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Vita delle Chiese

13-06-2017 08:43 - News
La domenica di Pentecoste

Nelle chiese metodiste e valdesi, durante il culto della domenica di Pentecoste (in alternativa, in quello della domenica delle Palme) i giovani, dopo il percorso di scuola domenicale e catechismo, confermano il battesimo ricevuto da bambini (confermazione), o vengono battezzati in quel momento se non lo sono stati da piccoli. Attraverso la loro personale dichiarazione di fede diventano membri effettivi della comunità. Nella stessa occasione, ma anche in altre domeniche dell´anno, possono fare il loro ingresso ufficiale nella chiesa (ammissione) adulti che provengono da altre confessioni cristiane, al termine di un periodo di formazione personalizzato, la cui durata dipende dal singolo percorso di fede.
Ammissioni e confermazioni

Le ammissioni nella chiesa valdese di Torino, domenica di Pentecoste. Da sinistra a destra: past. Paolo Ribet, Enrico Piccato, Dogue Yome Songana, Stefano Cirri, Jorcel Batantou Mbozo, Nicole Lomuscio, Roberto Calanca (con il figlio in braccio), Gaia Vellano, Giuseppe Sgroi, Francesco Vellano, Silvia Tartara, past. Maria Bonafede. Confermazione della catecumena Elisa Arena insieme al candidato pastore Stefano Giannatempo alla chiesa valdese di Aosta, domenica di Pentecoste. La comunità valdese di Milano nel corso del culto di Pentecoste, presieduto dal pastore Giuseppe Platone e dalla pastora Daniela Di Carlo, ha accolto 11 nuovi membri di chiesa. Confermazioni: Enrica Abbate, RobertaCorcella. Ammissioni: Paolo Casale, LindaBarbiero, Lara Di Rauso, Giuseppe Martines, Shadrac Joseph, Manuela Sanguini; Tijna Stenberg, Giona Mantovani, Guido Canziani, assenti, faranno il loro ingresso domenica 25 giugno.



Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

D I C E M B R E

Versetto del mese:

«Manda gridi di gioia, rallègrati, figlia di Sion!
Perché ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te»,
dice il Signore

(Zaccaria 2, 10)


Salmo della settimana: 71
Venerdì 31 Dicembre
I miei giorni sono nelle tue mani (Salmo 31,15)

Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo (Numeri 21, 7)
Abbiate pietà di quelli che sono nel dubbio (Giuda 22)


Ci è stato donato un medico che è egli stesso la vita; Cristo, morto per noi, ha per noi ottenuto la salvezza. Invochiamo la tua bontà: continua a custodire anche in futuro i grandi e i piccoli, perché tu hai per noi pensieri di pace e non di male.

Ludwig Helmbold


Romani 8, 31b-39; Ecclesiaste 3, 1-15 ; Salmo 46; Matteo 13, 24-30


Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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