24 Ottobre 2020
News

Il Vangelo ci parla Daniele 9,18 di Bruno Rostagno

29-01-2015 18:56 - Bibbia e attualità
«O Dio, noi non ti supplichiamo fondandoci sulla nostra giustizia, ma sulla tua grande misericordia.»

Una ricostruzione della società non può che fondarsi sulla giustizia. La ripresa dev´esserci per tutti, non solo per le dieci famiglie più ricche (le quali del resto non hanno bisogno di ripresa, visto che negli ultimi anni hanno raddoppiato il loro reddito). La giustizia è rivendicata da chi paga il maggior prezzo della crisi (chi a 50 anni perde il lavoro). La giustizia deve orientare ognuno nella sua attività, in particolare le persone a cui compete la gestione del territorio, delle scuole, degli ospedali, e naturalmente anche dei tribunali.

Ma esiste un momento in cui non è possibile fondarsi sulla giustizia. È quando si esamina con il massimo di serietà la volontà di Dio; non semplicemente delle regole, delle leggi, ma l´intenzione affettuosa del Liberatore che si è impegnato al nostro fianco e ci ha aperto una via, pieno di attesa nei nostri confronti. Quando vediamo la fiducia che Dio ha riposto in noi e ci rendiamo conto di averlo deluso, di aver fatto il contrario di quello che ci ha detto, non possiamo fondarci sulla nostra giustizia, perché è una cosa assente. L´unica cosa presente, a cui possiamo appellarci per chiedere il suo aiuto, è la sua misericordia, la bontà che si è incarnata in Cristo, venuto per iniziare con noi un nuovo cammino. Dio ci resta fedele, ed è il motivo profondo che ci ci spinge a cercare una ripresa.
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

O T T O B R E
Versetto del mese:
“Cercate il bene della città dove io vi ho fatti deportare,
e pregate il Signore per essa;
poiché dal bene di questa dipende l vostro bene”
(Geremia 29,7)


Salmo della settimana : 119,121-128

Sabato 24 Ottobre

Il Signore risvegliò lo spirito di tutto il popolo; essi vennero e cominciarono a lavorare nella casa del Signore degli eserciti, loro Dio (Aggeo 1, 14)
Non trascurare il dono che è in te e che ti fu dato (I Timoteo 4, 14)

Vieni Creatore, Spirito Santo! Tu crei il mondo. Continua a creare! Rinnova ciò che ha formato. Ricollega ciò che si scolla. Risveglia ciò che è sterile. Ringiovanisci ciò che è vecchio. Dacci degli occhi che vedono la luce , il creato e il non creato. Dacci la forza di portare frutto e di rallegrarci, corpo e anima.
Jörg Zink

Atti degli apostoli 14, 8-18; Geremia 23,1-8


Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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