23 Novembre 2020
News

Visita della delegazione del Museo della Riforma di Ginevra

24-10-2013 18:02 - Bibbia e attualità
Il Museo della Riforma Protestante di Ginevra ha organizzato una gita a Lucca, che si è svolta dal 6 all´8 ottobre u.s., per visitare i luoghi in cui si è svolta la Riforma a Lucca nel ´500 e da dove sono partite molte famiglie per poter vivere liberamente le loro esperienze di fede.

I partecipanti alla gita sono arrivati nel pomeriggio del giorno 6 e sono stati ricevuti, nella Cappella Valdese di Via Galli Tassi 50, dal Pastore e da alcuni membri del Consiglio di Chiesa e dalla Prof. Simonetti Adorni Braccesi, storica della Riforma a Lucca.

Il Pastore, Domenico Maselli, ha raccontato la storia della Comunità valdese di Lucca, aiutata, fin dai suoi inizi dai discendenti dei lucchesi rifugiatisi a Ginevra nel ´500. Gli ospiti erano molto interessati ed hanno posto varie domande che hanno consentito di offrire i chiarimenti richiesti.

Il mercoledì, alle 12.00, la delegazione ginevrina è stata ricevuta dal Sindaco Tambellini nel palazzo che era stato proprietà della famiglia Diodati cui apparteneva il grande traduttore della Bibbia, Giovanni Diodati che si firmava "di nazion lucchese". Quindi hanno visitato la Biblioteca Statale potendo vedere la ricca raccolta di Bibbie antiche, il Museo dell´Opera del Duomo ed alcuni palazzi privati; quindi hanno avuto la possibilità di ascoltare una conferenza della Prof. Adorni Braccesi.

Il soggiorno dei Ginevrini ha avuto come momento conclusivo un culto di ringraziamento svoltosi nella cappella valdese e vi hanno partecipato, oltre gli ospiti, diversi membri della Comunità locale che hanno potuto liberarsi dal lavoro; sono intervenuti, inoltre l´On. Valdo Spini che ha dato un apprezzatissimo e simpatico saluto ed il prof. Franco Giacone, docente all´Università La Sapienza di Roma. Una breve predicazione è stata tenuta dal pastore Maselli.


Fonte: Luccavaldese
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

N O V E M B R E
Versetto del mese:
“Vengono piangenti e imploranti; li guido,
li conduco ai torrenti, per una via diritta
dove non inciamperanno”
(Geremia 31,9)




Salmo della settimana : 126


Lunedì 23 Novembre

Così parla Colui che è l Alto, l eccelso, che abita l eternità, e che si chiama il Santo. «Io dimoro in luogo eccelso e santo, ma sto vicino a chi è oppresso e umile di spirito per ravvivare lo spirito degli umili per ravvivare il cuore degli oppressi» (Isaia 57,15)
Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose (Marco 6,34)

Quando, nelle dimostrazioni che il mondo sa dare, vengono a mancare il conforto e l aiuto, in abbondanza viene in aiuto lui, il Creatore stesso, e inclina i suoi occhi paterni verso coloro che altrimenti non trovano riposo. Date al nostro Dio la gloria!
Johann Jakob Schutz

Ebrei 12, 18-25; II Pietro 2, 1-11




Preghiera


Ai tuoi piedi, Signore,
esponiamo il carico pesante
delle nostre perplessità, dei nostri affanni.
Attendiamo da Te sostegno, conforto e guida.
Soccorri coloro che sono nel bisogno,
consola quanti sono
variamente afflitti ed affretta
l avvento del Tuo Regno
di amore e di pace
su tutta la terra.
Amen
pst. M.Affuso


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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