20 Ottobre 2020
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IN QUESTA NOTTE SANTA Preghiera di Giuseppe Farinella

30-12-2013 16:17 - News
In questa Notte Santa,
all´interno di una grotta,
è nato un piccolo grande essere,
Il Salvatore del mondo,
Il Re dei Re.
E´ nato ultimo tra gli ultimi,
Lui che è Re,
Re dei Re.
Gli mancano il fuoco ed i panni per riscaldarsi,
ma un bue ed un asinello lo riscaldano.
Poteva nascere in un sontuoso palazzo.
Poteva nascere nella ricchezza, nell´abbondanza.
Ma Lui è voluto venire al mondo nell´umiltà,
nella povertà.
Lui che è il Re dei Re,
il Salvatore del mondo,
perché ha fatto dell´umiltà,
della semplicità,
la sua forza.
Oh Signore quante volte penso a quella Notte Santa,
a quella grotta,
in cui Tu sei nato,
ed ogni anno in tutto il mondo si rinnova questo mistero.
Ma quella Notte Santa,
quella grotta,
dove Tu Salvatore del mondo sei nato,
è presente nel mio cuore ogni giorno,
perché Natale,
il Natale della vita,
questo mistero meraviglioso,
si rinnova ogni giorno con Te.
Perché Tu ci hai insegnato a non essere più ciechi,
a non essere più sordi,
ad aiutare anche chi non ci aiuta,
ad amare anche chi non ci ama,
a capire anche chi non ci capisce,
a perdonare anche chi non perdona,
ad ascoltare anche chi non ci ascolta,
a donare anche a chi non è disposto a donare.
Tu sei la nostra luce oh Signore,
che viene da quella grotta,
e si è accesa in quella Notte Santa,
quella luce che illumina e riscalda il cammino ed il cuore dell´umanità,
rinata a nuova vita.
Signore resta con noi,
avremo la luce,
non avremo più freddo nei cuori,
non avremo paura,
perché Tu sei con noi,
fino alla fine del mondo.

Giuseppe Farinella


Fonte: Luccavaldese
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

O T T O B R E
Versetto del mese:
“Cercate il bene della città dove io vi ho fatti deportare,
e pregate il Signore per essa;
poiché dal bene di questa dipende l vostro bene”
(Geremia 29,7)


Salmo della settimana : 119,121-128

Martedì 20 Ottobre

Nel giorno della prosperità godi del bene, e nel giorno dell’avversità rifletti. Dio ha fatto l’uno come l’altro, affinché l’uomo non scopra nulla di ciò che sarà dopo di lui (Ecclesiaste 7,14)
Sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno (Romani 8,28)

Forse l’essere umano non è assolutamente finito, si forma e si crea nell’esperienza della vita, nella lotta dello Spirito, nelle prove del suo destino. L’essere umano non è altro che il disegno di Dio.
Nikolaj Berdjajev

Luca 5, 12-16; Geremia 18, 1-12


Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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