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Se il papa festeggia Lutero

21-11-2014 17:58 - Ecumenismo
Le conseguenze ecumeniche dell´invito a partecipare al giubileo del 2017

È come se il governo russo invitasse i vertici militari tedeschi a celebrare la commemorazione della battaglia di Stalingrado. Pochi ne hanno sottolineato la felice paradossalità ecumenica, eppure l´invito a partecipare al cinquecentesimo anniversario della Riforma luterana nel 2017, rivolto dal mondo protestante a papa Francesco, è davvero una splendida bomba che potrebbe far esplodere l´angusta gabbia in cui è costretto da tempo il dialogo ecumenico.

Sappiamo bene tutti quanti che, prima dell´elezione di Jorge Mario Bergoglio, i rapporti tra Roma e il mondo riformato erano arrivati forse al punto più basso dai tempi del pre-Concilio Vaticano II. La Santa Sede aveva preferito privilegiare le relazione con gli ortodossi, in chiave di opposizione alla modernità. E si era arrivati al punto di "degradare" le chiese protestanti, un tempo "sorelle", al ruolo di mere "comunità ecclesiali".

L´irruzione sulla scena del papa gesuita, però, sta rivoluzionando tutto. Intanto, Francesco viene dall´Argentina e a Buenos Aires aveva conosciuto bene e aveva buoni rapporti con la comunità valdese locale. Non è un caso che, nell´intervista a Repubblica, li abbia definiti «religiosi di prim´ordine». Da buon pastore latinoamericano, inoltre, ha esperienza della vivacità e del calore spirituale delle chiese pentecostali e con alcuni dei loro pastori, nel tempo, ha tessuto rapporti di vera amicizia (è il caso dell´italiano Traettino, per esempio). Infine, Bergoglio è un figlio spirituale di Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, cioè l´ordine religioso che - pochi lo mettono in rilievo - pur avendo giocato un ruolo di primo piano nella Controriforma, fu spesso sospettato, all´interno della Chiesa cattolica, di cedimento al protestantesimo. Accuse che sono riecheggiate, pari pari, nei giorni scorsi, quando alcuni vescovi a cardinali conservatori hanno accusato il papa di aver gestito il recente Sinodo sulla famiglia in maniera troppo "protestante".

Francesco accetterà l´invito a partecipare al giubileo della Riforma, in occasione dell´anniversario dell´affissione delle 95 tesi sul portone della chiesa del castello di Wittenberg? Non lo so, e penso che ancora non lo sappia nessuno. Ma se dovesse accadere, vorrà dire che saremo entrati ufficialmente in una nuova era: quella della piena riconciliazione tra le diverse chiese dell´Ecumene cristiana.

Fonte: Riforma
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

A P R I L E
Versetto del mese
Cristo è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura
(Colossesi 1,15)


Salmo della settimana: 23

Lunedì 19 Aprile


I passi dell’onesto sono guidati dal Signore; egli gradisce le sue vie. Se cade, non è però abbattuto, perché il Signore lo sostiene prendendolo per mano ( Salmo 37, 23-24)
In tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati (Romani 8,37)


Una luce invisibile ci circonda ogni qualvolta operiamo ispirati da Cristo, ed è per noi scudo, fortezza, spada e balsamo di vita. Cristo è la sola vera potenza. Il resto turbina attorno a Lui per essere un giorno dominato, vinto e redento.
Carlo Lupo



Giovanni 10, 1.10; Colossesi 3, 18-41


Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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