertezze in cui nascono facilmente le paure. Quando le paure cominciano ad attacchire, si è propensi a credere anche l´incredibile (quanti complotti ci sono in atto in giro... tutto pare essere colpa delle scie chimiche!).

Poi ci sono anche delle persone che utilizzano queste paure per propri tornaconti, accrescendo il malessere. Non è un bel periodo quello in cui viviamo: la convivenza è sotto pressione e chi si impegna per una convivenza migliore con diritti e doveri per tutte e tutti, si sente sotto accusa, perché metterebbe in pericolo quel po´ di sicurezza che ancora sembra esserci.

Abbiamo bisogno di conforto. Non di pie parole, non di ragionamenti a buon mercato o moralistici come per esempio, quelli degli amici di Giobbe. Abbiamo bisogno di una consolazione che toglie il peso che sentiamo gravare sulle nostre spalle, che rende l´aria irrespirabile pulita, che libera il nostro cuore. Così facendo intravediamo una nuova prospettiva. Il popolo d´Israele loda il Signore perché ha sperimentato la sua consolazione dopo un periodo difficilissimo. Ha potuto respirare di nuovo, perché ha intravisto la liberazione.

In periodi difficili, ci sentiamo lontani dal Signore, ma quando cominciamo a sentire la Sua presenza, è come se qualcuno camminasse accanto a noi, è come se qualcuno togliesse i pesi dalle nostre spalle, e allora si apre il nostro cuore e riusciamo a respirare meglio.

Che Dio ci dia di sperimentare in questo periodo così difficile la sua consolazione, l´unica che ci libera dalle paure e dalle insicurezze che stiamo vivendo. A partire dalla consolazione ricevuta, che Dio ci conceda di poter camminare accanto alle persone senza respiro, piene di ansia, affinché si aprano orizzonti di speranza e di un futuro vivibile per tutte e tutti.


Fonte: Riforma
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
G I U G N O


Versetto del mese
Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini

(Atti degli apostoli 5,29)




Salmo della settimana: 12

Venerdì 25 Giugno

La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza (Salmo91,4)
Gesù dice: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Giovanni 8,31-32)

Il cristiano è mandato allo scoperto, dove «deve restare saldo» con l unico «scudo della fede» e «l elmo della salvezza» e «la spada dello Spirito, che è la parola di Dio, con ogni sorta di preghiere e di supplica» come armi di difesa e di offesa.
Hans Urs Von Balthasar


Matteo 10, 26-33; Atti degli apostoli 13, 13-25


















Preghiera

Signore siamo deboli, timorosi, piccoli.
Ma forse tu vuoi servirti ugualmente di noi.
Facci entrare nel tuo lavoro, non permetterci di aver vissuto per niente.
Conosci quello che siamo, sai che abbiamo, tutti, sete di te,
della vita, della salvezza che ci offri.
Concedici di essere forti in te. Amen


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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