04 Ottobre 2022
News

Venite, tutto è pronto

26-01-2016 09:04 - Bibbia e attualità
Commento a Luca 14, 17 di Emanuele Paschetto

Il Signore benedirà quelli che lo temono, piccoli e grandi
Salmo 115, 13

Venite, perché tutto è già pronto
Luca 14, 17


Questa frase è inserita nella parabola cosiddetta del «Gran Convito», preparato da «un uomo», come ci racconta Gesù, senza scendere in particolari sul perché del banchetto e sul criterio con cui «molti» vengono invitati.

È una frase che dovrebbe indicare l’inizio della festa, con l’arrivo degli ospiti, per concludere, caso mai, con la descrizione delle varie portate e dell’allegria conviviale.

E invece diventa una frase che indica una svolta drammatica nella vicenda, perché le persone con cui il padrone di casa avrebbe gradito festeggiare dimostrano una scortesia villana verso chi li invita, accampando scuse risibili per non presentarsi. Sono i motivi banali per i quali anche oggi noi decliniamo spesso certi inviti che riteniamo sgraditi: la famiglia, il lavoro, gli affari.

Noi, che sappiamo bene chi è il padrone di casa e chi erano gli invitati, siamo pronti a puntare il dito contro Israele che non ha riconosciuto nel servo che li invitava, il Messia tanto atteso. E pensiamo di identificarci con la seconda e la terza ondata degli invitati: noi siamo coloro che sostituiscono nel banchetto del Regno di Dio coloro che si sono autoesclusi.

Anzi, forse riteniamo che l’invito primario sia ormai per noi cristiani, nuovo popolo di Dio e crediamo di aver risposto positivamente perché siamo battezzati, o confermati, membri di chiesa ai quali il posto nel convito è garantito. Non ci rendiamo conto che anche noi anteponiamo i nostri interessi di famiglia, denaro, lavoro all’invito a entrare nella casa del Signore.

«Venite, tutto è pronto» ci viene detto al momento in cui celebriamo la Cena del Signore e dimentichiamo che il banchetto simboleggiato da questo gesto è il banchetto gratuito al quale – secondo Isaia – sono invitati tutti i popoli e che nostro compito è far diventare nostri commensali ogni uomo ed ogni donna del nostro tempo. Il cibo che Dio ci dona, di qualunque natura esso sia, deve essere cibo condiviso e nostro compito è estendere a ogni creatura l’invito a nutrirsene.

Fonte: Riforma
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

D I C E M B R E

Versetto del mese:

«Manda gridi di gioia, rallègrati, figlia di Sion!
Perché ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te»,
dice il Signore

(Zaccaria 2, 10)


Salmo della settimana: 71
Venerdì 31 Dicembre
I miei giorni sono nelle tue mani (Salmo 31,15)

Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo (Numeri 21, 7)
Abbiate pietà di quelli che sono nel dubbio (Giuda 22)


Ci è stato donato un medico che è egli stesso la vita; Cristo, morto per noi, ha per noi ottenuto la salvezza. Invochiamo la tua bontà: continua a custodire anche in futuro i grandi e i piccoli, perché tu hai per noi pensieri di pace e non di male.

Ludwig Helmbold


Romani 8, 31b-39; Ecclesiaste 3, 1-15 ; Salmo 46; Matteo 13, 24-30


Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Eventi
keyboard_arrow_left
Ottobre 2022
keyboard_arrow_right
calendar_view_month calendar_view_week calendar_view_day
Ottobre 2022
L M M G V S D
26
27
28
29
30
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
1
2
3
4
5
6
23-12-2021 / 08-12-2022 - eventi
Foto gallery
[]

Realizzazione siti web www.sitoper.it
cookie