26 Gennaio 2020

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Vivi il Sinodo con noi

08-08-2018 11:06 - Sinodo
Il ricco panorama di eventi e iniziative che accompagnano il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste

Eccoci, ci siamo: torna l´appuntamento con il sinodo delle Chiese valdesi e metodiste in Italia, in programma dal 26 al 31 agosto con un ricco programma all´interno dell´evento e intorno a esso: una settimana da non perdere. Come ogni anno cerchiamo di ripercorrere il programma invitandovi a vivere il sinodo 2018 con noi: se possibile direttamente a Torre Pellice (località in provincia di Torino, vicino a Pinerolo) oppure attraverso il nostro sito e la nostra pagina Facebook tra articoli, video, notizie e approfondimenti.

Se volete approfondire appuntamenti e programmi ecco una panoramica dei vari eventi:

DIBATTITO, INCONTRI, PREGHIERA

Cominciamo con gli appuntamenti clou, quelli più strettamente legati all´appuntamento sinodale. Il primo è quello del culto inaugurale di domenica 26 agosto alle 15.30 nel tempio di Torre Pellice. Il predicatore sarà il pastore Emanuele Fiume. Il culto sarà preceduto da un breve corteo dei membri del sinodo (pastori, deputati delle comunità locali e dei distretti, ospiti vari) che partirà dalla Casa valdese (dove i sinodali si ritroveranno alle 15) e percorrerà i pochi metri che la separano dal tempio. Si tratta di un momento scenografico, ma non folkloristico: è, in fondo, l´immagine "plastica" di una chiesa che cerca di "camminare insieme" come lo stesso termine sinodo suggerisce.

Da lunedì 27 a venerdì 31 (quando si svolgeranno le elezioni per rinnovare la Tavola e formare le commissioni d´esame sinodali del prossimo anno) si svolge il sinodo vero e proprio, all´interno della Casa valdese, con dibattiti, decisioni, confronti democratici. Il tutto sempre preceduto, ogni giorno, con la preghiera e il culto del mattino intorno alle 8.30.

Come ogni anno la serata del lunedì sarà dedicata a un dibattito pubblico: così lunedì 27 agosto alle 21 il tempio valdese di Torre Pellice ospiterà un incontro sul tema "Comunione, missione, giustizia: essere chiesa oggi in Europa".

DONNE E GIOVANI GIOCANO D´ANTICIPO

Sabato 25 agosto si terrà, nella Casa unionista di Torre Pellice, a partire dalle 14, il tradizionale "Presinodo Fgei", ovvero l´incontro della Federazione giovanile evangelica in Italia. Il tema di quest´anno è "Un riflesso chiamato casa", una riflessione sul modo di stare insieme e di vivere la chiesa a partire da un luogo simbolico come, appunto, la casa. A seguire, alle 20, la serata "En el Rio de la Plata" con la cena curata dall´Animazione giovanile del I Distretto, racconti e musica del gruppo dei "5Sola" e con ospiti speciali provenienti dal Rio de la Plata (in Argentina e Uruguay) dove esiste una numerosa presenza valdese.

Sempre nel pomeriggio di sabato 25 agosto (dalle 15 alle 17) la Federazione delle donne evangeliche in Italia e la Federazione femminile evangelica valdese e metodista presentano "A tavola con le donne", discorsi su ´diritti inviolabili´ e ´doveri inderogabili´ relativi all´universo femminile, nella Galleria d´arte contemporanea "Filippo Scroppo" di Torre Pellice . Alle 17, poi, si terrà uno spettacolo teatrale di Fiammetta Gullo dal titolo "4 donne si raccontano".

CHIESE E SERVIZIO

Immancabile e sempre denso e interessante il venerdì che precede il sinodo con la "Giornata teologica Miegge" (dedicata al pastore e teologo valdese Giovanni Miegge) organizzata dal Corpo pastorale valdese e metodista e dal Centro culturale valdese. Il tema del 2018 è "Le chiese e il loro servizio nella società": appuntamento venerdì 24 giugno nell´aula sinodale della Casa valdese a partire dalle 11 e fino alle 19.

EVENTI COLLATERALI

Impossibile riportare il programma completo della miriade di iniziative, esposizioni (non dimenticate di visitare il Museo valdese!!!) che si snodano intorno alla settimana sinodale. Ne citiamo solo alcuni come quello di sabato 25 agosto dalle 17 al tempio valdese di Torre Pellice: "Venti anni di testimonianza diaconale", la Diaconia Valdese - CSD festeggia i 20 anni di attività con un momento di riflessione su passato, presente e futuro della diaconia; poi la serata di domenica 26 agosto (ore 21, aula sinodale) sul tema "La Casa valdese: un racconto per immagini" (in occasione della fine dei lavori di ristrutturazione dello storico edificio); citiamo anche l´incontro organizzato da Mediterranean Hope e dalla Commissione sinodale per la diaconia sul tema "Costruire la solidarietà", lunedì 27 agosto dalle 12.30 alle 14.30 alla Galleria Scroppo; quindi, il concerto del Coro valdese di Torino: "Musica, simbolo e poesia: il libro dei salmi, la sera di martedì 28 agosto.

OK, MA UN PO´ DI RELAX...?

