07 Maggio 2021
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Vivere la chiesa «in compagnia di molti altri»

17-09-2017 18:21 - Sinodo
La chiesa valdese è una chiesa di laici. Non c´è un ordine sacerdotale. L´unico sacerdozio è quello universale dei battezzati. I laici, pertanto, si trovano a svolgere importanti compiti di responsabilità all´interno di organi collegiali di governo eletti da assemblee che verificheranno in seguito il loro operato. Avere chiaro ruoli e funzioni che si è chiamati a svolgere è un presupposto fondamentale per operare al meglio. A questo proposito la Tavola Valdese, su indicazione del Sinodo 2015 e avvalendosi dell´aiuto di una commissione, ha elaborato un manuale rivolto in particolare a chi si trova a svolgere un ministero specifico: quello di membro del consiglio di chiesa, l´organo di governo delle comunità locali. Un libretto denso e articolato, pieno di utili indicazioni e linee guida volte a chiarire bene compiti e funzioni dell´anziano di chiesa ma non solo: il manuale si presenta anche come un utile materiale di edificazione per la vita di tutti i credenti che possono ritrovarvi il senso più profondo della propria ecclesiologia.
Al pastore Italo Pons, membro della Tavola Valdese e coordinatore della commissione che ha realizzato il prezioso manuale, rivolgiamo alcune domande.

Da dove nasce l´esigenza di un manuale di questo tipo?

Molto spesso i nuovi membri dei consigli di chiesa (o concistori per le chiese autonome) entrano nelle loro funzioni senza indicazioni precise su quello che devono fare e su come farlo. Se è vero, per quanto concerne la soluzione delle problematiche, che tutti i nostri organi sono collegiali, è altrettanto vero che bisogna chiarire meglio quali sono i compiti della funzione alla quale si viene chiamati. Il consiglio di chiesa è un organismo composto da anziani, diaconi e pastori. Le discipline e le liturgie d´insediamento forniscono indicazioni precise. Il manuale non le sostituisce, ma ne approfondisce taluni aspetti alla luce delle premesse bibliche e degli aspetti organizzativi della chiesa. L´uso migliore di questo strumento, secondo me, è quello di fornire degli stimoli, provocare delle domande riguardanti la conduzione della vita di una comunità. Ci sono gli aspetti amministrativi, trattati con indicazioni che possono essere di grande utilità ma non mancano gli aspetti che concernono il ministero. L´anziano/a è un elemento di collegamento tra i vari membri della comunità: è chiamato a esercitare la discrezione, vigilare, visitare, applicarsi nel discernimento dei doni presenti nella comunità locale. Il sacerdozio universale dei credenti non significa che tutti sono diaconi, anziani e pastore/i. La domanda da porsi è: cosa significa svolgere quel determinato compito? Come svolgerlo? Il manuale stimola queste domande.

I membri del consiglio di chiesa hanno un ruolo di guida e di accompagnamento dei credenti. Come si può conciliare questo loro compito con la crisi d´autorità che segna i nostri tempi?

Assocerei la parola guida alla parola visibilità (che non è sinonimo di "apparire"). Il membro del consiglio è visibile, la comunità lo ha chiamato a un compito che dovrà esercitare con umiltà, ma anche con lucidità: dovrà onorare pienamente questa chiamata particolare. La sua posizione non comporta dei privilegi, si tratta di svolgere un servizio richiesto. In questo senso l´anziano ha un grande credito di fiducia. Dovrà sapersi spendere con le sue energie e la sua intelligenza in questo servizio, coltivare la sua pietà personale attraverso la lettura della Parola di Dio e la preghiera, conoscere i membri di chiesa, ascoltarli. Probabilmente il ruolo di "guida" nasce dalla pratica dell´ascolto di sé stessi e poi degli altri. L´autorevolezza scaturisce da queste premesse. Dalla società civile, dal mondo della scuola, dell´amministrazione, della ricerca, dell´assistenza provengono molti nostri membri di chiesa che siedono nei nostri consigli. Sono un potenziale che dobbiamo valorizzare. Altri attendono che gli rivolgiamo vocazione, possiamo proseguire senza troppi timori.

La confusione che domina il nostro presente, non solo all´interno della chiesa, può minare le basi della nostra fede?

Non dobbiamo accettare passivamente la confusione che domina l´oggi. Per essere propositivi si deve partire da una visione chiara dei compiti che ci attendono. La parte più attiva di una comunità, in questo caso un consiglio di chiesa, ha questo dovere. Il manuale mi pare offra molti spunti in questa direzione. La fede ha necessità di essere nutrita e sostenuta dalla Parola e dai sacramenti. Per una chiesa che fa riferimento alla Riforma i ministeri hanno il compito, nella loro pluralità, di indicare proprio nei momenti di maggiore difficoltà che si può resistere alla forza che vorrebbe farla sprofondare. È importante ritrovare il senso più profondo della nostra ecclesiologia, la quale non va mai data per scontata. Pertanto era necessario rileggere e ridefinire le funzioni partendo da un esame delle Scritture, risituandole nella prassi della chiesa.

