07 Marzo 2021
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LA SCUOLA DEI BARBA

Generico
Frammenti di una storia memorabile
Sopravvive nelle Alpi Cozie e si è diffusa nel mondo una minoranza religiosa che ha resistito per otto secoli ad una continua repressione con innumerevoli tentativi di sterminio. La sua storia e i luoghi dove si coltiva la memoria del suo passato sono tuttora segno di una forza che supera ogni ostacolo. Solo la fede in Dio può dare tanta forza per continuare a testimoniare della Sua Grazia.

A partire dal 1200 troviamo Valdesi in tutta Europa. Si erano diffusi non solo in Provenza, la terra dove avevano avuto origine, ma in Germania, in Boemia. In Italia ve ne sono in Puglia, in Calabria, in Lombardia, e in molte valli del Piemonte.

La loro vita non è facile. Se riconosciuti, vengono arrestati, incarcerati, torturati, uccisi perlopiù con il rogo. Ma molti continuano a predicare il Vangelo e a confortare i sofferenti percorrendo tutta l´Europa. Sono i Barba, che si preparano alla loro missione in scuole disseminate un po´ dappertutto.

A Pradeltorno, in Val d´Angrogna, si può visitare il Coulége di Barba, antico gruppo di case che si tramanda essere appunto una di queste scuole. Nel Coulége i Barba trascorrevano una sobria vita comunitaria, guidati da quelli di loro che erano più anziani. Imparavano a memoria lunghi brani dell´Antico e del Nuovo Testamento, copiavano i Vangeli e scrivevano sermoni morali ed edificanti.

Di loro abbiamo una testimonianza in uno scritto occitano, La Nobla Leyçon:

Ma dopo gli apostoli vennero alcuni dottori che insegnavano la via di Cristo nostro Salvatore. E ancora se ne trova qualcuno al tempo presente, che è conosciuto da pochissima gente. La via di Gesù Cristo vorrebbero mostrare ma sono tanto perseguitati che appena lo possono fare. La Scrittura però lo dice, e lo possiamo vedere, che se c´è qualcuno di buono che ama e teme Gesù Cristo, che rifiuti di maledire, giurare, mentire, commettere adulterio, uccidere, rubare, né voglia vendicarsi dei suoi nemici, dicono che è Valdese e merita la morte.

Con l´adesione alla Riforma Protestante le scuole furono chiuse. I nuovi predicatori, ministri o pastori, venivano formati nella Ginevra di Calvino. Attualmente i pastori si preparano nella Facoltà Valdese di Teologia, con sede a Roma.
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A R Z O
Versetto del mese:
Gesù rispose: «Vi dico che se costoro tacciono, le pietre grideranno
(Luca 19: 40)

Salmo della settimana: 34


Domenica 7 Marzo I miei occhi sono sempre rivolti al Signore (Salmo 25,15)
Nessuno che abbia messo la mano all aratro e poi volga lo sguardo indietro, è adatto per il regno di Dio (Luca 9,62)


Alzati e dì loro tutto quello che io ti comanderò (Geremia 1, 17)
Noi non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù quale Signore (II Corinzi 4,5)


E l uomo vuole lodarti, una particella del tuo creato, che si porta attorno il suo destino mortale, che si porta attorno la prova del suo peccato e la prova che tu resisti ai superbi. Eppure l’uomo, una particella del suo creato, vuole lodarti. Sei tu che lo stimoli a dilettarsi delle tue lodi, perché ci hai fatti per te, e il nostro cuore non ha pace finché non riposa in te.
Agostino di Ippona



Luca 9, 57-62; I Re 19, 1-13a




Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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