21 Maggio 2018
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Lutero e la Riforma

18-09-2017 - Intervista a Paolo Ricca - le interviste
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"Lutero non è stato scomunicato perché era riformatore, è diventato riformatore perché è stato scomunicato"

"Francesco fa il papa senza esibire i poteri papali"
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RICERCA FILOSOFICA ED ESPERIENZA RELIGIOSA. INTERVISTA AD ADRIANO FABRIS

31-07-2017 - Intervista a Adriano Fabris - le interviste
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T.P. Professor Fabris, Lei è uno studioso di Filosofia della religione, una disciplina che mette in relazione due mondi che fra loro differiscono non poco: su quale piano tuttavia essi s´incontrano? Ma anzitutto, che cosa esprimono essenzialmente i termini "filosofia" e "religione"?
A.F. Filosofia...
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Claudio Pasquet: vivere la Riforma significa andare controcorrente

22-07-2017 - Intervista a Claudio Pasquet - le interviste
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Il pastore valdese Claudio Pasquet è stato eletto nel Comitato esecutivo (CE) della Comunione mondiale delle chiese riformate (CMCR) dalla recente Assemblea generale dell´organismo mondiale tenutasi a Lipsia (Germania) dal 28 giugno all´8 luglio. Lo abbiamo intervistato

440 delegati di chiese prov...
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La riconciliazione

13-01-2017 - Intervista a Luca Maria Negro - le interviste
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È il tema della Settimana di preghiera per l´unità dei cristiani 2017. Intervista a Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia.

L´amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione: è il motto biblico, ispirato al capitolo 5 della seconda lettera dell´aposto...
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Paolo Ricca: La Riforma ha fatto bene anche alla Chiesa cattolica

29-11-2016 - Intervista a Paolo Ricca - le interviste
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Per il teologo valdese Paolo Ricca "il Concilio di Trento ha rielaborato anche alcune istanze protestanti, sia pure in altra forma. E ciò ha aiutato i cattolici a ripensarsi"

Paolo Ricca lo ripete da tempo: l´ecumenismo non è una questione di galateo fra le Chiese. "E il modo in cui ci accingiamo ...
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Il pastore Negro: «L´intervista di Francesco mi dà gioia»

19-11-2016 - Intervista a Luca Maria Negro, presidente della Fcei - le interviste
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«L´intervista del Papa ad Avvenire mi ha dato molta gioia, ne ho già sottolineato vari punti». Luca Maria Negro, presidente della Federazione italiana delle Chiese evangeliche, tiene sotto mano le pagine di Avvenire con le evidenti sottolineature.

La prima, pastore Negro?

La valutazione 500 anni do...
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Che cos´è la filosofia della religione? Intervista ad Andrea Aguti

21-10-2016 - Intervista a Andrea Aguti - le interviste
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Professor Aguti: è possibile risalire a un atto di nascita della filosofia della religione?

Se intendiamo la filosofia della religione come una riflessione razionale sul fenomeno religioso, e quindi sul rapporto tra l´uomo e il Divino, si può senz´altro affermare che la filosofia della religione n...
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SUMAYA, CONSIGLIERA MILANESE COL VELO

11-10-2016 - Intervista a Sumaya Abdel Qader - le interviste
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Il velo? Il mio atto di devozione verso Dio. Non un simbolo, non un´identità

Sumaya Abdel Qader è la prima consigliera musulmana del Comune di Milano [...]. Madre di tre figli, 38 anni, è figlia di immigrati giordano-palestinesi ed è laureata in biologia, in lingue e culture straniere e in sociol...
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Erri De Luca artista ispirato – Ha imparato l´ebraico per capire la Bibbia

30-07-2016 - Intervista a Erri De Luca - le interviste
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Il grande autore italiano non ha dubbi: "La chiesa non è la mia casa". Ma ciò non gli ha impedito di imparare l´ebraico antico allo scopo di comprendere meglio le Scritture d´Israele. Nell´intervista, parla del suo rapporto col testo biblico e delle sue lotte politiche. Incontro con un artista im...
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Verso il Sinodo valdese-metodista: a colloquio con il moderatore Bernardini

