23 Gennaio 2021
News

Il Vangelo ci parla - Marco 5,19-20 di Letizia Tomassone

26-06-2014 21:26 - Bibbia e attualità

«Gesù gli disse: "Va´ a casa tua dai tuoi, e racconta loro le grandi cose che il Signore ti ha fatte, e come ha avuto pietà di te". Ed egli se ne andò e cominciò a proclamare nella Decapoli le grandi cose che Gesù aveva fatte per lui. E tutti si meravigliavano.»

Gesù guarisce e cerca così di infondere libertà e gioia nella vita di chi incontra. Non crea però un legame di dipendenza ma fa crescere la persona nella sua autonoma capacità di giudizio. In questo racconto, Gesù non vuole che l´indemoniato guarito lo segua, ma lo rimanda alla sua vita, alla sua città, al suo contesto locale. E´ lì che la sua nuova libertà deve trovare spazio.

La libertà di coscienza fa parte della pienezza della dignità umana, della vita umana. E questo in ogni paese e in ogni diversa cultura. E´ un dato incomprimibile dell´esistenza umana, e la prassi di Gesù esalta questa capacità umana, la alimenta. Libera dai vincoli che tengono prigioniera la vita: le malattie, i demoni interiori e le grandi forze sociali oppressive.

Quando appoggiamo la ricerca di libertà di coscienza di qualcuno in un contesto ostile possiamo ricordare queste parole di Gesù: la libertà di cui ognuno di noi gode è frutto di un dono. Un dono da condividere. La libertà allora crea gioia: la meraviglia delle persone di fronte al racconto dell´indemoniato non nasce solo dalla guarigione, ma dal fatto che Gesù lo rende libero. Non sostituisce una dipendenza con un´altra, ma con la ricostruzione delle sue relazioni. La fede ci rimanda così alla nostra vita, dove ricostruire le nostre relazioni lacerate da quelle prigioni che l´avevano rinchiusa. La fede è apertura e rinascita, e dà motivo di gioia quando è comunicata.
UN GIORNO E INA PAROLA
2021
VERSETTO DELL'ANNO
" Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro "
Luca ( 6 36 )

GENNAIO

Versetto del mese :
Molti van dicendo : " chi ci farà vedere il bene, se da noi , Signore, è fuggita la luce del tuo volto?"
Salmo ( 4 , 6

Salmo della settimana : 40

Venerdì 22 Gennaio


I figli d Israele torneranno a cercare il Signore, loro Dio, e Davide, loro re, e ricorreranno tremanti al Signore e alla sua bontà, negli ultimi giorni (Osea 3, 5)
E’ Dio che produce in voi il volere e l agire, secondo il suo disegno benevolo (Filippesi 2, 13)


La fede ha il suo inizio quando l uomo comincia a disperare di se stesso e a rendersi conto che deve confidare solo in Dio.
Huldrych Zwingli


Geremia 14, 1-9; Luca 6, 17-26







Preghiera


Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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