Il manuale accosta testimonianze del presente a quelle di autorevoli figure del passato. Quanto è importante per una chiesa rimanere nel solco della propria "tradizione"?

Abbiamo scelto solo alcune testimonianze del passato: poche "pietre preziose" senza alcuna intenzione di essere esaustivi. Ma occorre rileggerle alla luce del nostro tempo. Non veniamo dal nulla ma siamo radicati come piante nel terreno, pronte a dare frutto. Al contempo abbiamo il compito di innovare, di trovare delle risposte per il nostro presente. Possiamo farlo con libertà ma anche con fedeltà al lascito che abbiamo ricevuto da chi ci ha preceduto. Il manuale non è frutto del lavoro di un singolo ma di tante persone che hanno offerto il loro contributo: una collegialità che mette insieme sensibilità ed esperienze diverse. È stato realizzato «in compagnia di molti altri», per dirla con il libro degli Atti. I ministeri nella chiesa rispondono proprio all´esigenza di fare le cose insieme. Essi traggono la loro forza dall´Esterno, ma questa forza si deve sperimentare in "compagnia" di altri e altre.

per scaricare il mansionario: https://www.chiesavaldese.org/documents/mansionario_cdc.pdf


Fonte: Chiesavaldese.org
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 45

Venerdì 7 Maggio

Tu sei il Dio della mia salvezza; io spero in te ogni giorno (Salmo 25,5)
Sappiamo che egli ci esaudisce (I Giovanni 5, 15)


Non voglio allontanarmi da Dio, perché lui non si allontana da me. In ogni strada Egli mi è di guida, perché io non mi perda. Mi porge la sua mano e, sera e mattina, provvede a me, in qualsiasi luogo io mi trovi.
Ludwig Heimbo
ld

Apocalisse 5, 6,14; Proverbi 25, 11-28


Prendersi cura dei fratelli e delle sorelle nel bisogno
commento a:
Non siate in ansietà per la vita vostra, di quel che mangerete, né per il corpo di che vi vestirete; poiché la vita è più del nutrimento e il corpo più del vestito. Osservate i corvi: non seminano, non mietono; non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. E voi quanto più degli uccelli valete! Luca 12, 22-24
“Black lives matter”: le vite dei neri contano. È il motto del movimento attivista internazionale, originato all interno della comunità afroamericana, impegnato nella lotta contro il razzismo, in particolare contro gli omicidi delle persone nere da parte della polizia, riportato all attenzione dei media di tutto il mondo a seguito dell uccisione a Minneapolis più di un anno fa dell’afroamericano George Floyd, soffocato da un poliziotto che gli tenne un ginocchio premuto sul collo.
Tutte le vite contano. Non solo quelle dei “neri” d America che da oltre 150 anni dovrebbero avere pari diritti e pari opportunità dei “bianchi”. Contano le vite dei diversi popoli, conta la vita di ogni singolo essere umano che nasce sulla terra. Ma il rispetto della vita dovrebbe estendersi ad ogni essere animato, ad ogni creatura di Dio: siamo tutti figli e figlie del Signore dell universo, padre e madre di tutto ciò cui il suo amore ha dato l esistenza.
Anche in questo campo la Chiesa ha tradito rovinosamente la visione di Dio e l azione di accoglienza e di uguaglianza di Gesù, che diceva “Uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli... uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli” (Matteo 23, 8-9). Dio che ha creato tutto e tutti “vuole che tutti siano salvati e vengano alla conoscenza della verità”, ribadisce la Prima lettera a Timoteo (2, 4).
Ci sono centinaia di milioni di persone che vivono in ansietà per sé e per i propri cari perché le condizioni di vita – spesso provocate da altre persone – li mettono in gravi difficoltà e pericoli.
Si può a queste persone dire “Andate in pace, scaldatevi e saziatevi”? chiede Giacomo nella sua lettera (cap. 2 vers. 6). No – ci dice Gesù in un grande racconto che Matteo ci riporta (cap. 25) – sta a te, sta a voi, che vi dite miei discepoli, condividere interessamento, impegno, vita con i fratelli e le sorelle che si trovano nel bisogno.
Questo è compito della Chiesa, questo è compito dei credenti in Cristo: far sì che nessuno debba essere in ansietà per la propria vita.
Oggi tocca a me, a te, alla mia e ad ogni chiesa prendere sul serio la sfida che il nostro tempo ci rivolge. Allora si realizzerà la promessa di Gesù: il Padre ci aiuterà e ci concederà quello che gli chiediamo (Matteo 18, 19).
Emmanuele Paschetto






Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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