28-07-2016 - Intervista a Eugenio Bernardini - le interviste
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La spiritualità, nelle chiese del protestantesimo storico, è un oggetto un po´ sconosciuto, difficile a definirsi: come uno di quei calciatori che non si sa bene in che ruolo giochino, ma che quando per infortunio sono assenti lasciano un vuoto che preoccupa l´allenatore. Dello stato della spirit...
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Clavairoly - l´accoglienza al primo posto

07-07-2016 - Intervista a François Clavairoly - le interviste
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Il pastore François Clavairoly, presidente della Federazione protestante di Francia (FPF), gli scorsi 27 e 28 giugno si è recato a Roma dove ha visitato – tra l´altro - la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). Scopo della visita era quello di riallacciare i rapporti tra le due Fe...
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«Alziamo lo sguardo di fronte alle sfide che ci attendono»

02-06-2016 - Intervista a Alessandra Trotta - le interviste
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Alessandra Trotta, dopo sette anni, lascia il mandato al vertice dell´Opcemi. L´abbiamo intervistata in occasione della Consultazione metodista (27/29 maggio)

L´appuntamento annuale con la Consultazione metodista, a Ecumene (Velletri, in provincia di Roma) dal 27 al 29 maggio, sarà un passaggio pa...
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Una Federazione in dialogo con la sua storia e il suo presente

22-05-2016 - Intervista a Francesca Litigio - le interviste
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Intervista a Francesca Litigio, neo segretaria della Federazione giovanile evangelica in Italia (Fgei)

A conclusione del XX Congresso della Federazione giovanile evangelica in Italia (Fgei), che si è svolto dal 22 al 25 aprile scorsi presso il Centro metodista Ecumene, a Velletri (Roma), è stata e...
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La famiglia, tra aperture significative e schemi (e gabbie) tradizionali

15-04-2016 - Intervista a Paolo Ribet - le interviste
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Lo scorso 8 aprile è stata resa pubblica l´Esortazione apostolica post-sinodale "Amoris Letitia" scritta da papa Francesco. A questo proposito abbiamo rivolto alcune domande al pastore valdese Paolo Ribet, coordinatore della Commissione "Famiglie, matrimonio, unioni civili", nominata dalla Tavola...
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NON PERDERE LE OCCASIONI

10-03-2016 - Intervista a Domenico Maselli - le interviste
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Convegno di primavera a Catania nel 2008 dove l´ha intervistato sulle difficoltà dell´ecumenismo Elena Covini.

In questo momento difficile per l´ecumenismo, quale pensa sia l´urgenza maggiore per chi è impegnato nel movimento ecumenico?
Credo che dobbiamo riuscire a mantenere i nervi saldi. Resist...
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UN GIORNO UNA PAROLA

SABATO 19 MAGGIO

Egli guarisce chi ha il cuore spezzato e fascia le loro piaghe (Salmo 147,3)

Gesù li accolse e parlava loro del regno di Dio, e guariva quelli che avevano bisogno di guarigione (Luca 9,11)

Tu sei il pastore che porta le pecore deboli, portami nelle nelle tue braccia. Tu sei il medico che si prende cura dei malati, vieni a me nella tua misericordia. Io sono in verità debole e malato; vieni a me, porgimi la tua bevanda di vita, donami ristoro con la tua benedizione.

Joachim Neander

Giovanni 16,5-15; Ebrei 9,16-28

PREGHIERA

Il Cristo vivente è con noi e con
tutta l’umanità,
tutti i giorni fino alla fine dell’età
presente.
Camminiamo in pace, nella
forza della fede, nella solidarietà
dell’amore e nella gioia della
speranza, e la pace di Dio ci
custodisca, ora e sempre. Amen.

IL SERMONE DI STEFANO

Marco 1,14-20

domenica 21 gennaio 2018 - Omelia presso la Cattedrale di Lucca durante la SPUC

"Convertitevi e credete al Vangelo". Care sorelle e cari fratelli, convertirsi significa cambiare rotta decisamente, in modo drastico, come sanno bene i navigatori che oggi usiamo nelle nostre auto e che insistono quando sbagliamo strada: "fare inversione di marcia appena possibile".

E spesso consideriamo questa conversione in relazione ad una cattiva abitudine, che chiamiamo peccato.
Ma qui l´vangelo di Marco presenta un cambiamento di rotta per andare verso qualcosa di bello, anzi di bellissimo, che attrae e che che conquista:
La persona di Gesù.

