01 Agosto 2021
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#WelcomingEurope. Per un´Europa che accoglie

05-09-2018 07:29 - News
Un nuovo video per promuovere la raccolta firme per "Welcoming Europe. Per un´Europa che accoglie" avviata dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) insieme ad altri organismi* con tre obiettivi: dire basta alla criminalizzazione della solidarietà, creare canali di ingresso sicuri, garantire giustizia a tutte le vittime di abusi.

La raccolta firme, presentata in Italia il 19 aprile scorso, intende lanciare una Iniziativa dei cittadini europei (ICE) che consente di far valere le proprie rivendicazioni politiche raccogliendo 1 milione di firme in almeno 7 Stati membri entro 12 mesi. Raggiunto questo obiettivo, Commissione europea e Parlamento europeo saranno obbligati a esaminare le istanze.

Oltre che in Italia, si sono costituiti comitati promotori in Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Ungheria e sono numerosi i network europei coinvolti.

La proposta ICE è stata registrata presso la Commissione europea a metà dicembre 2017 e a metà febbraio 2018 è stata approvata. Il lancio della campagna in Italia è avvenuto il 19 aprile. Le sottoscrizioni utili dovranno essere raccolte entro febbraio 2019.

È possibile firmare sul sito della FCEI

Tutte le informazioni sono disponibili su www.welcomingeurope.it
Facebook: facebook.com/welcomingeuropeIT/
Twitter: twitter.com/WelcomingEU_IT

*Radicali Italiani, Legambiente, Cnca, Fondazione Casa della Carità, Oxfam, Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos del Mediterraneo, AOI, Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione e lo sviluppo, ActionAid, A Buon Diritto, Acli, Arci, Baobab Experience, CILD.


Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
A G O S T O
Versetto del mese
Signore, porgi l orecchio,e ascolta!
Signore, apri gli occhi e guarda!
(II Re 10,16)



Salmo della settimana: 14


Domenica 1° Agosto
A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà (Luca 12,48)

Tu amerai dunque il Signore, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze (Deuteronomio 6,5)
Noi amiamo perché Egli ci ha amati per primo (I Giovanni 4,19)


E’ possibile amare Dio con mezzo cuore? E’ possibile provare un sentimento con solo un pezzo di cuore? Si può immaginare che il cuore sia composito. Effettivamente la tradizione rabbinica dà un suggerimento per certi versi sconcertante: si deve amare Dio sia con l isinto del bene, sia con l istinto del male. Infatti nell’uomo vi è una natura doppia, nel profondo, che lo costringere perennemente a scegliere. Ora, se è chiaro che cosa vuol dire amare Dio con la componente positiva, bisogna capire che cosa significhi amare Dio con quella negativa. Suggerisco che io pratico una forma di amore verso Dio nel momento in cui domino l’istinto del male, indirizzando verso Dio la capacità di dominare la tendenza malvagia.
Benedetto Carucci Viterbi


Matteo 13, 44-46; Filippesi 3, 4b-14; Geremia 1, 4-10









Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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