27 Febbraio 2021
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Sinodo delle chiese valdesi e metodiste. Si apre a Torre Pellice il 24 agosto

30-07-2014 15:16 - News

Manca appena un mese all´annuale Sinodo delle chiese metodiste e valdesi che si terrà, com´è tradizione, alla "Casa valdese" di Torre Pellice (Torino). Quest´anno i 180 delegati di chiese - per metà pastori e per metà "laici" - si riuniranno per i lavori sinodali dal 24 al 29 agosto. I temi che la Tavola valdese presenterà al Sinodo riguardano la vita delle chiese, la valutazione del nuovo sguardo sul campo di lavoro avviato negli anni scorsi, la formazione pastorale, il cammino dell´essere chiesa insieme, la diaconia, il progetto della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) Mediterranean Hope, il lancio di un quotidiano online da affiancare al settimanale cartaceo "Riforma". "Nonostante le tante difficoltà, vogliamo affrontare i problemi che ci stanno di fronte con la gioia e la gratitudine a cui ci richiama la Parola di Dio", ha dichiarato il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese.

A dare il via a questo significativo appuntamento nell´ambito del protestantesimo storico italiano sarà un culto solenne, che avrà luogo il 25 agosto alle 15.30 nel tempio di Torre Pellice. La predicazione è affidata al pastore Claudio Pasquet.

I lavori dell´assemblea saranno preceduti sabato 23 dai pre-sinodi delle donne e dei giovani. Il primo, organizzato dalla Federazione donne evangeliche in Italia (FDEI), avrà come tema "Costruire nuove relazioni"; il secondo, organizzato dalla Federazione giovanile evangelica in Italia, s´intitolerà "Il nuovo, l´occulto e l´ignoto. Imparare a conoscere e condividere nella mediazione".
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

F E B B R A I O
Versetto del mese:
Rallegratevi perché i vostri nomi
Sono scritti nei cieli
(Luca 10, 20)
Salmo della settimana:63


Sabato 27 Febbraio

Dio circondò il suo popolo, ne prese cura, lo custodì come la pupilla dei suoi occhi. Come una aquila che desta la sua nidiata, volteggia sopra i suoi piccini, spiega le sue ali, li prende e li porta sulle penne (Deuteronomio 32, 10-11)
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù (Filippesi 4,7)

Il fiume / non trova la sua pace / finché non è al mare / finché non è più lui / ma acqua nell’acqua sterminata. / Così è per la vita umana. / Il nostro breve corso / non trova riposo / che nell oceano infinito di Dio.
Carlo Lupo


Romani 6, 12-18; Luca 11, 14-28





Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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