Queste sono le prime parole della predicazione di Gesù in Marco.
Giovanni il battista è fermo, prigioniero: Gesù al contrario cammina, inizia il suo movimento e il suo ministero. Dicendo: il tempo è compiuto, il regno è vicino.
Convertitevi, e credete al vangelo, cioè alla buona notizia, una buona notizia che si capisce subito, ha molto a che fare con questo giovane uomo che predica, anzi, lui è la buona notizia. Se ne accorgono ben presto le persone che lo seguono.
Tra queste persone ci sono i primi quattro discepoli, che lui chiama mentre sono immersi nella loro normale vita quotidiana di pescatori della Galilea.
Interessante che un simile invito ci venga rivolto in questa domenica nella settimana di preghiera per l´unità dei cristiani: occasione per cui mi trovo qui, in questa chiesa che è il cuore della Diocesi di Lucca: grazie vescovo Italo, grazie don Mauro Lucchesi per l´invito e per l´accoglienza.
Che cosa può dirci questo vangelo di oggi a livello ecumenico? Vi propongo tre percorsi di riflessione.

Il primo: cosa vuol dire convertirsi in senso ecumenico? il nostro ecumenismo ha bisogno di conversione? Qualcuno ha detto - don Mauro me lo ha ricordato ieri sera - che noi cristiani delle diverse chiese siamo come i raggi di una ruota, e al centro c´è Cristo. Più ci convertiamo insieme, e più andiamo verso il centro della ruota.
La conversione non è un movimento disordinato o a zig-zag che ci porta in direzioni diverse, come le nostre divisioni hanno fatto nei secoli: la conversione è un´esperienza tanto spirituale quanto umana che ci porta per forza verso il centro della nostra comune fede, che è Cristo.
E quel vangelo, quella buona notizia a cui Cristo ci invita a credere, è la stessa buona notizia per noi tutti e tutte: la buona notizia di un Dio follemente innamorato dell´umanità che ci cerca, ci perdona, ci ama, ci salva.
In senso ecumenico convertirsi significa fare la stessa strada verso Dio, rinunciare insieme a ciò che ci rallenta in questo cammino, come i pregiudizi, la scarsa conoscenza tra di noi, la paura infondata di contaminarci. Convertitevi e credete all buona notizia.

La seconda riflessione: cosa vuol dire seguire Cristo in senso ecumenico?
in che modo lo seguiamo? facciamo a gara per vedere quale chiese sia la più brava? lo seguiamo perché nessuno in fondo è bravo a seguirlo come noi? o come due amici seduti in riva al lago, cerchiamo di pescare più uomini dell´altra chiesa, di convertire più fedeli degli altri?
O non è in fondo anche questo un segno di unità? seguire Cristo: quante storie di vita e di fede sono presenti qui oggi in ciascuno e ciascuna di noi. Storie vere, vissute, fatte di certezze e di dubbi, di gioie e di dolori, tutte accomunate dall´esperienza di aver voluto un giorno seguire questo Gesù.
In senso ecumenico seguire Cristo significa di nuovo caminare insieme, anche se per sentieri diversi, dietro alla stessa identica persona. Dietro, e non davanti, antica tentazione di tutti, specie dei ministri delle chiese. A ragione le nuove traduzioni della Bibbia preferiscono tradurre "venite dietro a me" invece del classico "seguimi". Non si sa mai.

