26 Novembre 2020
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XVII Febbraio. Gli evangelici italiani celebrano la festa delle libertà civili

13-02-2014 12:17 - Bibbia e attualità
Tra i temi affrontati dalle chiese la crisi, i 30 anni delle Intese, la Grande guerra

Il XVII febbraio è la festa dei protestanti italiani. Una festa civile piuttosto che religiosa perché ricorda la firma, nell´anno 1848, delle Lettere Patenti con cui il re Carlo Alberto estendeva i diritti civili ai suoi sudditi valdesi. La decisione fu accolta dalla popolazione valdese del Piemonte con grande entusiasmo e salutata con una festa attorno a dei grandi falò. La tradizione dei "Falò della libertà" continua ancora oggi e anche quest´anno se ne accenderanno moltissimi non solo nei luoghi storici della presenza valdese, ma anche in altre località della penisola dove esiste una presenza protestante. Attorno a questa ricorrenza - intrecciata con la Settimana della Libertà che i protestanti italiani celebrano ogni anno a cavallo del 17 febbraio, dedicandola a temi che riguardano l´impegno nella società - sono molte le iniziative organizzate in tutta Italia (vedi appuntamenti).

A Torino, il XVII Febbraio sarà l´occasione per riflettere sul tema delle nuove e vecchie povertà e del disagio sociale prodotto dalle attuali condizioni economiche. Ne discuteranno, giovedì 13, nella tavola rotonda intitolata "Mano nella crisi?", Francesco Sciotto, direttore del Centro Diaconale "La Noce" di Palermo, Elide Tisi vicesindaco di Torino, il deputato Giorgio Airaudo, Rino Sciaraffa dell´Onlus "Compassion" e David Sorani, vicepresidente della Comunità ebraica di Torino. A Torre Pellice (TO), venerdì 14, e a Napoli, sabato 15, si rifletterà sui 30 anni dell´Intesa tra lo Stato italiano e la chiesa valdese, siglata il 21 febbraio del 1984. A Roma le chiese propongono una riflessione storica sul Centenario dello scoppio della I guerra mondiale, con una conferenza di Antonio Adamo dal titolo "Le chiese nel 1914: ottimismo e inquietudine sull´orlo dell´abisso".

Infine, a Milano lunedì 17 la Consulta per la laicità delle istituzioni organizza l´incontro "Pluralismo, Diritti, Uguaglianza dei cittadini. Milano città aperta. Dalla ´Carta di Milano´ una nuova spinta per la libertà di religione e d´opinione", incentrato sui rapporti tra le istituzioni e le comunità religiose presenti nel capoluogo lombardo. Da non dimenticare, infine, l´altro anniversario che caratterizza la giornata del 17 febbraio e che vedrà l´Associazione nazionale del libero pensiero "Giordano Bruno" commemorare a Roma a Campo dei Fiori, il rogo del filosofo nolano, arso dall´inquisizione il 17 febbraio 1600.

UN GIORNO UNA PAROLA
2020

N O V E M B R E
Versetto del mese:
“Vengono piangenti e imploranti; li guido,
li conduco ai torrenti, per una via diritta
dove non inciamperanno”
(Geremia 31,9)




Salmo della settimana : 126


Mercoledì 25 Novembre

Bevono il vino in ampie coppe e si ungono con gli oli più pregiati, ma non si addolorano per la rovina del loro paese (Amos 6,6)
Ai ricchi in questo mondo ordina loro di non essere di animo orgoglioso, di non riporre la loro speranza nella incertezza delle ricchezze, ma in Dio, che ci fornisce abbondantemente di ogni cosa perché ne godiamo; di fare del bene, di arricchirsi di opere buone, di essere generosi nel donare, pronti a dare, così da mettersi da parte un tesoro ben fondato per l avvenire,, per ottenere la vera vita (I Timoteo 6, 17-19)

Vieni nel nostro ricco paese, tu che ami i poveri e i deboli, perché il tuo Spirito risvegli il nostro cuore dalla avarizia e dalla indifferenza. Ciò che alimenta la nostra abbondanza si trasformi, per la tua potenza creatrice, in risorse per chi è obbligato a soffrire la fame.
Hans von Lehndorff

I Corinzi 3, 9-15; II Pietro 3, 1-9



Seguire Gesù,
ascoltando la sua voce

commento a Marco 6, 34
"Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose"


Il versetto ci introduce al racconto della moltiplicazione dei pani. È evidente che Marco vuole sottolineare due cose. Da una parte le molte persone, gregge disgregato (mi si scusi il bisticcio!), pecore disorientate, senza meta né scopo. Non c è un pastore, non ci sono punti di riferimento. Dall altra Gesù, solo, che ne ha compassione. Il verbo che esprime questo stato d’animo significa alla lettera “sentirsi muovere le viscere”. Diremmo “sentire stringere il cuore”.
Quante volte la Bibbia – che risale a tempi in cui l’agricoltura e la pastorizia erano al centro della vita – paragona Dio ad un pastore premuroso e attento e Israele ad un gregge più o meno obbediente ai suoi richiami. Ci vengono in mente il Salmo 23 e le immagini del Vangelo di Giovanni dove Gesù dice: Io sono il buon pastore.
Gesù ci invita a seguirlo ascoltando la sua voce. E nel racconto che segue, non solo “insegna molte cose”, ma sa nutrire materialmente. Questo nutrimento passa attraverso i suoi discepoli, che pur esitanti, riescono a trovare del cibo, a portarlo a Gesù che, con le sue parole, le sue richieste, i suoi inviti, coinvolge la folla e fa sì che tutti siano saziati.
Molti si son posti e si pongono tuttora come capi, guide, arringatori di folle, risolutori dei problemi dell’umanità. Si sentono pastori, ma – dice Gesù – sono estranei, mercenari, ladri, briganti. Non sono interessati alle persone, non gli si stringe il cuore, amano solo il potere.
Quanti milioni di pecore senza pastore, oggi! I clandestini che si accalcano sulle nostre spiagge per sfuggire alla fame, i profughi che per non morire sotto le bombe finiscono intruppati in campi senza speranza, le migliaia di disoccupati che cercano di sopravvivere con le loro famiglie, gli afroamericani che reclamano i loro diritti.
Sta a noi, la chiesa del Signore, testimoniare la misericordia di Gesù ed essere coloro che “danno da mangiare”, materialmente e spiritualmente ai milioni di persone che sono greggi senza pastore.

Emmanuele Paschetto






Preghiera


Ai tuoi piedi, Signore,
esponiamo il carico pesante
delle nostre perplessità, dei nostri affanni.
Attendiamo da Te sostegno, conforto e guida.
Soccorri coloro che sono nel bisogno,
consola quanti sono
variamente afflitti ed affretta
l avvento del Tuo Regno
di amore e di pace
su tutta la terra.
Amen
pst. M.Affuso


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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