23 Agosto 2019

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LA SCUOLA DEI BARBA

Generico
Frammenti di una storia memorabile
Sopravvive nelle Alpi Cozie e si è diffusa nel mondo una minoranza religiosa che ha resistito per otto secoli ad una continua repressione con innumerevoli tentativi di sterminio. La sua storia e i luoghi dove si coltiva la memoria del suo passato sono tuttora segno di una forza che supera ogni ostacolo. Solo la fede in Dio può dare tanta forza per continuare a testimoniare della Sua Grazia.

A partire dal 1200 troviamo Valdesi in tutta Europa. Si erano diffusi non solo in Provenza, la terra dove avevano avuto origine, ma in Germania, in Boemia. In Italia ve ne sono in Puglia, in Calabria, in Lombardia, e in molte valli del Piemonte.

La loro vita non è facile. Se riconosciuti, vengono arrestati, incarcerati, torturati, uccisi perlopiù con il rogo. Ma molti continuano a predicare il Vangelo e a confortare i sofferenti percorrendo tutta l´Europa. Sono i Barba, che si preparano alla loro missione in scuole disseminate un po´ dappertutto.

A Pradeltorno, in Val d´Angrogna, si può visitare il Coulége di Barba, antico gruppo di case che si tramanda essere appunto una di queste scuole. Nel Coulége i Barba trascorrevano una sobria vita comunitaria, guidati da quelli di loro che erano più anziani. Imparavano a memoria lunghi brani dell´Antico e del Nuovo Testamento, copiavano i Vangeli e scrivevano sermoni morali ed edificanti.

Di loro abbiamo una testimonianza in uno scritto occitano, La Nobla Leyçon:

Ma dopo gli apostoli vennero alcuni dottori che insegnavano la via di Cristo nostro Salvatore. E ancora se ne trova qualcuno al tempo presente, che è conosciuto da pochissima gente. La via di Gesù Cristo vorrebbero mostrare ma sono tanto perseguitati che appena lo possono fare. La Scrittura però lo dice, e lo possiamo vedere, che se c´è qualcuno di buono che ama e teme Gesù Cristo, che rifiuti di maledire, giurare, mentire, commettere adulterio, uccidere, rubare, né voglia vendicarsi dei suoi nemici, dicono che è Valdese e merita la morte.

Con l´adesione alla Riforma Protestante le scuole furono chiuse. I nuovi predicatori, ministri o pastori, venivano formati nella Ginevra di Calvino. Attualmente i pastori si preparano nella Facoltà Valdese di Teologia, con sede a Roma.

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 70

Venerdì 23 Agosto

A te, Signore, la grandezza, la potenza e la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo. (I Cronache 29,11)
Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria l’onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono (Apocalisse 4,11)

Tu sei più d’ogni cosa / Come è possibile cantarti? / Potrà mai la parola celebrarti, se nessuna voce può esprimerti?/ Ogni cosa parla diTe / Ciò che ha voce e ciò che non ha voce / Ogni cosa onora Te / Ciò che ha intelletto e ciò che non ha intelletto / A Te si innalzano i desideri di tutti / A Te le sofferenze di tutti / Tutto il creato supplica Te / quanto comprende il Tuo universo / a Te eleva un inno silenzioso
Gregorio di Nazianzio

Geremia 1, 11-19; Matteo 11, 20-24


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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