21 Agosto 2019

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Vita delle Chiese

13-06-2017 08:43 - News
La domenica di Pentecoste

Nelle chiese metodiste e valdesi, durante il culto della domenica di Pentecoste (in alternativa, in quello della domenica delle Palme) i giovani, dopo il percorso di scuola domenicale e catechismo, confermano il battesimo ricevuto da bambini (confermazione), o vengono battezzati in quel momento se non lo sono stati da piccoli. Attraverso la loro personale dichiarazione di fede diventano membri effettivi della comunità. Nella stessa occasione, ma anche in altre domeniche dell´anno, possono fare il loro ingresso ufficiale nella chiesa (ammissione) adulti che provengono da altre confessioni cristiane, al termine di un periodo di formazione personalizzato, la cui durata dipende dal singolo percorso di fede.
Ammissioni e confermazioni

Le ammissioni nella chiesa valdese di Torino, domenica di Pentecoste. Da sinistra a destra: past. Paolo Ribet, Enrico Piccato, Dogue Yome Songana, Stefano Cirri, Jorcel Batantou Mbozo, Nicole Lomuscio, Roberto Calanca (con il figlio in braccio), Gaia Vellano, Giuseppe Sgroi, Francesco Vellano, Silvia Tartara, past. Maria Bonafede. Confermazione della catecumena Elisa Arena insieme al candidato pastore Stefano Giannatempo alla chiesa valdese di Aosta, domenica di Pentecoste. La comunità valdese di Milano nel corso del culto di Pentecoste, presieduto dal pastore Giuseppe Platone e dalla pastora Daniela Di Carlo, ha accolto 11 nuovi membri di chiesa. Confermazioni: Enrica Abbate, RobertaCorcella. Ammissioni: Paolo Casale, LindaBarbiero, Lara Di Rauso, Giuseppe Martines, Shadrac Joseph, Manuela Sanguini; Tijna Stenberg, Giona Mantovani, Guido Canziani, assenti, faranno il loro ingresso domenica 25 giugno.



Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 70

Mercoledì 21 Agosto

Io sopporterò lo sdegno del Signore, perché ho peccato contro di lui (Michea 7, 9)
Umiliatevi davanti al Signore,ed egli v’innalzerà (Giacomo 4, 10)

Siamo solo dei servi, Signore, dei servi inutili, cioè senza un utile, un interesse, un secondo fine nel servizio che la vita ci chiede di compiere. Facciamo il nostro dovere verso le persone e la comunità, per amore tuo e dei fratelli, per seguire il tuo esempio ed essere fedeli al compito che ci hai affidato. Aiutaci, Signore, a rimanere – con gioia e verità – servi inutili per il potere, ma preziosi per te e per il tuo regno. Amen.
Sergio Carrarini
I Corinzi 10, 23-31; Matteo 10, 34-42



Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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