Terza riflessione: è curioso che la chiamata sia rivolta ai primi quattro discepoli mentre si trovano su due barche diverse, anche se in fondo si fa la stessa cosa, lo stesso mestiere di famiglia.
La barca è un antico simbolo della chiesa. Forse mi azzardo forzando il testo, ma penso alle nostre barche, alle nostre chiese.
E poi, altra curiosità o coincidenza, su queste barche si trovano Simon-Pietro, Andrea, Giovanni, grandi protagonisti nella compagnia dei dodici, e per alcuni teologi simbolo Simon-Pietro dei cattolici, Andrea degli ortodossi, Giovanni dei protestanti (anche se altri giustamente propongono Paolo piuttosto che Giovanni). Può suonare strano, ma per seguire Cristo devono lasciare la loro barca. Non fraintendermi: non è un invito a lasciare le nostre chiese, ma piuttosto questo lasciare la barca sembra dirci di non fare della propria chiesa una realtà assoluta e dominante, l´unica vera barca che esista, quella più barca delle altre barche, più chiesa delle altre chiese.
E´ un´altra la barca alla quale Gesù li chiama, una barca che attraverserà i secoli, fatta da diversi ambienti, con diverse vele, pronta ad accogliere uomini e donne di ogni lingua, popolo e nazione, in ogni tempo, con il miracolo più grande di tutti: al governo della barca ha lasciato noi, che rispetto a Dio è come lasciare il timone in mano a certi capitani della Costa Concordia. Eppure siamo arrivati fino ad oggi, perché in fondo al timone c´è sempre stato lui, a soffiare sulle vele c´è sempre stato lo Spirito, nonostante i nostri calcoli e i nostri errori di navigazione.
Più abbandoniamo la presunzione di essere nella vera barca, e più diventiamo insieme equipaggio dell´avventura più straordinaria della storia: quella di un Dio che si fa uomo, e che facendosi uomo ci apre l´orizzonte della salvezza e della speranza. A questo servono le nostre barche, le nostre chiese: ad essere il luogo, le comunità dove gustiamo e condividiamo questa avventura.

Care sorelle, cari fratelli,

insieme riconosciamo che il tempo è compiuto, perché quel tempo ha cambiato le nostre vite e trasfigura ancora oggi il nostro tempo. Sul piano ecumenico resta ancora qualcosa di incompiuto: noi oggi abbiamo condiviso l´ascolto e l´annuncio della Parola, ma non possiamo celebrare insieme l´eucaristia. Questo segno incompiuto ci sprona a lavorare e pregare ancora perché un giorno sia possibile.
Insieme ci convertiamo ancora, giorno dopo giorno, e il nostro conoscerci e camminare insieme è un aiuto importante per la nostra conversione: proprio in questa settimana verrà definito l´atto fondativo di un centro Ecumenico qui a Lucca, che porterà il nome di due testimoni del vangelo: il vescovo Giuliano Agresti e il pastore Domenico Maselli.
Insieme riconosciamo che il regno è vicino, e insieme siamo mandati a dirlo al mondo, al quale in un certo senso dobbiamo restituire e raccontare il nostro cammino verso l´unità come garanzia e testimonianza della nostra fede: unità a partire dalle nostre differenze, o meglio nonostante le nostre differenze.
Insieme lasciamo le nostre barche e riconosciamo di far parte di una barca più grande, che annuncia la buona notizia di un Dio che abbatte i pregiudizi e le separazioni della storia per fare di noi, parti diverse di una sola realtà, il corpo di Cristo presente oggi nel mondo e nella storia.

Amen!

LIBRI

PARLACI DELLA VITA


Il libro in pillole
•Un commento con occhi perlopiù cristiani al classico di Kahlil Gibran
•Una breve meditazione sui piccoli e grandi quesiti del Profeta
•Con insolite preghiere per momenti di spiritualità personale o di gruppo

Gibran è punto di incontro tra culture, religioni e spiritualità diverse. Ha donato a generazioni di lettori una sapienza moderna che abbraccia i grandi temi della laicità e le più profonde immagini di una fede universale.
Con un commento a Il Profeta che ne affianca gli ampi estratti e i temi affrontati con preghiere insolite e con brani biblici, l’Autore propone un gioco di rimandi per scoprire un testo attraverso l’altro.

«Se Khalil Gibran è un autore-ponte tra Oriente e Occidente, tra spiritualità e poesia, tra fedi e culture diverse, lo stesso Profeta è un libro-ponte, una sorta di Bibbia laica che abbraccia i temi universali della vita umana come li racconterebbero, e vi rifletterebbero, un cristiano, un musulmano, un buddhista e persino un laico agnostico. Tra preghiera, meditazione e poesia, Il Profeta, al cui interno non è difficile scovare tracce bibliche, parla la lingua di un’umanità che nella sua parte più profonda, consapevolmente o meno, pensa, medita e prega al di là dei confini geografici e politici, che appartiene a tutte le religioni e a nessuna, a tutte le culture e a nessuna».
Stefano Giannatempo

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