La settimana sinodale è molto densa e impegnativa per chi partecipa al sinodo o per chi lo segue, ma tranquilli: ci si può rilassare con passeggiate ed escursioni negli splendidi dintorni di Torre Pellice oppure riposarsi nell´area degli stand (con tanto di tavolini) proprio accanto all´aula sinodale tra libri, gadget, prodotti artigianali e punti di ristoro. Volendo poi, i più "temerari" possono aggregarsi alle partite di pallavolo che si giocano in maniera improvvisata e spontanea nel campetto del Collegio valdese.

Insomma, vedete che non esageriamo nel dirvi che è una settimana da non perdere? Vi aspettiamo, per vivere il sinodo con noi.

di Roberto Davide Papini



Fonte: chiesavaldese.org

UN GIORNO UNA PAROLA


G E N N A I O
Versetto del mese:
““Fedele è Dio”
(I Corinzi 1, 9)


Salmo della Settimana: 133


Sabato 25 Gennaio

Non lo sai tu? Non l’hai mai udito? Il Signore è Dio eterno, il creatore degli estremi confini della terra; egli non si affatica e non si stanca; la sua intelligenza è imperscrutabile (Isaia 40, 28)
Or il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo (Romani 15, 30)

Non potremo mai comprendere a fondo il giorno, la vita, la morte, la notte, possiamo solo annunciare colui che su tutto vigila, possiamo solamente onorarlo raccontando le meraviglie compiute dal Signore del mondo e affidarci a colui che sorregge terra e cielo
Arno Pötzsch

Deuteronomio 33, 1-16; I Corinzi 2, 10-16


Il buon combattimento della fede
Commento a I Timoteo 6, 12
Combatti il buon combattimento della fede, afferra la vita eterna alla quale sei stato chiamato e in vista della quale hai fatto quella bella confessione di fede in presenza di molti testimoni

Questo versetto della prima epistola a Timoteo sembra essere scritto per noi: da giovani abbiamo fatto la confermazione, per la quale abbiamo scritto al Consiglio di Chiesa una bella confessione di fede, piena di forza e di entusiasmo. Oppure siamo entrati da adulti in una chiesa nuova, e ci hanno chiesto di motivare il nostro ingresso: e noi lo abbiamo fatto pieni di orgoglio per la scelta fatta, ma anche pieni di gioia e di fiducia. O ancora, abbiamo scoperto il Signore che da molto tempo non incontravamo più e abbiamo ripreso ad andare in chiesa e a pregare. Tutti momenti intensi, ricchi anche di emozioni e di convincimento. Spesso anche ricchi di fede, profonda, vera, genuina.
Ma poi? Poi la vita quotidiana riprende, ci sono le preoccupazioni sul lavoro, la famiglia e la casa da gestire, i momenti di svago da organizzare e da vivere. Le nostre vite sono mediamente pienissime di impegni, di “cose da fare”, di persone da incontrare e cosa resta della nostra fede? Cosa rimane della nostra bella confessione di fede? Probabilmente non abbiamo abbandonato la chiesa e se ce lo chiedono continuiamo ad affermare di essere uomini e donne di fede. Anzi spesso non ci viene neppure chiesto, perché tutti vedono che, sia pur con i limiti imposti dalla “vita moderna” siamo comunque presenti, a differenza di altri, che sono spariti. O addirittura abbiamo degli incarichi nella nostra chiesa. Incarichi a cui ci dedichiamo con impegno.
Ma se ci fermiamo per un momento a riflettere con serietà, stiamo combattendo sul serio il “buon combattimento”? Il faro della nostra esistenza, di ogni suo attimo, di ogni sua decisione, è davvero la fede in Dio? Conduciamo una vita trasformata e illuminata da questo? Abbiamo sul serio afferrato la vita eterna alla quale siamo stati chiamati e abbiamo costruito tutta la nostra esistenza intorno a questa speranza con fiducia sempre rinnovata e nutrita continuamente con la lettura della Parola, con il canto, con la preghiera?
Non è una riflessione facile, al Signore, ovviamente, la risposta, ma ognuno di noi potrebbe da oggi cominciare a interrogarsi sulla qualità del proprio combattimento e pregare il Signore di ricevere la forza e il coraggio per essere davvero fedeli servitori. Amen!
di Erica Sfredda


Preghiera


Signore, tu che ricostruisci ciò che noi distruggiamo,
Ti preghiamo:
ricostruisci la nostra vita.
Ricostruisci le nostre forze
quando le sciupiamo in cose inutili, quando
siamo logori e perdiamo coraggio.
Ricostruisci la nostra fiducia
Quando esitiamo davanti alle tue promesse,
quando ci facciamo vincere dalla confusione e
dall’amarezza, quando dubitiamo di noi stessi
e della nostra capacità di servirti,quando le
difficoltà diventano più grandi
della nostra poca fede.
Ricostruisci le nostre iniziative comuni,
quando l’egoismo le indebolisce,
quando troviamo più confortevole
evitare la fatica di agire
insieme con gli altri,
quando tentenniamo di fronte
agli obiettivi che insieme avevamo
riconosciuto come tua vocazione,
quando cediamo al rancore
e al risentimento,
quando non riusciamo più
a comprenderci pur essendo
membri della stessa chiesa.
Signore ricostruisci la nostra vita: ridonaci forza,
fiducia e iniziativa con l’energia che proviene
dall’unico fondamento,
che è Cristo Gesù. Amen




Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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